{"id":23790,"date":"2013-05-12T12:44:59","date_gmt":"2013-05-12T10:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=23790"},"modified":"2015-03-02T15:23:13","modified_gmt":"2015-03-02T13:23:13","slug":"martin-rossiter-the-defenestration-of-st-martin-pledge-music-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/pop\/martin-rossiter-the-defenestration-of-st-martin-pledge-music-2012.html","title":{"rendered":"Martin Rossiter \u2013 The Defenestration Of St Martin (Pledge Music, 2012)"},"content":{"rendered":"<p>Potremmo utilizzare diversi aggettivi per descrivere questo disco. Sarebbero tutti inevitabilmente banali: \u201cintimo\u201d, \u201cmalinconico\u201d, \u201cintrospettivo\u201d.<br \/>\nProviamo a fare altro cercando di sintetizzare le cause che hanno portato alla registrazione di <b>The Defenestration Of St Martin<\/b>. Innanzitutto, chi \u00e8 <b>Martin Rossiter<\/b>? Agli anta che nei &#8217;90 apprezzavano il Britpop sar\u00e0 gi\u00e0 corso un brivido lungo la schiena: Rossiter era la voce dei <b>Gene<\/b>, band troppo frettolosamente catalogata come \u201cclone degli <b>Smiths<\/b>\u201d (anche per via dello stile vocale piuttosto simile) ma che va ricordata almeno per l&#8217;esordio <b>Olympian<\/b>, disco di una bellezza\u00a0 struggente e devastante, una delle migliori pagine di quella stagione breve e convulsa (qualcuno direbbe effimera. Noi no). Il prosieguo della carriera li vide parecchio apprezzati in patria, dove vendettero bene e furono uno dei nomi di punta della \u201cseconda fascia\u201d, dietro i mostri sacri Blur ed Oasis, anche se a livello artistico i picchi dell&#8217;esordio non furono mai replicati. Intorno al 2005 l&#8217;inevitabile scioglimento, poi il silenzio, l&#8217;insegnamento della musica.<br \/>\nIl ritorno da solista ha a che fare con il rimpianto, con la rabbia accumulata di chi, probabilmente, meritava di pi\u00f9. Voce e piano, nient&#8217;altro. \u00c8 pop inglese, spesso giocato sui toni del melodramma, ma c&#8217;\u00e8 anche di pi\u00f9. Molto di pi\u00f9. Ci sono innanzitutto <i>Three Point On A Compass<\/i>, <i>No One Left To Blame <\/i>e <i>I Must Be Jesus, <\/i>tre brani da cuore scoperchiato, dove il pathos, l&#8217;emotivit\u00e0 e la delicatezza delle melodie elevano alla perfezione liriche che trattano di padri assenti, di vocazione al dolore e in generale di sentimenti mai troppo allegri. Ci sono altri momenti in cui il realismo si fa da parte dando spazio ad una sorta di teatralizzazione del dolore, Rossiter attore solitario su un palcoscenico fatto su misura per lui, ma la spontaneit\u00e0 non cede mai al formalismo. Il risultato \u00e8 un album vero, appassionante, un piccolo capolavoro da ascoltare in casa, da soli. Un album che non far\u00e0 notizia, che sar\u00e0 ben presto sommerso dalla valanga di novit\u00e0 (anzi, per la precisione lo \u00e8 gi\u00e0 stato: \u00e8 uscito a Dicembre 2012), ma che sapr\u00e0 lasciare un piccolo segno in chi avr\u00e0 la fortuna di ascoltarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martin Rossiter, voce dei dimenticati Gene, torna con una release solista di struggente bellezza<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[36,23,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-23790","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-pop","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}