{"id":35132,"date":"2014-10-20T15:25:39","date_gmt":"2014-10-20T13:25:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=35132"},"modified":"2022-01-20T20:43:23","modified_gmt":"2022-01-20T18:43:23","slug":"inspiral-carpets-ic-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/inspiral-carpets-ic-la-recensione.html","title":{"rendered":"Inspiral Carpets &#8211; IC: la recensione"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Eccolo qui il nuovo album degli <strong>Inspiral Carpets<\/strong>, ex veterani del Madchester sound che fu. Intitolato semplicemente <strong>IC<\/strong>, la nuova fatica targata <strong>Cherry Red Records<\/strong> \u00e8 un inno nostalgico ai bei tempi andati che ha diverse buone frecce nel suo arco. Ma procediamo con ordine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Formatisi ad Oldham nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;80, gli Inspiral Carpets furono una delle bands di punta di quella scena che contribu\u00ec a fare da culla a tutto il fenomeno Brit Pop dei Novanta. Un pelo dietro a <strong>Stone Roses<\/strong> e <strong>Happy Mondays<\/strong> e sullo stesso livello dei <strong>Charlatans<\/strong> in quanto a popolarit\u00e0, i nostri subirono sin dagli esordi la fascinazione per un sound Sixties pop psichedelico dove l&#8217;organo Farfisa di <strong>Clint Boon<\/strong> rappresentava un deciso marchio di fabbrica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2011 si sono riformati praticamente nella formazione originale, con il suddetto Boon, <strong>Stephen Holt<\/strong> alla voce, il fondatore <strong>Graham<\/strong> <strong>Lambert<\/strong> alla chitarra e <strong>Martyn Walsh<\/strong> e <strong>Craig Gill<\/strong> alla sezione ritmica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">IC ce li fa ritrovare tutti in discreta forma; il basso di Walsh nella doppietta iniziale <em>Monochrome<\/em> e <em>Spitfire<\/em> \u00e8 dinamico e potente allo stesso tempo ed insieme alle bordate del Farfisa e alle felici melodie di Holt contribuisce a definire due ottimi brani di Garage Pop Sixties.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Possiamo dire che tutto il disco si muove sulle coordinate di quei due brani, presentandoci una band che non ha sicuramente perso lo smalto dei tempi andati; il sound \u00e8 meno Badgy, la danzabilit\u00e0 sorniona degli anni che furono \u00e8 svanita (fatta eccezione per il brano <em>Forever Here<\/em>), d&#8217;altronde pure lo storico Hacienda ha chiuso i battenti gi\u00e0 da un bel po&#8217;. Inoltre la psichedelia gentile ha lasciato posto ad un&#8217;energia e immediatezza che li riporta un po&#8217; ai primissimi esordi, quando riproponevano i brani Garage Punk ascoltati da adolescenti. Ovviamente qui di Punk non vi \u00e8 traccia, ma il Garage Pop proposto da queste vecchie volpi diverte il giusto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come spesso succede i pezzi migliori sono posti in apertura; oltre ai due citati, menzione particolare meritano il bel refrain di <em>Calling Out To<\/em> <em>You<\/em> e il tiro di <em>Changes<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/c1jWaNLI2KE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cherry Red pubblica il nuovo album degli Inspiral Carpets, di nuovo in pista dopo la reunion del 2011 <\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[3747,510,519],"tags":[1258],"class_list":["post-35132","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cherry-red-records","category-coverstory","category-reviews","tag-cherry-red"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}