{"id":28256,"date":"2013-08-19T14:00:44","date_gmt":"2013-08-19T12:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=28256"},"modified":"2013-08-19T14:00:44","modified_gmt":"2013-08-19T12:00:44","slug":"before-the-show-years-years-years","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/reviews\/before-the-show-years-years-years.html","title":{"rendered":"Before the show &#8211; Years &#038; Years &#038; years"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>Before The Show<\/strong> sono cinque ragazzi di Copenhagen con due dischi all&#8217;attivo. L&#8217;ultimo, <strong>Years &amp; Years &amp; Years<\/strong> non \u00e8 di facile inquadramento. Genere indie-pop, forse, ma non \u00e8 in questo che risiedono le perplessit\u00e0. Certamente, il modo che questi ragazzi hanno di fare musica riporta alla mente nomi attuali e meno attuali &#8211; due su tutti, <strong>Coldplay<\/strong> e <strong>Turin Brakes<\/strong>: i primi per certi slanci emotivi dati da chitarre e tastiere d&#8217;effetto tipici degli ultimi lavori della band inglese; i secondi, soprattutto per il timbro vocale e il modo di cantare molto simile.<\/p>\n<p>La prima cosa che si evince, ascoltando questo disco, \u00e8 che si tratta di musica fatta col cuore. Sono pezzi molto introspettivi e a tratti toccanti, pieni di quel grigiore emotivo facilmente associato alla scandinavia (<em>My Spring Curse, Gravity&#8217;s Relentless Pull, The Darndest Thing<\/em>).<\/p>\n<p>Cuore a parte, tuttavia, questo \u00e8 un album che non brilla di originalit\u00e0 ma che, piuttosto, ricorda qualcos&#8217;altro. <em>Gravity&#8217;s Relentless Pull<\/em> ha una linea di batteria e chitarra che ricorda <em>1979 <\/em>degli <strong>Smashing Pumpkins<\/strong>. <em>There&#8217;s No Great Love<\/em> \u00e8 uno dei due momenti veramente interessanti di queste dieci tracce: qui, dopo otto tracce che non convincono, tra trombe, chitarre e percussioni emergono il talento di questa band e la potenza vocale, fino a quel momento sopita, del cantante <strong>Laurids<\/strong>. L&#8217;altro momento interessante, <em>Rev. I-IV<\/em>, \u00e8 il pezzo successivo nonch\u00e9 conclusivo dell&#8217;album ed \u00e8 un&#8217;evoluzione musicale molto particolare che si origina sulla base di poche note suonate al piano e diventa un&#8217;altalena strumentale con picchi emotivi e contrasti suggestivi assolutamente isolati all&#8217;interno di un album che, per il resto, non colpisce.<\/p>\n<p>Sono molte, oggi, le band che si formano e fanno musica per motivi che hanno poco a che vedere con il bisogno di esprimere qualcosa di forte e impulsivo. Non \u00e8 questo il caso dei <strong>Before The Show<\/strong>. Ma per quanto chiaro sia il fatto che questa band fa musica col cuore in mano, \u00e8 altrettanto evidente che, nell&#8217;esprimersi, fa fin troppo affidamento sulla musica gi\u00e0 scritta anzich\u00e9 puntare all&#8217;originalit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<br \/>[soundcloud url=&#8221;http:\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/62309013&#8243; params=&#8221;&#8221; width=&#8221; 100%&#8221; height=&#8221;166&#8243; iframe=&#8221;true&#8221; \/]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pop dei Before the Show \u00e8 fatto con il cuore, pieno com&#8217;\u00e8 di quel grigiore emotivo facilmente associato alla scandinavia, terra di origine del quintetto di Copenhagen<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[519],"tags":[],"class_list":["post-28256","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28256"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28256\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}