{"id":24014,"date":"2013-06-04T10:56:04","date_gmt":"2013-06-04T08:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=24014"},"modified":"2015-03-02T15:22:44","modified_gmt":"2015-03-02T13:22:44","slug":"suede-bloodsports-warner-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/pop\/suede-bloodsports-warner-2013.html","title":{"rendered":"Suede &#8211; Bloodsports"},"content":{"rendered":"<p>Sembra un d\u00e9j\u00e0-vu. <i>&#8220;The best new band in Britain&#8221;<\/i>, come li defin\u00ec il Melody Maker con una copertina del 1992 che \u00e8 rimasta negli annali perch\u00e9 fu pubblicata ancora prima che i <b>Suede<\/b> pubblicassero il loro primo singolo. In Inghilterra, si sa, le prime rockstar della storia si chiamano NME e Melody Maker, e l&#8217;<i>hype<\/i> \u00e8 il genere musicale da loro inventato e al quale appartengono molti album, di debutto e non, della musica britannica. Tuttavia, nel partire col botto i <b>Suede<\/b> inciamparono nel neonato Britpop e da quel momento vennero trascinati da quell&#8217;onda cavalcata dai principali duellanti <b>Blur<\/b> e <b>Oasis<\/b>. Il loro personale contributo all&#8217;epoca fatta di <i>countryhouse<\/i> e tanta <i>morning glory<\/i> si chiama <i>Coming Up<\/i>: insieme a <i>Different Class<\/i> dei <b>Pulp<\/b> rappresenta la <i>Football League Championship<\/i> del Britpop.<br \/>Dopo diciassette anni, un paio di passi falsi (per essere buoni), qualche progetto parallelo e molto silenzio, i <b>Suede<\/b> tornano all&#8217;ovile di <b>Ed Buller<\/b>. La storia in qualche modo si ripete, e l&#8217;appassionato produttore dei primi, storici tre album dell&#8217;indie-menticata band di <b>Brett Anderson<\/b> abbraccia questo ritorno con una postilla &#8211; anzi, con un post sul suo profilo Facebook &#8211; che tradotto recita: &#8220;So di essere di parte, ma per me [i Suede] sono ancora la migliore nuova band britannica&#8221;.<br \/>Che questo sia un bene o meno dipende dai punti di vista e, tra l&#8217;altro, si dice che molto materiale destinato a far parte di questo nuovo album sia stato scartato da <b>Buller<\/b>; comunque, la sensazione \u00e8 che, senza il loro affezionato produttore, questo sesto album dei <b>Suede<\/b> somiglierebbe molto all&#8217;ennesimo lavoro solista di <b>Brett Anderson<\/b>.<br \/>Invece, somiglia timidamente a un album di <i>outtake<\/i> del periodo a cavallo tra il 1994 e il 1996, ovvero tra <i>Dog Man Star<\/i> e <i>Coming Up<\/i>: senz&#8217;altro gli album pi\u00f9 rappresentativi della band e la cui bellezza sta anche nella loro significativa dualit\u00e0 &#8211; in quanto estemporaneo lavoro di introspezione, il primo, e fiero e riuscito tentativo di stare al passo coi tempi, il secondo.<br \/>La propriet\u00e0 transitiva lo definirebbe quindi un fiero lavoro d&#8217;introspezione e, in effetti, il carattere antologico di Bloodsports si nota molto.<br \/>Una certa armonia caratterizza la struttura dell&#8217;album, che si compone di due parti quasi complementari. In linea generale, la prima parte \u00e8 carica di pezzi trascinanti, numeri da stadio, ritornelli e cori che, senza dubbio, funzioneranno alla grande dal vivo. Di questa prima parte fa appunto parte il primo singolo estratto, <i>It Starts and Ends with You<\/i>: mossa scaltra, ritornello potente e <i>full of catchiness<\/i>. <i>Barriers<\/i>, la traccia di apertura, \u00e8 stata recentemente pubblicata in tiratura limitata su 7&#8243; in occasione del Record Store Day. <i>Sabotage<\/i>, quarta traccia di dieci, spezza l&#8217;aura di britpop-revival\u00a0 ricordando piuttosto, con sintetizzatore, chitarre new wave e riverberi brettiani, che i Suede sono anche quelli di <i>Dog Man Star<\/i>. A questo disco sembra invece dedicata la seconda parte del disco, che si apre non prima di aver regalato ai fan <i>For the Strangers<\/i>, ballata in cui una dolce linea di chitarra culla gli immancabili gemiti nasali di <b>Brett<\/b>, e il secondo singolone, <i>Hit Me<\/i>, in realt\u00e0 uno dei momenti pi\u00f9 bassi del disco, in cui ci si accorge di quanto, nonostante il Duca Bianco nel cuore, i Suede siano affezionati a <i>Coming Up<\/i> e vogliano, forse un po&#8217; forzatamente e non senza artifici, celebrarne i fasti. Questo trattato di geriatria viene subito perdonato grazie alla riflessiva e glaciale <i>Sometimes I Feel I&#8217;ll Float Away<\/i> e alla piccola gemma <i>What Are You Not Telling Me?<br \/><\/i>Il disco sta per chiudersi con la stessa intensit\u00e0 emotiva; intensit\u00e0 che per\u00f2 viene temporaneamente spezzata da una enigmaticamente dimenticabile <i>Always<\/i> &#8211; penultima traccia di un lavoro di armonica umanit\u00e0 che ha tutta l&#8217;aria di voler essere un degno addio. Se cos\u00ec fosse, tutto sommato, onore al merito dei grandi <b>Suede<\/b>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo diciassette annii Suede tornano all&#8217;ovile di Ed Buller, loro storico produttore<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[36,23,120,118,519],"tags":[],"class_list":["post-24014","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-pop","category-recensioni","category-recnews","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}