{"id":30419,"date":"2013-11-29T14:39:04","date_gmt":"2013-11-29T12:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=30419"},"modified":"2013-12-13T16:24:42","modified_gmt":"2013-12-13T14:24:42","slug":"cleo-t-songs-of-gold-and-shadow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/cleo-t-songs-of-gold-and-shadow.html","title":{"rendered":"Cleo T. &#8211; Songs of gold and shadow: amore e crudelt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cleo T.<\/strong> \u00e8 una francesina d&#8217;altri tempi, dolce e sinuosa, di un&#8217;eleganza fatta di pizzi, seta, ciocche e oro. Canta in inglese, ma anche in italiano, e si presenta al mondo con un album prodotto da <strong>John Parish<\/strong> e contenente canzoni scritte da lei stessa, ma anche da <strong>Robert Wyatt.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tori Amos, Calexico, Goran Bregovich, PJ Harvey, Nick Cave:<\/strong> viene naturale attingere dal registro dell&#8217;Olimpo musicale per inquadrare <strong>Cleo T.<\/strong> in schemi gi\u00e0 pronti e peraltro, in questo preciso caso, molto calzanti. La sua voce \u00e8 il canto di un usignolo inquieto che si tormenta tra rami ardenti e foglie ghiacciate di rugiada, i suoi strumenti sono il violoncello, l&#8217;arpa, il mandolino, le campane tubolari,\u00a0 ma anche il piano e le chitarre e persino il cinguettio del bosco e i cristalli della cucina.<\/p>\n<p>Il suo \u00e8 un mondo fatto di struggenti tira e molla tra l&#8217;amaro e il dolce dell&#8217;esistenza, e in questo suo disco di debutto ha voluto racchiudere amore e crudelt\u00e0 attingendo dalla Nouvelle Vague, dalla cultura folk ma soprattutto da quella degli antichi egizi, popolo di cui abbraccia la profondit\u00e0, la forza e l&#8217;energia di fortificare lo spirito trasformando le esperienze negative in vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>Undici tracce pi\u00f9 una ghost track, <em>So Long Ago Yesterday<\/em>, il cui testo \u00e8 stato scritto appositamente per lei dall&#8217;amico <strong>Robert Wyatt<\/strong> con tanto di indicazioni sulla composizione della musica. Il testo racconta di un incontro tra i due in un luogo e in un tempo in cui l&#8217;immaginazione \u00e8 l&#8217;unica presenza reale.<\/p>\n<p><em>Song To The Moon<\/em> \u00e8 un trascinante inno gipsy dai toni vagamente waitsiani, mentre Kingdom Of Smoke ricorda molto il celebre duetto tra <strong>Nick Cave<\/strong> e <strong>Kylie Minogue<\/strong>, ma condito con cori folk alla <strong>Bregovich<\/strong> e chitarre blues per un risultato suggestivo, introspettivo e decisamente convincente. <em>Whistles In the Night <\/em>\u00e8 una sensuale corsa a cavallo in una distesa polverosa del Far West. <strong>Jim Jarmusch<\/strong> ne sarebbe molto ispirato.<\/p>\n<p>Una volta preparate le dodici tracce del disco, nel 2012, timorosa che il suo lavoro potesse non raggiungere i livelli di promozione e distribuzione desiderati, Cleo ha scelto di revocarne la licenza di pubblicazione, che inizialmente era nelle mani di un&#8217;etichetta discografica italiana, per mettere in piedi la propria etichetta e i propri canali di distribuzione, in modo tale da poter curare personalmente l&#8217;uscita di <em>Songs Of Gold &amp; Shadow<\/em>.<\/p>\n<p>Nel prossimo mese, <strong>Cleo T.<\/strong> sar\u00e0 in tour in Europa per promuovere tutto ci\u00f2. La presenza \u00e8 caldamente consigliata.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0; width: 100%; height: 120px;\" src=\"http:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=3264213488\/size=medium\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/transparent=true\/\" height=\"240\" width=\"320\" seamless=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cleo T. \u00e8 una francesina d&#8217;altri tempi, dolce e sinuosa, di un&#8217;eleganza fatta di pizzi, seta, ciocche e oro. Canta in inglese, ma anche in italiano, e si presenta al mondo con un album prodotto da John Parish e con canzoni scritte da Robert Wyatt, Tori Amos, Calexico, Goran Bregovich, Pj Harvey, Nick Cave<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,519],"tags":[],"class_list":["post-30419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30419"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30419\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}