{"id":23471,"date":"2013-04-08T10:32:21","date_gmt":"2013-04-08T08:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=23471"},"modified":"2015-03-02T15:23:42","modified_gmt":"2015-03-02T13:23:42","slug":"alasdair-roberts-friends-a-wonder-working-stone-drag-city-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/folk\/alasdair-roberts-friends-a-wonder-working-stone-drag-city-2013.html","title":{"rendered":"Alasdair Roberts &#038; Friends &#8211; A Wonder Working Stone"},"content":{"rendered":"<p>Per il suo ultimo lavoro, lo scozzese <b>Alasdair<\/b> <b>Roberts<\/b> ha scelto di attingere dal mare pescoso della tradizione folk celtica e, in generale, dalla storia del proprio paese per comporre brani inediti ma fedeli al passato nella forma e nella sostanza.<\/p>\n<p>Lasciando ai molti <i>Friends<\/i> altrettanti strumenti a corda e a fiato, <b>Roberts<\/b> qui si occupa principalmente di chitarra acustica e voce &#8211; interpretazione suggestiva, la sua, non solo per il suo fortissimo accento scozzese, ma anche per l&#8217;esaltazione del suo amato <i>sean-n\u00f3s<\/i>, che tradotto dal gaelico significa &#8220;vecchio stile&#8221;: uno stile canoro, appunto, proprio della musica folk irlandese, in cui la voce viene valorizzata dai suoi stessi gorgheggi e poco o nessun accompagnamento strumentale.<\/p>\n<p>Ai Friends, dicevamo, <b>Alasdair<\/b> lascia tutti gli strumenti propri del genere, a fiato e a corda. Su tutti, <b>Ben Reynolds<\/b> accompagna la tradizione personalizzandola con una chitarra elettrica dalle note blues &#8211; e la cosa non ci stupisce, perch\u00e9 <b>Reynolds<\/b>, gi\u00e0 <b>Ashtray Navigations<\/b> insieme al predominante <b>Phil Todd<\/b>, \u00e8 uno che di sperimentazione musicale ne sa qualcosina.<\/p>\n<p>Lo stesso <b>Alasdair<\/b>, che ora si erge a gorgheggiatore tradizionalista, anni fa si dava al <i>lo-fi<\/i> insieme a <b>Will Oldham<\/b> e al compianto <b>Jason Molina<\/b> (gli <b>Amalgamated Sons Of Rest<\/b>).<\/p>\n<p>Di base, <i>A Wonder Working Stone<\/i> non ha niente di nuovo. Tuttavia, con le sue venature rock\/blues questo disco offre spunti di discussione interessanti su come riportare in vita un genere morto come la musica tradizionale celtica. Operazione non dissimile da quella che a loro modo fecero <b>Bob Dylan<\/b> e <b>Johnny Cash<\/b> con la tradizione americana. Operazione certamente non meno accorata e profonda di quelle due; non soltanto perch\u00e9 la \u201cpietra miracolosa\u201d a cui <b>Alasdair<\/b> fa riferimento \u00e8 l&#8217;amore, ma soprattutto perch\u00e9 &#8211; lo si nota anche dai piccoli particolari esplicativi che Alasdair pone come nota in fondo al testo di ogni canzone &#8211; queste canzoni inneggiano alla vita in quanto mortalit\u00e0 e ironia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il suo ultimo lavoro, lo scozzese Alasdair Roberts ha scelto di attingere dal mare pescoso della tradizione folk celtica; la recensione di A Wonder Working Stone&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,36,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-23471","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-folk","category-news","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23471","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23471"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23471\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}