{"id":35011,"date":"2014-10-13T11:14:26","date_gmt":"2014-10-13T09:14:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=35011"},"modified":"2022-01-20T20:43:31","modified_gmt":"2022-01-20T18:43:31","slug":"the-bevis-frond-miasma-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/the-bevis-frond-miasma-la-recensione.html","title":{"rendered":"The Bevis Frond \u2013 Miasma: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Prosegue la preziosa opera di ristampe della<strong> Cherry Red Records<\/strong>, sempre trasversalmente focalizzata sul Rock made in Uk.<br \/>\nQuesto giro tocca al debutto della creatura psichedelica creata dal chitarrista <strong>Nick Saloman<\/strong>, <strong>The Bevis Frond<\/strong>, band ormai diventata di culto presso gli estimatori dello psych rock pi\u00f9 oscuro. Uscito nel 1986 e interamente finanziato dallo stesso Saloman grazie ai proventi ricevuti dall&#8217;assicurazione in seguito ad un incidente avuto in motocicletta, <strong>Miasma<\/strong> \u00e8 un concentrato di amore per l&#8217;acid rock dei Sixties e per la psichedelia tutta.<br \/>\nVolutamente Lo-Fi, Miasma \u00e8 una specie di lungo e distorto assolo scassatissimo di chitarra anche perch\u00e8 Saloman \u00e8 un musicista che non conosce affatto il senso della misura. Fin dal suo esordio dimostra subito una logorrea musicale che l&#8217;accompagner\u00e0 poi per tutto il prosieguo della sua lunga carriera.<br \/>\nSi diceva dell&#8217;amore per i Sixties, quelli pi\u00f9 oscuri e stonati. <em>She&#8217;s In Love With Time<\/em> e <em>Splendid Isolation<\/em> esplorano il lato pi\u00f9 melodico e trasognato, a met\u00e0 strada tra i <strong>Byrds<\/strong> e i Fab Four, mentre l&#8217;incubo distorto ed ossessivo della estenuante <em>Wild Mind<\/em> fa pensare ad un incrocio tra le derive psych blues di <strong>Captain Beefheart<\/strong> e il delirio metropolitano degli <strong>Stooges<\/strong>. C&#8217;\u00e8 anche traccia di un certo Folk Rock un tantinello barocco, ascoltare <em>The Newgate Wind<\/em> per credere.<br \/>\n\u00c8 un sound puramente derivativo e legato alla nostalgia per il passato quello dei Bevis Frond, ma attenzione; nel magma chitarristico della cavalcata delirante di <em>Confusion Days<\/em> \u00e8 sin troppo facile riconoscere il germe di quell&#8217;Hard Rock Seventies che render\u00e0 il Grunge \u201cil\u201d genere di riferimento negli anni a venire.<br \/>\nLa ristampa in questione aggiunge ben sette bonus tracks alla scaletta originale: meritano una citazione la Hendrixiana <em>Find My Way Home, <\/em>la bellissima melodia che sorregge\u00a0<em>High Wind In The Streets<\/em>\u00a0e la strumentale <em>I Eat The Air<\/em>, psichedelia purissima retta da un organo Doorsiano e squarciata nel finale da brevi parentesi acustiche. In generale, il livello di queste bonus tracks \u00e8 pi\u00f9 che buono, ulteriore segnale del felice periodo creativo che Saloman stava attraversando.<br \/>\nMiasma \u00e8 opera imperfetta, con le sue lungaggini e i suoi momenti di stanca; \u00e8 per\u00f2 un disco dotato di estremo fascino, dovuto soprattutto alla visione carica di passione del suo autore. Per gli amanti dello Psych Rock una riscoperta necessaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nick Saloman, mente dietro il progetto The Bevis Frond \u00e8 sempre stato un musicista privo di senso della misura; Miasma \u00e8 un album magmatico, ipnotico e delirante. Datato 1986 \u00e8 una riscoperta necessaria per tutti gli amanti della psichedelia pi\u00f9 stonata ed oscura, adesso possibile grazie alla benemerita Cherry Red<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[3747,36,519,533],"tags":[1258],"class_list":["post-35011","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cherry-red-records","category-news","category-reviews","category-topnews","tag-cherry-red"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35011"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35011\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}