{"id":10637,"date":"2011-02-14T09:25:06","date_gmt":"2011-02-14T07:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=10637"},"modified":"2011-02-11T16:35:14","modified_gmt":"2011-02-11T14:35:14","slug":"sara-lov-i-already-love-you-splinterirma-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/indie\/sara-lov-i-already-love-you-splinterirma-2011.html","title":{"rendered":"Sara Lov &#8211; I Already Love You (Splinter\/Irma, 2011)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10640 alignleft\" title=\"saralov_ialreadyloveyou\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/saralov_ialreadyloveyou-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/>A un paio d\u2019anni da <em>Seasoned Eyes Were Beaming<\/em> (recensito su Indie-Eye <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/folk\/sara-lov-seasoned-eyes-were-beaming-nettwerk-2009.html\">da questa parte<\/a>) torna <strong>Sara Lov<\/strong>, stavolta con un disco di cover. Non \u00e8 la prima volta che l\u2019artista statunitense si cimenta con brani non suoi: era infatti gi\u00e0 accaduto nel suo ep di esordio, che conteneva anche due pezzi altrui. Allora gli omaggi furono per gli <strong>Arcade Fire<\/strong>, con una versione minimale ma ugualmente emozionante di <em>My Body Is A Cage<\/em>, e <strong>Beck<\/strong>, con una <em>Timebomb<\/em> abbastanza stravolta. In questa occasione gli artisti e le canzoni ripresi da Sara provengono invece da mondi diversi, non solo dall\u2019ambito indipendente come nella precedente occasione. Ci\u00f2 che rimane \u00e8 la capacit\u00e0 della cantante dei <strong>Devics<\/strong> (tornati attivi pochi mesi fa con un tour in Cina) di fare sue queste canzoni, portandole nella dimensione a lei congeniale, quel folk screziato di dream-pop che \u00e8 un marchio di fabbrica della sua band e della sua carriera solista, senza per questo tradirne le origini, interpretando col giusto mood (e con la sua voce, incontestabilmente bella) testi che quasi in ogni occasione parlano di sentimenti e d\u2019amore. I momenti migliori sono <em>Square Heart<\/em>, retta da pianoforte e violino, in una versione meno notturna (e meno alcolica) rispetto all\u2019originale firmata <strong>Black Heart Procession<\/strong>; <em>Papa Was A Rodeo<\/em>, che si avvicina alle vette di puro e perfetto pop della primigenia di marca <strong>Magnetic Fields<\/strong> immettendoci elementi <strong>Devics<\/strong>; <em>Just My Heart Talking<\/em>, gemma misconosciuta di <strong>Ron Sexsmith<\/strong>, che miscela sapori da highway americana agli immancabili umori pop; <em>The World We Knew<\/em>, che mantiene le atmosfere cinematografiche che furono di <strong>Frank Sinatra<\/strong> portandole dagli anni \u201960 a oggi; e, perch\u00e9 no?, <strong>La Bambola<\/strong>, omaggio all\u2019Italia, ai fan italiani, alla grande musica e ai grandi arrangiamenti che si sapevano fare nel nostro paese. Altri episodi sono invece pi\u00f9 deboli, ad esempio <em>There Is A Light That Never Goes Out<\/em>, forse perch\u00e9 ormai troppo inflazionata o forse perch\u00e9 la tragedia presente nella voce di <strong>Morrissey<\/strong> sar\u00e0 sempre inarrivabile, oppure <em>I Want To Vanish<\/em>, simile a come viene proposta da <strong>Elvis Costello<\/strong> in unplugged ma senza la forza misteriosa che la anima in quel caso. In definitiva un bel disco, una conferma, sempre che ce ne fosse bisogno, delle grandi capacit\u00e0 interpretative di <strong>Sara Lov<\/strong>, e anche della bravura in studio del produttore e poli-strumentista <strong>Zac McRae<\/strong>, che la accompagna in ogni brano.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/saralov\">Sara Lov su Myspace<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10641 alignleft\" title=\"saralovialreadyloveyou\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/saralovialreadyloveyou.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"361\" \/>Disco di cover per Sara Lov, una conferma delle sue eccellenti doti interpretative; la recensione di Fabio Pozzi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2,23,120,112],"tags":[],"class_list":["post-10637","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-indie","category-pop","category-recensioni","category-weekly-rec"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10637","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10637"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10637\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}