{"id":11615,"date":"2011-04-24T15:10:54","date_gmt":"2011-04-24T13:10:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=11615"},"modified":"2015-03-02T15:47:52","modified_gmt":"2015-03-02T13:47:52","slug":"carlot-ta-make-me-a-picture-of-the-sun-anna-the-granny-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/indie\/carlot-ta-make-me-a-picture-of-the-sun-anna-the-granny-2011.html","title":{"rendered":"Carlot-ta &#8211; Make Me a Picture of the Sun (Anna the Granny, 2011)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Carlot-ta<\/strong> fa rima con Talen-to, ma non di sola bravura vive l&#8217;artista. Campa di passioni feroci e ridicole, ma se non traspaiono che differenza fa? L&#8217;interpretazione non \u00e8 tutto, ma gran parte, e la freddezza non \u00e8 nella sua indole. Nel titolo del suo disco di debutto chiede di fare un disegno del sole, non perch\u00e8 non ne abbia mai visto la forma e il colore, ma per sapere se possa coincidere con almeno una delle sue rappresentazioni sotto forma di musica. Quella sfera in fiamme nel cielo pu\u00f2 risplendere di un ardore improvviso, quasi irreale, come in <em>F\u00e9roce et ridicule<\/em>, oppure pu\u00f2 diventare il classico cerchio giallo dai quali spuntano raggi disegnati a pastello, come nella traccia eponima. Il sole ha mille facce, e non neghiamogliene almeno una oscura come fu a suo tempo per la luna:<em> Chill<\/em> la descrive con una taranta elettronica da bazar del nuovo millennio, in quella soglia di tempo brevissima tra la fine della luce del tramonto e l&#8217;inizio del buio terrificante. Anche quando viene disturbato l&#8217;astro si pu\u00f2 descrivere: <em>14<span style=\"font-size: 11px;\">th <\/span>August, a summer storm<\/em> \u00e8 una vera metafora, il tamburello rappresenta la sottilissima pioggerellina rinfrescante, preceduta dalla chitarra acustica che spinge le nuvole cupe a coprire per un attimo il cielo. Finch\u00e8 non si arriva al punto pi\u00f9 alto. <em>Pamphlet<\/em> sarebbe la primavera stessa, se questa stagione esistesse ancora: leggera come il fischiettio iniziale, quasi irreale per la perfezione che raggiunge. Devia la mente verso i libri illustrati pieni di gnomi e fate che vivono in boschi antropomorfizzati, e senza l&#8217;aiuto di stupefacenti, ma richiamando quella cosa sciocca chiamata fantasia.<strong> Make me a Picture of the Sun<\/strong>, fuor di metafore, \u00e8 un disco molto interessante e bello, nell&#8217;accezione del piacere che deriva dall&#8217;ascolto; al di l\u00e0 degli applausi ripetuti da ogni parte per la giovane et\u00e0 di <strong>Carlotta Sillano<\/strong>, c&#8217;\u00e8 molta ciccia anche in nove canzoni. Non \u00e8 il virtuosismo a trionfare, la padronanza del piano e delle tastiere o la bravura, come ho gi\u00e0 accennato. E&#8217; l&#8217;insieme delle parti, la mescolanza di lingue e atmosfere ricomposte sotto il mantello di un animo romantico e sognatore (forse questo \u00e8 l&#8217;unico appunto legittimo da fare riguardo la questione anagrafica). Non assicuro che sentiremo parlare di lei in futuro, in questo paese per vecchi. Ma me lo auguro con tutto il cuore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Make me a Picture of the Sun \u00e8 un disco molto interessante e bello, \u00e8 il debutto in forma full lenght per Carlotta Silliano, in arte Carlot-ta, la recensione di Elia Billero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2,3,193,36,23,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-11615","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-indie","category-indieit","category-minimal","category-news","category-pop","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11615","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11615"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11615\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11615"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11615"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11615"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}