{"id":35299,"date":"2014-10-29T06:40:43","date_gmt":"2014-10-29T04:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=35299"},"modified":"2014-11-07T01:41:07","modified_gmt":"2014-11-06T23:41:07","slug":"franco-battiato-pino-pinaxa-pischetola-joe-pattis-experimental-group-ritorno-alle-porte-del-cosmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/franco-battiato-pino-pinaxa-pischetola-joe-pattis-experimental-group-ritorno-alle-porte-del-cosmo.html","title":{"rendered":"Franco Battiato &#038; Pino &#8216;Pinaxa&#8217; Pischetola &#8211; Joe Patti&#8217;s Experimental Group: Ritorno alle Porte del Cosmo"},"content":{"rendered":"<p>Per il sottoscritto, trovarsi a recensire un disco di <strong>Franco Battiato<\/strong> (nel caso specifico, un disco scritto a quattro mani con lo storico sound engineer <strong>Pino \u201cPinaxa\u201d Pischetola<\/strong>) significa subire lo stesso tipo di pressioni che si scatenerebbero nel passare al vaglio l\u2019integrit\u00e0 di un padre o l\u2019infallibilit\u00e0 di un mentore. \u00c8 un compito gravoso, falsato per di pi\u00f9 dalla convinzione inconscia che il soggetto in questione sia esente da ogni umana critica. Ed in effetti nessuno riuscir\u00e0 mai ad estorcermi l\u2019affermazione che <strong>Joe Patti\u2019s Experimental Group<\/strong> sia un brutto disco. <strong>Battiato<\/strong> &#8211; a parere di chi scrive &#8211; non sarebbe in grado di fare qualcosa di meno che buono nemmeno se ci si mettesse d\u2019impegno.<\/p>\n<p>Tuttavia mi sembra legittimo chiedersi quale valore possa avere oggi un disco come questo, soprattutto se inquadrato nel pi\u00f9 ampio contesto della discografia del maestro. Ai suoi esordi <strong>Franco<\/strong> ha attraversato le <em>\u201cporte del cosmo che stan lass\u00f9 in Germania\u201d<\/em>, quando in pochissimi &#8211; specie qui in Italia &#8211; si erano accorti della loro esistenza. Nel proseguo del suo periodo sperimentale si \u00e8 misurato con il minimalismo e con l\u2019avanguardia colta, per poi approdare con <strong>L\u2019Era del Cinghiale Bianco<\/strong> ad una personalissima forma canzone. Forma che negli anni ha subito numerose ed interessanti mutazioni. La canzonetta elettronico-intellettuale della prima met\u00e0 degli anni \u201980 \u00e8 stata in un primo momento trasfigurata da influssi classici ed orientali, in concomitanza con l\u2019inizio di un percorso di ricerca spirituale che l\u2019autore porta avanti ancora oggi.<\/p>\n<p>A ridosso della collaborazione con <strong>Sgalambro<\/strong> il nostro ha riscoperto il suono della chitarra elettrica, tornando sul principio del nuovo millennio ad un pop elettronico di qualit\u00e0. A fronte di un eclettismo tanto accentuato, ci\u00f2 che ha sempre reso inconfondibile lo \u201cstile <strong>Battiato<\/strong>\u201d \u00e8 quel misto di elitarismo intellettuale, affondo popolare ed anelito verso la trascendenza. Elementi che hanno costantemente permesso al compositore catanese di procedere, se non alla testa, quantomeno in parallelo (e a debita distanza) rispetto alle varie correnti della musica pop contemporanea. Dispiace dunque constatare come questo ritorno all\u2019elettronica sperimentale si riveli, di converso, una sorta di nostalgico amarcord. In parte del tutto conscio, beninteso.<\/p>\n<p><strong>Battiato<\/strong> ha dichiarato fin da subito di aver integrato materiale live dei primi anni \u201970 con nuove registrazioni in studio. Ed agli appassionati non sfuggir\u00e0 di certo il fatto che alcuni dei brani cantati di <strong>Joe Patti\u2019s Experimental Group<\/strong> (che, nel complesso, sono rari) riprendano vecchi testi dell\u2019autore. Ma l\u2019amaro in bocca, nondimeno, resta: <em>Le voci si faranno presenze<\/em> incrocia il <strong>Camisasca<\/strong> de <strong>La Finestra Dentro<\/strong> con la <strong>Laurie Anderson<\/strong> di <em>O Superman<\/em>, <em>Klavier<\/em> sfiora la ambient di <strong>Brian Eno<\/strong>, <em>Cern<\/em> \u00e8 puro terrore cosmico \u00e0 la <strong>Tangerine Dream<\/strong>\/<strong>Popol Vuh<\/strong>. Tutte cose che il nostro aveva gi\u00e0 vissuto e proposto quarant\u2019anni fa. I tentativi di aggiornamento del suono, se possibile, sortiscono effetti ancor pi\u00f9 deludenti: la ritmica con cui <strong>Pinaxa<\/strong> affianca i pad ambientali di <em>Leoncavallo <\/em>rende il brano assimilabile al trip-hop di met\u00e0 anni \u201990; l\u2019assalto techno che travolge la parte centrale de <em>L\u2019isola Elefante<\/em> sortisce effetti simili a quello che deflagrava su <em>Born Slippy<\/em> degli <strong>Underworld<\/strong>, mentre la ripresa muscolare di <em>Propriedad Prohibida <\/em>(originariamente su <strong>Clic<\/strong>, del 1975, e qui intitolata <em>Propriet\u00e0 Proibita<\/em>) si avvicina pericolosamente a <em>Escape Velocity<\/em> dei <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/experimental\/chemical-brothers-further-emi-2010.html\"><strong>Chemical Brothers<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che il nostro <strong>Franco<\/strong> aveva cominciato a sperimentare con sonorit\u00e0 di questo tipo ben prima dei succitati soggetti, i quali andrebbero al limite considerati suoi epigoni. Tutto vero. Ma se gli enfant prodige della stagione techno possono permettersi di citare la tradizione, omaggiandola e rinsaldando i legami con essa nel solco di un percorso evolutivo coerente, a quale scopo <strong>Battiato<\/strong> (che a tutti gli effetti, in tale contesto, rappresenta la tradizione) dovrebbe citare s\u00e9 stesso? Ai posteri e agli illuminati l\u2019ardua sentenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joe Patti&#8217;s Experimental Group \u00e8 il ritorno di Franco Battiato alle sonorit\u00e0 degli anni &#8217;70 insieme al suo storico sound engineer Pino \u201cPinaxa\u201d Pischetola<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,519],"tags":[],"class_list":["post-35299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-reviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}