JAZZMI, il programma completo dell’undicesima edizione

Dal 19 ottobre all'8 novembre Milano tornerà così a trasformarsi in una città-festival diffusa, con concerti distribuiti tra teatri, club e spazi culturali che negli anni sono diventati parte integrante dell'identità della manifestazione: dalla Triennale al Blue Note, dal Teatro Nazionale all'Alcatraz, passando per Santeria Toscana 31, BIKO, il Conservatorio e il Teatro Dal Verme.

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JAZZMI completa il programma della sua undicesima edizione confermando una linea curatoriale ormai riconoscibile: considerare il jazz non come un genere delimitato ma come un territorio aperto, attraversato da soul, elettronica, afrobeat, improvvisazione contemporanea, musica colta e nuove forme della canzone globale.

Dal 19 ottobre all’8 novembre Milano tornerà così a trasformarsi in una città-festival diffusa, con concerti distribuiti tra teatri, club e spazi culturali che negli anni sono diventati parte integrante dell’identità della manifestazione: dalla Triennale al Blue Note, dal Teatro Nazionale all’Alcatraz, passando per Santeria Toscana 31, BIKO, il Conservatorio e il Teatro Dal Verme.

L’annuncio finale del cartellone aggiunge alcuni dei nomi più attesi dell’edizione 2026. A guidare il programma sarà Erykah Badu, protagonista di due date milanesi del progetto IMEHO – An Intimate Experience with Erykah Badu, spettacolo che segna il ritorno in Italia di una delle figure più influenti della neo-soul e dell’R&B contemporaneo, artista il cui impatto sulla musica afroamericana degli ultimi venticinque anni supera largamente i confini del jazz tradizionale.

Accanto a lei compaiono alcuni dei nomi che hanno definito la storia recente del jazz internazionale, come Gregory Porter, Dee Dee Bridgewater e Bill Frisell, ma anche figure che rappresentano traiettorie più ibride e transnazionali come Ibrahim Maalouf, Richard Bona e Rokia Traoré.

Particolarmente significativa appare la presenza di Paolo Fresu con una nuova esecuzione dal vivo di Ascensore per il patibolo, rilettura della storica colonna sonora composta da Miles Davis nel 1957 per il film di Louis Malle, progetto sviluppato in collaborazione con il Vicenza Jazz Festival e destinato a confrontarsi con uno dei momenti fondativi della relazione tra jazz e cinema europeo.

Il programma sembra inoltre prestare particolare attenzione alle nuove geografie dell’improvvisazione contemporanea. Lo dimostrano la presenza del sassofonista Isaiah Collier, tra le figure emergenti più osservate della scena di Chicago, del batterista Nate Smith e dell’incontro tra The Messthetics e James Brandon Lewis, progetto che rappresenta una delle collaborazioni più interessanti tra jazz contemporaneo e post-hardcore americano degli ultimi anni.

Una delle linee più evidenti del cartellone riguarda però il rapporto con il Nord Europa e con le musiche di confine. In questa direzione si colloca il concerto che riunirà Kjartan Sveinsson, Gyða Valtýsdóttir, Bert Cools e Indrė Jurgelevičiūtė dei Merope, incontro che promette di muoversi tra minimalismo nordico, folk baltico e musica da camera contemporanea.

Lo stesso principio di contaminazione attraversa il progetto A New Sketches of Spain, che mette in dialogo il danzatore e coreografo flamenco Israel Galván con il trombettista e compositore statunitense Michael Leonhart, riprendendo idealmente il percorso inaugurato da Miles Davis e Gil Evans nel 1960 con Sketches of Spain.

La scena italiana sarà rappresentata sia dalle figure storiche sia dalle nuove generazioni. Accanto a nomi come Enrico Intra, Gaetano Liguori ed Enzo Favata troveranno spazio artisti più giovani come Filippo Bubbico, Dario Jacque e il collettivo londinese guidato da MT Jones.

Tra gli appuntamenti più attesi del finale di festival figura inoltre il ritorno di Calibro 35 con il progetto Calibro 35 vs L.A., nuova tappa del percorso della formazione milanese dedicato al dialogo tra library music italiana, funk cinematografico e immaginario sonoro della West Coast americana.

Come nelle precedenti edizioni, il programma musicale sarà accompagnato da incontri, masterclass, presentazioni editoriali e proiezioni, confermando l’ambizione di JAZZMI di operare non soltanto come festival concertistico ma come piattaforma culturale dedicata ai linguaggi dell’improvvisazione contemporanea.

Nato nel 2016 dalla collaborazione tra l’Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, con la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini, il festival si è progressivamente affermato come uno dei principali appuntamenti europei dedicati al jazz contemporaneo e alle sue continue trasformazioni.

La conferenza stampa di presentazione completa dell’edizione 2026 è prevista per il 23 settembre nel Giardino della Triennale di Milano, mentre i biglietti per gli eventi già annunciati sono disponibili attraverso JAZZMI.

Michele Faggi
Michele Faggihttps://www.indie-eye.it/recensore
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.

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