{"id":34219,"date":"2014-07-30T18:13:09","date_gmt":"2014-07-30T16:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=34219"},"modified":"2014-08-01T12:05:29","modified_gmt":"2014-08-01T10:05:29","slug":"psalm-zero-the-drain-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/psalm-zero-the-drain-la-recensione.html","title":{"rendered":"Psalm Zero &#8211; The Drain: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Per comprendere la musica proposta dai <strong>Psalm Zero<\/strong> bisogna partire dalla storia dei suoi due membri: se infatti <strong>Andrew Hock<\/strong> \u00e8 quello dalle esperienze pi\u00f9 canonicamente metal (\u00e8 il frontman dei minacciosissimi<strong> Castevet<\/strong>) \u00e8 il curriculum del suo sodale <strong>Charlie Looker<\/strong> a stupire. Looker annovera infatti numerose esperienze in estemporanei esperimenti legati al mondo dell&#8217;indie rock, ed in pi\u00f9 ha suonato la chitarra in Rise Above dei <strong>Dirty Projectors<\/strong>. Insomma, quanto di pi\u00f9 lontano si possa immaginare dal metal. L&#8217;unione di questi due musicisti partorisce <strong>The Drain<\/strong>, disco d&#8217;esordio sulla lunga distanza dopo aver pubblicato un Ep lo scorso anno. Anche la scelta del produttore dimostra la volont\u00e0 precisa di non rinchiudersi nei clich\u00e9 di genere: dietro la consolle siede <strong>Martin Bisi<\/strong>, uno che ha lavorato con gente come <strong>Sonic Youth<\/strong>, <strong>Swans<\/strong>, <strong>John Zorn<\/strong> ed <strong>Helmet,\u00a0<\/strong>vale a dire il gotha del Noise Rock di New York.<br \/>\nSostanzialmente, siamo di fronte ad una forma mutante di Avant Metal che si nutre come una carogna inferocita degli sperimentalismi industriali ed estremi dei <strong>Godflesh<\/strong> o delle magnifiche forme progressive dei leggendari\u00a0<strong>Voivod<\/strong>. L&#8217;incipit rappresentato dalla title track disegna anche una traiettoria di Doom futuristico, come dei <strong>Candlemass<\/strong> infarciti di cure siderurgiche e di Industrial Metal. L&#8217;uso alternato delle voci (il pulito ed a tratti salmodiante tono di Looker spezzato dallo screaming di Hock) \u00e8 vincente, a tratti addirittura disturbante \u2013 in senso buono \u2013 nell&#8217;ostica e scurissima <em>Chaos Body<\/em>. In pi\u00f9 di un momento Psalm Zero si trasfigura in una forma inquietante di Dark Wave; l&#8217;acme viene raggiunto nella conclusiva <em>Meanwhile<\/em>, ossianica e lenta marcia funebre lanciata nell&#8217;iperspazio voivodiano ed accerchiata da massicci synth gothic wave.<br \/>\n\u00c8 un metal moderno e \u201copen minded\u201d, ci si consenta la terminologia anglosassone da critici snob, che non ha paura di confrontarsi con generi lontani dal suo organismo complesso ed estremo: le melodie infatti non sono circolari, le strutture multiformi dei brani hanno bisogno di ripetuti ascolti per poter essere assimilate. Non tutto \u00e8 perfetto, ci sono alcuni momenti di stanca in cui si ha la sensazione di girare a vuoto, ma stiamo parlando comunque di un debutto pi\u00f9 che meritevole di attenzione e che potr\u00e0 piacere anche ad un pubblico non strettamente metal.<br \/>\nAltro bel centro per la <strong>Profound Lore<\/strong>, label indipendente statunitense che si dimostra essere una delle realt\u00e0 pi\u00f9 vive ed innovative nel circuito Metal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Drain dei Psalm Zero \u00e8 Avant Metal industriale e futuristico che risente del composito background del duo Hock\/Looker<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,519],"tags":[],"class_list":["post-34219","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34219\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}