{"id":31723,"date":"2014-02-20T17:26:55","date_gmt":"2014-02-20T15:26:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=31723"},"modified":"2014-03-04T22:22:02","modified_gmt":"2014-03-04T20:22:02","slug":"return-of-the-silkie-il-folk-di-carol-kleyn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/return-of-the-silkie-il-folk-di-carol-kleyn.html","title":{"rendered":"Return Of The Silkie: il folk di Carol Kleyn"},"content":{"rendered":"<p>Terza ristampa da parte di <b>Drag City<\/b> per <b>Carol Kleyn<\/b>, talentuosa arpista di Seattle che nel 1969 part\u00ec per la California alla scoperta degli anni migliori della propria carriera musicale.\u00a0 Dopo aver recuperato i tesori perduti <i>Love Has Made Me Stronger<\/i> (2011) e <i>Takin&#8217; The Time<\/i> (2012), viene completata la trilogia degli anni 1976-1983 con <i>Return Of The Silkie<\/i>; un passaggio fondamentale per capire fino in fondo l&#8217;opera di <b>Carol Kleyn<\/b>, semplice nella sua natura folk ma al contempo complessa: ricollocare (parte di) una discografia cronologicamente lontana anni luce, in un&#8217;epoca diametralmente opposta a quella di origine rischia di diventare un&#8217;operazione anacronistica e ridondante se alla base delle motivazioni che la sostengono non c&#8217;\u00e8 che il solito profitto.<\/p>\n<p>Nel caso di queste ristampe, la differenza la fa il chiaro tentativo di <b>Drag City<\/b> di far notare a chi subisce il fascino senza tempo di un certo <i>tipo<\/i> di musica come alcuni vecchi capitoli del grande libro del folclore non sono mai stati aperti &#8211; sebbene mai si siano chiusi.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 storia e, come la storia, si ripete: cos\u00ec, <b>Joanna Newsom<\/b> e i <b>busker<\/b>, per citare riferimenti contemporanei, devono molto alle pagine scritte da <b>Carol Kleyn<\/b>. Ma non \u00e8 in questo che risiede l&#8217;attualit\u00e0 dell&#8217;arpista ritrovata. <i>&#8220;There&#8217;s a storm over paradise\/ and it&#8217;s we who decide\/ just how long she may live\/ or when she shall die&#8221;<\/i>: dopo due album in cui era l&#8217;umanit\u00e0 il centro di riflessioni e stati d&#8217;animo, \u00e8 in testi come <i>Storm Over Paradise<\/i> che ritroviamo la volont\u00e0 di attirare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che realmente sta a cuore a <b>Carol<\/b> &#8211; la natura. Non a caso l&#8217;arpista scrisse e compose questo lavoro in riva alla laguna durante un periodo in cui si prendeva cura delle sue <i>silkie &#8211; <\/i>alcune foche bisognose di cure che amavano uscire dall&#8217;acqua per accompagnare il suono dell&#8217;arpa con i canti che lei registr\u00f2 e che possiamo sentire in sottofondo ai pezzi di questo disco.<\/p>\n<p>Arpa, voce e canti delle foche \u00e8 tutto ci\u00f2 che si sente in questi quaranta minuti di quasi-new age. A volte sentiamo anche meno, come in alcune tracce strumentali quali, ad esempio, la titletrack: qui l&#8217;eterea voce di <b>Carol<\/b> riecheggia in sottofondo come provenisse dalle profondit\u00e0 marine, mentre le note di arpa scandiscono il tempo che altrimenti sembrerebbe fermo in un unico eterno istante in cui l&#8217;uomo e la natura sono quel tutt&#8217;uno utopistico per raggiungere il quale, oggi, si fa molta fatica a farsi bastare un furgone scassato.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;ultimo brano dell&#8217;album, <i>And Back Again<\/i>, \u00e8 strumentale e chiude il cerchio allo stesso identico modo in cui si \u00e8 aperto &#8211; ma stavolta le voci che riecheggiano in sottofondo sono i canti delle foche.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di molto toccante nel candore con cui oggi ci viene proposto l&#8217;ascolto di un nuovo disco di trent&#8217;anni fa. Certo, concretamente questa \u00e8 un&#8217;operazione che rende disponibili sul mercato dei dischi che prima d&#8217;ora risultavano introvabili da anni. Tuttavia, un ascolto a occhi chiusi di queste dieci tracce ci svela molto pi\u00f9 di quel che \u00e8 alla luce del sole; mentre ascoltiamo la musica, nella filigrana di questo lavoro intrecciamo le nostre speranze, illusioni, motivazioni e preoccupazioni con quelle di allora &#8211; da due epoche diametralmente opposte, ma che si ripetono in quanto storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni vecchi capitoli del grande libro del folclore non sono mai stati aperti, sebbene mai si siano chiusi. \u00c8 il caso dell&#8217;operazione che Drag City ha recentemente compiuto sulla discografia di Carol Kleyn, arpista di Seattle, artefice di un folk toccante, lontano e vicino allo stesso tempo.<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,519],"tags":[],"class_list":["post-31723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31723"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31723\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}