{"id":34140,"date":"2014-07-21T07:00:43","date_gmt":"2014-07-21T05:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=34140"},"modified":"2022-01-20T20:44:18","modified_gmt":"2022-01-20T18:44:18","slug":"cymande-st-second-time-around-promised-heights-le-ristampe-cherry-records","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/cymande-st-second-time-around-promised-heights-le-ristampe-cherry-records.html","title":{"rendered":"Cymande &#8211; S\/T +  Second Time Around + Promised Heights: le ristampe Cherry Records"},"content":{"rendered":"<p>Una buona notizia per gli amanti della Black Music: la <strong>Cherry Red Records<\/strong> ristampa i primi 3 album dei<strong> Cymande<\/strong>, storico gruppo funk dei Seventies.<br \/>\nIn realt\u00e0 l&#8217;etichetta \u201cfunk\u201d \u00e8 francamente riduttiva per descrivere la musica suonata da questi 8 talentuosi musicisti con base a Londra ma provenienti tutti dalle isole delle Indie Occidentali (Giamaica, Guyana e St Vincent). I Cymande (<strong>Ray King, Peter Serreo, Mike Rose, Pablo Gonsales, Sam Kelly, Joey Dee, Derek Gibbs, Steve Scipio e Patrick Patterson<\/strong>) riuscivano infatti ad inglobare tantissime influenze nel loro sound, creando qualcosa di realmente affascinante; oltre al Funk, elementi di Latin Jazz, Afro Beat, Reggae, Psichedelia, Rock e Pop. Insomma, una sarabanda di stili che i nostri riuscirono a sintetizzare in una maniera che, come vedremo pi\u00f9 avanti, ha fatto scuola.<br \/>\nScoperti per caso da John Schroeder nel 1971 \u2013 suonarono in un locale di Soho all&#8217;ultimo momento per sostituire una rock band che il manager doveva visionare \u2013 entrarono in men che non si dica nel giro della Chess sottoscrivendo un contratto con la sussidiaria Alaska (negli Usa con la Janus), label personale di Schroeder.<br \/>\nL&#8217;omonimo esordio del 1972 \u00e8 presentato da una copertina che pi\u00f9 Rasta non si pu\u00f2, con una colomba (\u201cCymande\u201d significa proprio quello) che sovrasta la testa di un uomo. Come detto, la peculiarit\u00e0 della band \u00e8 la trasversalit\u00e0, ovvero l&#8217;innata capacit\u00e0 di scivolare da un&#8217;influenza all&#8217;altra dimostrando sin da subito l&#8217;abilit\u00e0 di introiettare tutto nel sound e creare una propria cifra stilistica. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile passare dai tribalismi carichi di magia bianca e spiritualismo di <em>Zion I<\/em> e <em>Rastafarian Folk Song<\/em> alle esplosioni solari e contagiose di <em>Bra<\/em> (con un tiro Pop eccezionale) e <em>The Message<\/em>, singolo apripista dal passo sinuoso e provocante che all&#8217;epoca ebbe un buon successo nelle radio inglesi ed americane. Ma non \u00e8 finita, perch\u00e9 i Cymande sono anche quelli di <em>Dove<\/em>, pi\u00f9 di 10 minuti di saliscendi psichedelici in chiave Afrobeat in cui sembra quasi che l&#8217;entit\u00e0 di <strong>Fela Kuti<\/strong> voglia da un momento all&#8217;altro impossessarsi del timone di comando.<br \/>\nForti del successo acquisito da The Message, i Cymande partono in tour negli States con <strong>Al Green<\/strong>, finendo per suonare anche nel tempio della black music, l&#8217;Apollo Theatre. \u00c8 forse questo il momento di maggior gloria per i nostri, che l&#8217;anno successivo battono il ferro finch\u00e8 \u00e8 caldo licenziando <strong>Second Time Round<\/strong>. Anche qui trovano posto un paio di brani che, pi\u00f9 degli altri, trainano un disco che si mantiene brillantemente sui livelli del gi\u00e0 ottimo esordio; <em>Fug<\/em>, ad esempio, \u00e8 un perfetto mix tra esplosione virile blaxploitation alla <strong>Mandrill<\/strong> e inserti tribali pieni di joyness e comunione d&#8217;intenti. In quegli anni solo i Cymande potevano uscirsene con un pezzo cos\u00ec. Poi c&#8217;\u00e8 <em>Anthracite<\/em>, Jazz Funk d&#8217;assalto caricato a pallettoni, e la breve quanto intensa <em>For Baby Ooh<\/em>, solo voci e percussioni per una filastrocca piena di gioia e voglia di vivere. Merita una segnalazione anche<em> Bird<\/em>, passo sornione e caracollante squarciato da repentine accelerazioni di frenesia funky.<\/p>\n<p>Come il precedente, anche Second Time Round vende meglio in Usa che in UK, tanto che il terzo <strong>Promised Heights<\/strong> esce solo negli States tramite la Janus. La band lo registra a Chicago negli studi della Chess, a dimostrazione di come la considerazione per questi rastafariani non era di certo scemata a causa degli insuccessi commerciali. La solidit\u00e0 e la bont\u00e0 della scrittura dei Cymande viene anche questa volta confermata: Promised Heights \u00e8 un buon disco che non ha per\u00f2 in canna delle hits come The Message o Fug, anche se ci va spesso vicino come nell&#8217;inusuale funky urbano di <em>Brothers On The Slide<\/em> (scelta non a caso come primo singolo) o nella title track, brano che viene trascinato da un eccellente lavoro dei fiati. Altri momenti notevoli si hanno grazie al funk sincopato di<em> Breezeman<\/em> o nell&#8217;intensa e toccante <em>Changes<\/em>, delicato affresco semistrumentale carico di poesia.<\/p>\n<p>I Cymande licenzieranno ancora un disco (<strong>Arrival<\/strong>) prima di sciogliersi. In molti raccoglieranno la loro eredit\u00e0, e nei &#8217;90 diventeranno una vera e propria band di culto per tutto il circuito della black music. I primi ad utilizzare dei samples della band saranno i<strong> De La Soul<\/strong> nel loro disco d&#8217;esordio del 1989, <strong>3 Feet High And Rising<\/strong>; il brano scelto \u00e8 Bra, che in seguito sar\u00e0 ripreso anche dai <strong>Fugees<\/strong> nel loro <strong>The Score<\/strong>. Sempre Bra, insieme a Dove e The Message, verranno selezionati da <strong>Spike Lee<\/strong> per essere inclusi nella colonna sonora del film <strong>La 25\u00b0 Ora<\/strong>. Solo pochi esempi \u2013 ma potremmo andare avanti ancora per molto \u2013 per far capire come la musica dei Cymande sia rimasta viva ed influente anche dopo lo scioglimento della band. Come spesso capita nel mondo della musica, i tesori si scoprono tardi. Ma meglio tardi che mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cherry Red Records ristampa i primi 3 album della cult band Cymande, British Funk magico e spirituale della met\u00e0 dei Seventies<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[3747,510,519],"tags":[1258],"class_list":["post-34140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cherry-red-records","category-coverstory","category-reviews","tag-cherry-red"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34140\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}