{"id":18636,"date":"2012-04-17T22:40:00","date_gmt":"2012-04-17T20:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=18636"},"modified":"2012-04-26T14:14:44","modified_gmt":"2012-04-26T12:14:44","slug":"afterhours-padania-germi-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/indie\/afterhours-padania-germi-2012.html","title":{"rendered":"Afterhours &#8211; Padania (Germi, 2012)"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18640 alignleft\" title=\"afterhours_padania_300\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/afterhours_padania_300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/>&#8220;Non puoi pi\u00f9 decidere come sarai&#8221;<\/em>, dicono gli <strong>Afterhours<\/strong> ne <em>La tempesta \u00e8 in arrivo<\/em>, primo singolo tratto da<em> Padania<\/em>. Frase non applicabile al gruppo milanese guidato da <strong>Manuel Agnelli<\/strong>, che con questo disco prende decisioni coraggiose, rilanciando la propria sfida musicale e lirica. Una sfida innanzitutto tutta interna alla band, che si confronta senza paura con ci\u00f2 che \u00e8 stata, ci\u00f2 che \u00e8 e anche ci\u00f2 che sar\u00e0.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 stata, perch\u00e9 l\u2019album segna il rientro in formazione di <strong>Xabier Iriondo<\/strong>, che fu colonna del suono After negli anni \u201990. E non mancano infatti i brani chitarristici furiosi e rumorosi che furono marchio di fabbrica della band agli esordi e in cui Xabier si fa sentire, come se il tempo non fosse passato, accanto ad altri in cui d\u00e0 libero sfogo alla vena sperimentale che ha sviluppato sempre pi\u00f9 dopo l\u2019uscita dal gruppo.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8, perch\u00e9 gli ultimi anni non sono stati cancellati e la lezione de <em>I milanesi ammazzano il sabato<\/em> e de <em>Il paese \u00e8 reale<\/em> \u00e8 ancora viva e presente, anche dopo l\u2019addio di <strong>Enrico Gabrielli<\/strong>, che tanta parte aveva avuto nelle architetture sonore di quelle prove, rimpiazzato in parte da <strong>Rodrigo D\u2019Erasmo<\/strong> e dalle sue partiture, che danno un ruolo importante come non mai al violino in diversi brani. E anche perch\u00e9 la svolta lirica, pi\u00f9 improntata al sociale (e al reale) e lontana dal cut-up, viene qui portata a maturazione completa, trasportandoci in quella<em> Padania<\/em> che per Manuel \u00e8 uno stato mentale e che per noi che ci viviamo spesso \u00e8 davvero due ciminiere ed un campo di neve fradicia.<br \/>\nCi\u00f2 che sar\u00e0, perch\u00e9 dall\u2019incontro e scontro delle diverse anime degli <strong>Afterhours<\/strong> nasce con questo disco qualcosa di stimolante, nuovo e multiforme, capace di giocare con passato e futuro, da cui traspare la voglia di andare avanti, proseguendo con rinnovato slancio su una strada pressoch\u00e9 unica per qualit\u00e0 e attitudine nella storia del rock italiano.<br \/>\nIl risultato di tutto questo non \u00e8 certo accomodante, ma richiede per l\u2019ascoltatore lo stesso impegno e la stessa dedizione profusi dalla band nella realizzazione dell\u2019opera. I brani meno complessi, come la title-track, l\u2019altra ballata <em>Nostro anche se ci fa male<\/em> e la chiusura <em>La terra promessa si scioglie di colpo<\/em>, arrivano coi testi (lo dico? Tra i pi\u00f9 belli della storia degli <strong>Afterhours<\/strong>) dove non arrivano le distorsioni o i cambi di ritmo che invece caratterizzano molti altri pezzi. Tra questi alcuni toccano vette di inquietudine e bellezza davvero abbaglianti: per esempio <em>Metamorfosi<\/em>, posta ad inizio disco a spiazzare con Manuel che si ispira ai vocalizzi di <strong>Demetrio Stratos<\/strong> su un tappeto sinistro di archi sibilanti prima di un\u2019esplosione di rock decadente; oppure<em> Costruire per distruggere<\/em>, che pu\u00f2 sembrare una ballata normale, ma nasconde un cuore inquietante alla <strong>Dream Syndicate<\/strong>, sempre retto dagli archi di D\u2019Erasmo; o <em>Ci sar\u00e0 una bella luce<\/em>, tra silenzi e distorsioni e Manuel ancora una volta a giocare con la voce con una sicurezza mai avuta prima; o ancora<em> Io so chi sono<\/em>, che finisce con un coro di bambini ma prima si muove su ritmi e destrutturazioni no-wave con un testo che definire amaro \u00e8 poco.<br \/>\nTutt\u2019altro quindi che le canzoni inutili di cui si parla nei trenta secondi geniali ed ironici di<em> Messaggio promozionale numero 2<\/em>, che potrebbe valere per gran parte dei dischi che ci troviamo ad ascoltare in questi anni, ma non per questo, che \u00e8 una grande prova da uno dei pi\u00f9 grandi gruppi della storia del rock italiano.<\/p>\n<p>[box title=&#8221;Afterhours &#8211; Padania&#8221; color=&#8221;#5C0820&#8243;]<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.afterhours.it\/\">Afterhours in rete<\/a><\/p>\n<p><strong>Tracklist<\/strong><br \/>\nMetamorfosi | Terra Di Nessuno | La Tempesta E&#8217; In Arrivo | Costruire Per Distruggere | Fosforo E Blu | Padania | Ci Sar\u00e0 Una Bella Luce | Messaggio Promozionale N.1 | Spreca Una Vita | Nostro Anche Se Ci Fa Male | Gi\u00f9 Nei Tuoi Occhi | Messaggio Promozionale N.2 | Io So Chi Sono | Iceberg | La Terra Promessa Si Scioglie Di Colpo [\/box]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18639 alignleft\" title=\"padania afterhours\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/padania-afterhours.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"320\" \/>Gli Afterhours si confrontano senza paura con ci\u00f2 che sono stati, ci\u00f2 che sono e ci\u00f2 che saranno: il risultato \u00e8 Padania, un grande disco; la recensione di Fabio Pozzi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2,3,36,87,120,43,41,112],"tags":[],"class_list":["post-18636","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-indie","category-indieit","category-news","category-psychedelia","category-recensioni","category-rock","category-wave","category-weekly-rec"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18636"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18636\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}