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Hacks fondamentali per potenziare il tuo podcast 

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A differenza di un’attitudine tutta Italica che apre finestre su scenari rivoltanti fatti di mistificazione, cazzeggio e una serie di crediti non accreditati nel vantar primati, conoscenze e ranking senza risultati tranne quelli dell’illegalità (in)cosciente e senza alcun valore politico, Jack D. Herrington ha creato uno scambio fecondo e connettivo tra la sua attività di manualista e quella di blogger di qualità. Herrington è il responsabile del Code generation Network, si è occupato di recensioni tecniche per Boundcast.com e ha scritto una serie di manuali per la notevole O’reilly tra cui questa guida ragionata ai misteri del Podcast in ben 427 pagine indice analitico compreso. La prima edizione del testo è esattamente di un anno fa, ma non risente del tempo, la struttura concepita per problemi specifici permette una consultazione slegata dall’apprendimento modulare e introduce una serie di elementi davvero utili per chi crede ancora che un Podcast non necessiti di una serie di conoscenze capitalizzabili, molto spesso oltre il recinto specifico della “cosa” Podcast. Per Jack D. Herrington la parola Hacking ha ovviamente il significato positivo di una soluzione “veloce e rude” applicabile ad una serie di problemi comuni e meno comuni e ancora di più assume una valenza assolutamente creativa; Hacking diventa un’attività capace di forzare uno standard e di ottenere il massimo anche con il minimo degli strumenti a disposizione.

Gli 11 capitoli del testo hanno una divisione progressiva ma possono essere affrontati in modo del tutto autonomo. L’incipit si assesta sui metodi tradizionali per ascoltare un Podcast mediante aggregatore, introduzione d’obbligo di tutta la manualistica di genere, e deborda in una serie di Hacks per sfruttare i servizi condivisibili di Gigadial, costruirsi un Podcatcher personale, Importare una directory completa su Itunes ,sfruttando la potenzialità di una serie di script in Perl spiegati dettagliatamente e in modo fruibile nonostante la complessità della materia. I due capitoli successivi approfondiscono tutti i problemi relativi all’equipaggiamento Hardware non strettamente informatico, con una sezione notevole dedicata ai sistemi microfonici adatti ad una serie di esigenze. Il capitolo 4 è dedicato alla struttura editoriale e al Format di un Podcast, argomento del tutto inedito se confrontato con le attitudini dei testi dedicati al Podcasting usciti sul mercato Italiano e che rappresenta sostanzialmente uno dei punti più battuti della manualistica statunitense, già orientata verso un business di alto livello, basta solo pensare a realtà complesse come Larstan Publishing che si occupano di editoria multimediale in modo omnicomprensivo, accorpando conoscenze e tipologie di servizi che puntano in modo specifico all’oggetto Podcast come prodotto appetibile per l’industria e che vanno decisamente oltre l’appeal amatoriale della Podosfera Italiana, sia teorica che pratica. In questo senso Jack D. Herrington costruisce una serie di diagrammi, layout, outlines, progetti, strutture ad orologio complete di timing, per offrire un supporto solido alla fase preliminare di qualsiasi trasmissione; divide i paragrafi in una serie di ipotesi dedicate allo sport, alla tecnologia, alla musica e alle mp3zines e offre un approccio interessante ed esaustivo che non ha niente a che vedere con i vademecum per diventare un genio o qualcos’altro. Tra i capitoli più interessanti è presente una guida di una trentina di pagine dedicata alla gestionee alla cattura delle interviste telefoniche;l’attenzione di Herrington è dedicata ai dispositivi della Jk Audio, presentati per fascia di prezzo e unica alternativa professionale alla gestione delle conversazioni attraverso Skype. La sezione successiva si riferisce proprio al noto client Voip e sostanzialmente propone le soluzioni più conosciute per registrare una conversazione che ricorrono ad applicazioni esterne come Audio Hijack e Hot Recorder di gran lunga superiore a giochini come Powergramo; conclude con alcuni consigli legati all’editing a metà tra l’impermanenza ed una serie di indicazioni davvero utili che penetrano la questione dal punto di vista dello stile di montaggio e del ritmo, inclusi alcuni trucchi di editing per aumentare gli effetti dinamici sulla voce. Il capitolo 6 chiamato Blogging non ha niente di familiare e banale nonostante il titolo, si occupa piuttosto di alcuni Hacks in Perl per pubblicare i propri Podcast su un blog di riferimento via mail e altre strategie simili mentre tutte le nozioni basic per utilizzare le applicazioni di editing audio slittano al capitolo 8 con alcuni Hacks interessanti dedicati all’utilizzo di effetti di compressione del suono per regalare alla voce un effetto dinamico maggiore. Molto interessante il capitolo 10 che affronta la questione legata ai diritti del materiale protetto in modo esaustivo, naturalmente riferendosi al mercato statunitense ed europeo in genere; per chi avesse bisogno di chiarimenti sul ruolo di RIAA, Ascap, BMI e Sesac Podcasting Hacks è sicuramente il testo adatto. L’ultimo capitolo è probabilmente il punto debole del testo ed è un tentativo di riassumere in poche pagine l’esperienza del videoblogging. Podcasting Hacks è acquistabile da tutti gli E-store internazionali compreso quello di O’reilly; a questo proposito consigliamo di fare una visitina presso questa pagina di Play.com dove è possibile acquistare il testo per 21,99 € e con spese di spedizione gratuite per tutta l’europa.

Jack D. Herrington
Podcasting Hacks, Tips & Tools foor Blogging out loud

 

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