{"id":19875,"date":"2012-07-12T12:32:33","date_gmt":"2012-07-12T10:32:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=19875"},"modified":"2015-03-02T15:29:55","modified_gmt":"2015-03-02T13:29:55","slug":"cranchi-band-caramelle-cinesi-autoproduzione-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/indie\/cranchi-band-caramelle-cinesi-autoproduzione-2011.html","title":{"rendered":"Cranchi Band \u2013 Caramelle cinesi (Autoproduzione, 2011)"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre bello stupirsi della scoperta casuale di piccole gemme musicali italiane. Massimiliano Cranchi, voce e chitarra della <strong>Cranchi Band<\/strong>, ha una forte predisposizione alla scrittura poetica, alla narrazione e all\u2019arte di trovare ricchezza nella semplicit\u00e0. Doti rare da sempre, ma in particolare oggi. Ha una voce che sembra fatta apposta per il tono intimista del lavoro della sua band: dieci pezzi acustici in cui chitarre, basso, batteria, armonica, piano e poco altro viaggiano in armonia con liriche dolci e senza tempo sul filo del ricordo di posti, odori, sensazioni e persone lontane da se stesse o dagli altri.<\/p>\n<p>La chitarra e la voce di Massimiliano aprono <em>Un Tema<\/em>, prima perla acustica del disco. L\u2019armonica delle ultime note, poi, lascia il posto alla seconda traccia, <em>Marco Polo<\/em>, un pezzo sui ricordi di un amore descritto con metafore legate al viaggio, in cui i particolari della bellezza fisica della persona lontana si confondono con i luoghi rivisitati dalla memoria.<br \/> Ancor pi\u00f9 dolce e malinconica \u00e8 <em>Ulisse<\/em>, canzone in cui la voce di Massimiliano duetta con quella di <strong>Marta Poltronieri<\/strong> per continuare a narrare la storia di un amore qui paragonato a quello tra Ulisse e Penelope.<br \/> Ma se mitologia greca lesina in realt\u00e0 e concretezza, <em>Le ragazze di San Frediano<\/em> sono figure tutt\u2019altro che mitologiche; a far da colonna sonora alle loro vite c\u2019\u00e8 un pezzo vivace, vagamente dylaniano, che parla al presente e lascia in standby per qualche minuto la dolcezza dei ricordi di altri tempi.<br \/> La <strong>Cranchi Band<\/strong> sta di casa nella \u201cbassa\u201d tra Ferrara e Verona e si definisce gente di fiume, sperduta nelle campagne padane. Anche il loro disco \u00e8 in qualche modo pianeggiante, rilassato e sicuro come quei paesaggi. Non sembra raccontare molto pi\u00f9 di quel che si pu\u00f2 sognare di essere, a trent\u2019anni, in un altrove distante e diverso che a tratti \u00e8 stato vissuto e, altre volte, \u00e8 stato solo immaginato.<br \/> <em>\u201cE al mattino mi chiedi tu cosa vedi\/Io vedo il mare\u201d<\/em> (<em>Ulisse<\/em>) \u00e8 un po\u2019 la strofa chiave di questa sorta di concept album sul viaggio dell\u2019immaginazione.<br \/> Il penultimo pezzo, <em>Grazie uva<\/em>, \u00e8 una dedica accorata al frutto della vite e a tutto ci\u00f2 che rappresenta la sua raccolta: la fine dell\u2019estate, il rimboccarsi le maniche e il ritorno alla realt\u00e0 con i piedi per terra. Infine, dopo il ritorno alla realt\u00e0 arriva il sarcasmo quasi delirante di <em>Repubblica<\/em> a chiudere questo disco d\u2019esordio che, speriamo, avr\u00e0 presto un compagno di discografia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre bello stupirsi della scoperta casuale di piccole gemme musicali italiane. Massimiliano Cranchi, voce e chitarra della Cranchi Band, ha una forte predisposizione alla scrittura poetica, alla narrazione e all\u2019arte di trovare ricchezza nella semplicit\u00e0, la recensione di Caramelle Cinesi scritta da Flora Strocchia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2,3,36,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-19875","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-indie","category-indieit","category-news","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19875"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19875\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}