Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Caro governo, che ne sarà della musica e di tutti i lavoratori che costituiscono la complessa filiera dell'organizzazione festival ed eventi nei mesi della riapertura? La Jazz Italian Platform, costituita dai più importanti festival Jazz della penisola lancia una petizione diretta al Ministro Franceschini. 

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Jazz Italian Platform è il nome che si sono dati alcuni dei più importanti festival nazionali di musica Jazz per lanciare una petizione diretta al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. Dietro alla sigla ci sono Umbria Jazz ®, L’associazione Jazz Network, Crossroads, Jazz in Sardegna, Visioninmusica, Bologna Jazz Festival, Saint Louis College of Music, Veneto Jazz e Pomigliano Jazz.

Nel testo, veicolato attraverso Change.org, si chiede al governo di assumere posizioni chiare nei confronti di migliaia di lavoratori, tutti coloro che sono impiegati nella complessa filiera dell’organizzazione eventi, dai tecnici fino ai musicisti. Di questo insieme di categorie non viene fatta alcuna menzione nei piani di riapertura graduale del paese, di cui si sta parlando in queste ore. “Si dice che sarà l’ultimo settore a poter riprendere la propria attività – recita il comunicato – Ma per l’immediato futuro nulla, nessuna prospettiva [….] In altri paesi hanno spiegato: scordatevi di tornare nelle arene, negli stadi, nei teatri. Sarebbe una parola di chiarezza per tutti, spettatori compresi. I festival, le rassegne, i concerti potrebbero cominciare a stabilire in che modo far saltare i propri appuntamenti o se posporli come è stato fatto da altre parti, farebbero così chiarezza con le proprie strutture e con gli spettatori” 

Sono le stesse domande che ci facciamo anche noi e che abbiamo provato a sollecitare con gli articoli dedicati alle scelte di alcuni festival di cinema internazionali.

Ai quesiti che pone Jazz Italian Platform vorremmo aggiungerne altri
: quali spostamenti saranno consentiti, durante la riapertura graduale? Sarà immaginabile muoversi da una regione all’altra da qui al prossimo settembre? Se così non fosse, i festival in grado di poter garantire norme di sicurezza e di distanziamento sociale, dovranno riferirsi solamente ad un pubblico locale e cittadino senza poter “aprire le porte” a chi viene da fuori? Chi garantirà, per gli spettatori e gli operatori di settore, lo standard di sicurezza nel contesto di eventi che aggregano normalmente centinaia o migliaia di persone?

E allora – chiude Jazz Italian Platform –  diteci che succede. Non costa nulla

Firma anche tu la petizione “Appello al governo, fateci sapere che ne sarà della musica

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.