{"id":23998,"date":"2013-06-01T16:34:18","date_gmt":"2013-06-01T14:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=23998"},"modified":"2013-07-08T00:44:08","modified_gmt":"2013-07-07T22:44:08","slug":"mudhoney-25-anni-in-cento-minuti-per-lunica-data-italiana-al-viper-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/mudhoney-25-anni-in-cento-minuti-per-lunica-data-italiana-al-viper-di-firenze.html","title":{"rendered":"Mudhoney, 25 anni in cento minuti per l&#8217;unica data italiana al Viper di Firenze"},"content":{"rendered":"<p>Salgono sul palco bevendo vino in calice e salutando l&#8217;uscita dei <b>The Treatment<\/b>, gruppo spalla di origine australiana che intrattiene per una quarantina di minuti con un set entusiasmante fatto di hard rock di qualit\u00e0.<br \/>Il Viper Theatre, nel frattempo, si riempie: \u00e8 l&#8217;unica data italiana di questo tour europeo dei <b>Mudhoney<\/b>.<br \/>Parte la rullata, entra il basso e il concerto si apre con <i>Slipping Away<\/i> per proseguire con <i>I Like It Small<\/i>: si scatena il delirio, che si protrarr\u00e0 per i successivi cento minuti. La scaletta include quasi interamente l&#8217;ultimo lavoro, <i>Vanishing Point<\/i>; il tutto ben miscelato con pezzi storici come <i>I&#8217;m Now<\/i>, <i>Suck You Dry<\/i>, <i>Touch Me I&#8217;m Sick, The Money Will Roll Right In<\/i>. Per una sera soltanto, Firenze come Seattle &#8217;90. Si poga, si fa stage diving e si urla insieme a <b>Mark Arm<\/b>, che sembra ancora un ventenne e sorride beffardo alla vista dello spettacolo sotto i suoi piedi. L&#8217;acustica, per fortuna, \u00e8 ottima, almeno da sotto il palco, con gli amplificatori infilati nello stomaco, mentre Mr. <strong>Steve Turner<\/strong> elargisce assoli di chitarra fotonici. <br \/>A un certo punto <b>Guy Maddison<\/b>, dalle cui dita mal riesco a staccare gli occhi, indica ai compagni uno striscione che recita &#8220;Stay grunge 4 aver&#8221;: grasse risate per il bassista, sorriso beffardo per <b>Arm<\/b>, mentre <b>Steve Turner<\/b> e <b>Dan Peters<\/b> fanno finta di niente e tirano avanti con assoli e bastonate. &#8220;Fucking stoners&#8221;, avr\u00e0 pensato dentro di s\u00e9 <b>Mark Arm<\/b> &#8211; ma non l&#8217;ha detto a voce alta solo perch\u00e9 era intento a urlare cose tipo &#8220;ah ah goddamn!&#8221;. I <b>Mudhoney<\/b> sono l&#8217;unica band di Seattle rimasta ininterrottamente in attivit\u00e0 dal 1988, e il fatto che l&#8217;album del 2013 si fonda perfettamente con la discografia che quest&#8217;anno compie un quarto di secolo \u00e8 meraviglioso, esaltante.<\/p>\n<p>La magia si interrompe per una manciata di secondi solo quando <b>Turner<\/b> fa cenno agli altri di aspettarlo mentre il tecnico gli sostituisce la chitarra dalla corda spezzata &#8211; scena non esattamente rock&#8217;n&#8217;roll, ma del resto la vecchiaia arriva per tutti, che si veda o no. Deve avere un debole per <b>Guy Maddison<\/b>, perch\u00e9 mentre jammano vis \u00e0 vis, l&#8217;uomo con la Guild Starfire rossa tenta ripetutamente di stampargli bacini sulla bocca. <b>Mark Arm<\/b> intanto continua la saga delle smorfie beffarde.<\/p>\n<p>Dopo circa un&#8217;ora di delirio, sulle note finali di <i>The Only Son Of the Widow From Nain<\/i> il gruppo saluta e se ne va, rientrando poi per un encore di oltre mezz&#8217;ora: <i>Here Comes Sickness<\/i>, tra le altre, e pezzi abbastanza inaspettati per chi non aveva letto le scalette precedenti, come <i>Fix Me<\/i> dei <b>Black Flag<\/b> e <i>Hate the Police<\/i> dei <b>Dicks<\/b>. Tutti contenti, pieni di lividi e con qualche chilo in meno, ci apprestiamo a uscire da un Viper sottosopra. Riprendo la foto che ho scattato con <b>Mark Arm<\/b> nel pomeriggio e rivedo, dopo il passaggio dei <b>Brad<\/b> nello stesso locale lo scorso febbraio, un pezzo di Seattle stampato indelebilmente nella mia citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze come Seattle &#8217;90, memorabile concerto dei Mudhoney<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[520,36,120,112],"tags":[],"class_list":["post-23998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-eventi","category-news","category-recensioni","category-weekly-rec"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23998"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23998\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}