{"id":23820,"date":"2013-05-14T13:57:09","date_gmt":"2013-05-14T11:57:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=23820"},"modified":"2015-03-02T15:23:07","modified_gmt":"2015-03-02T13:23:07","slug":"speedy-ortiz-major-arcana-carpark-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/pop\/speedy-ortiz-major-arcana-carpark-2013.html","title":{"rendered":"Speedy Ortiz &#8211; Major Arcana"},"content":{"rendered":"<p>Vengono dal Massachusetts gli <strong>Speedy Ortiz<\/strong> e arrivano a questo primo full lenght per la <strong>Carpark<\/strong> dopo la pubblicazione di un sette pollici (<em>Ka-prow! | Hexxy<\/em>) praticamente autoprodotto. Anticipato dal singolo <strong>Tiger Tank<\/strong>, gi\u00e0 disponibile in versione mp3 streaming via NPR, <strong>Major Arcana<\/strong> \u00e8 stato registrato nel Novembre del 2012 allo <strong>Stonelab<\/strong> di <strong>Justin Pizzoferrato<\/strong> (Chelsea Light Moving, Dinosaur Jr. e molti altri sono passati da li). Non \u00e8 semplicemente un&#8217;informazione istituzionale, considerata la dotazione di accessori, distorsori e pedali vintage dello studio che hanno praticamente fatto parte del progetto degli Speedy Ortiz in fase di registrazione, una dichiarazione di intenti che si innesta perfettamente in un progetto dal forte impatto nineties. Si, perch\u00e8 il suono degli Speedy Ortiz \u00e8 totalmente radicato nei suoni di quella stagione dove power pop e l&#8217;influenza delle esperienze noise coeve o direttamente precedenti, flirtavano insieme acquisendo una forma rassicurante, potente e sghemba allo stesso tempo, da sembrare una sorta di lavoro perduto di quegli stessi anni. Voce e chitarra di <strong>Sadie Dupuis<\/strong> rendono il risultato vicino alla memoria di formazioni come <strong>Helium<\/strong>, <strong>Juliana Hatfield trio<\/strong>, <strong>Breeders<\/strong>, i <strong>Guvn&#8217;er<\/strong> pi\u00f9 pop, <strong>That Dog<\/strong> e naturalmente i <strong>Pavement<\/strong> di <strong>Stephen Malkmus<\/strong>, con cui la Dupuis condivide un certo gusto per l&#8217;astrazione in sede di scrittura dei testi. False partenze, un&#8217;impronta appiccicosa e contagiosa, saturazione elettrica e quel gusto per le storture armoniche che in quegli anni veniva dritto dalla lenta trasmutazione dei <strong>Sonic Youth<\/strong> verso territori pi\u00f9 concisi e fruibili. C&#8217;\u00e8 tutto l&#8217;amore per un&#8217;america popular che mette insieme occultismo, fumetti (Speedy Gomez \u00e8 un personaggio di <strong>Love and Rockets<\/strong>), la scena DIY dei novanta, women&#8217;s studies applicato alla narrazione pop. Eppure dietro tutta questa nostalgia, c&#8217;\u00e8 una semplice e muscolare forza elettrica che consente ai pezzi di funzionare a dovere, che si tratti di quelli di derivazione pi\u00f9 punk come <em>Pioneer spine<\/em>, quasi un piccolo miracolo in odor <strong>Sleater Kinney<\/strong>, la gi\u00e0 citata <em>Tiger Tank<\/em>, non a caso scelta come singolo, la potentissima <em>Fun<\/em> che chiude l&#8217;album, talmente ruffiana da risultare geniale fotografia di un mondo tra party time e college radio, tanto che\u00a0 qui <strong>Juliana Hatfield<\/strong> si sarebbe accomodata benissimo nel prato universitario a pomiciare con <strong>Evan Dando<\/strong>; sia che ci si riferisca agli episodi pi\u00f9 rarefatti come le nenie-ballad di <em>Hitch<\/em> e <em>Gary<\/em>, traccia che in verit\u00e0 sta tra i due mondi appena descritti e che \u00e8 di una semplicit\u00e0 disarmante, ma con una progressione davvero molto emozionale, che riesce a recuperare quell&#8217;anti retorica elettrica, diretta, fisica, umorale e poetica legata ad una stagione che ancora muoveva corpi e mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Major Arcana \u00e8 radicato nei suoni e nella scrittura del power punk anni &#8217;90<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[36,291,23,206,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-23820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-noise","category-pop","category-punk","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}