{"id":20978,"date":"2012-10-09T15:07:38","date_gmt":"2012-10-09T13:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=20978"},"modified":"2015-03-02T15:27:34","modified_gmt":"2015-03-02T13:27:34","slug":"xxl-dude-tin-angel-records-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/experimental\/xxl-dude-tin-angel-records-2012.html","title":{"rendered":"XXL \u2013 D\u00fcde (Tin Angel Records, 2012)"},"content":{"rendered":"<p>Quello che era parso un\u2019incontro occasionale, un po\u2019 improbabile, tra due band molto distanti tra loro, ma dalle radici poi non cos\u00ec dissimili, nel giro di tre album s\u2019\u00e8 fatto progetto autonomo dalle coordinate precise e riconoscibili. Se nell\u2019ancora incerto <em>\u00a1Cia\u00fctistico!<\/em> <strong>XXL<\/strong> era pur sempre la somma delle due parti (<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/xiu-xiu-la-foto-intervista-indie-eye-milano-3-aprile-2012.html\"><strong>Xiu Xiu<\/strong><\/a>+<strong>Larsen<\/strong>), con <em>Spicchiology?<\/em> la sigla imboccava la via per un proprio specifico carattere, che oggi, con <em>D\u00fcde<\/em>, assume una definitiva autonomia. Un amalgama in cui gli ingredienti sono ben distinguibili ma ormai del tutto complementari gli uni agli altri.<br \/> Cos\u00ec <em>Film In The Laundry<\/em> <em>#1<\/em> aperta da una lunga parentesi ambientale, che pu\u00f2 richiamare certi momenti di <em>Knife Play<\/em>, a cui l\u2019incedere marziale del seguito fa assumere i tratti della classica composizione \u00e0 la Larsen. <em>Disco Chrome<\/em>, invece, \u00e8 uno sconquassato techno noise rock, molto nelle corde di Jamie Stewart, che i gorgheggi dell\u2019acclamato <strong>Ernesto Tomasini<\/strong> conducono in una straniante dimensione da <strong>Klaus Nomi<\/strong> industriale. <em>Apsorbtion<\/em> rimescola nuovamente le carte di un disco che procede in modo tutt\u2019altro che lineare, essendo divisa in sezioni in cui a prevalere sono di volta in volta le sinusoidi del synth,\u00a0 gli accenti folk della fisarmonica, l\u2019elettricit\u00e0 delle chitarre ed una tromba free che da met\u00e0 del brano occupa buona parte della scena, anche quando un ritmo elettronico prende a farsi fa largo tra la coltre di suoni.<br \/> Si potrebbe gi\u00e0 dire che <em>Krampus<\/em> si distingue come tipicamente <strong>XXL<\/strong>: recitato femminile (Angela Seo) e scenario rumorista sullo sfondo, che prende poi le forme di un\u2019oscura ninna nanna, tanto soffusa quanto inquieta ed inquietante, tutta distorsioni e sibili; mentre <em>Oi! D\u00fcde!<\/em> \u00e8 un inesauribile assalto kraut che rompe gli indulgi improvvisativi con una cavalcata tribale che gravita dalle parti degli <strong>Amoon D\u00fc\u00fcl<\/strong>. A confermare il mood oscuro che avvolge l\u2019intero lavoro, \u00e8 la nuovamente tesissima, conclusiva, <em>Vaire<\/em>, a cui le tensioni trattenute conferiscono un\u2019aria ancora pi\u00f9 ansiogena, moltiplicata dalla voce del suddetto Stewart, la quale appare qui, brevemente, per l\u2019unica volta.<br \/> Pi\u00f9 che una semplice conferma, un passo fondamentale, che merita tutta l\u2019attenzione possibile, di un progetto che, seppure dell\u2019estemporaneit\u00e0 epifanica fa la propria primaria ragion d\u2019essere, porta con se i sedimenti di storie importanti come quelle degli artisti che lo animano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con D\u00fcde XXL, assume una definitiva autonomia, un passo fondamentale, che merita tutta l\u2019attenzione possibile, di un progetto che porta con se i sedimenti di storie importanti come quelle degli artisti che lo animano, la recensione di Alessio Bosco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[19,207,36,291,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-20978","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-experimental","category-industrial","category-news","category-noise","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20978"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20978\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}