{"id":42484,"date":"2016-02-16T15:51:53","date_gmt":"2016-02-16T13:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=42484"},"modified":"2016-02-17T21:56:34","modified_gmt":"2016-02-17T19:56:34","slug":"oliver-coates-ad-hand-signed-firenze-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/oliver-coates-ad-hand-signed-firenze-lintervista.html","title":{"rendered":"Oliver Coates ad Hand Signed, Firenze: l&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"<p>Hand Signed \u00e8 un progetto realizzato da Musicus Concentus, NODE festival e OOH-sounds con la collaborazione del Museo Marino Marini. Si presenta in forma di rassegna, pensata come una sonorizzazione &#8216;in progress&#8217; per gli affascinanti spazi della Sala Vanni di Firenze. Partendo dall&#8217;idea di un suono manipolato in maniera quasi artigianale, sono stati selezionati sette artisti internazionali riconosciuti come fondamentali nella attuale scena elettronica sperimentale. Tra questi c\u2019\u00e8 <strong>Oliver Coates<\/strong>, che sar\u00e0 protagonista sul palco fiorentino il prossimo 19 febbraio con un concerto tra i pi\u00f9 attesi della rassegna. Il violoncellista inglese, vero e proprio ragazzo prodigio di quella scena musicale in bilico tra classica ed elettronica che in questi anni sta guadagnando sempre pi\u00f9 proseliti, proporr\u00e0 al pubblico toscano il meglio della sua produzione, a partire dal suo disco solista <strong>Towards The Blessed Islands<\/strong> fino ai progetti con <strong>Leo Abrahams<\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/generi\/indie\/micachu-and-the-shapes-chopped-and-screwed-rough-trade-2011.html\"><strong>Mica Levi<\/strong><\/a>, con qualche puntata anche nel mondo delle soundtracks di cui \u00e8 stato protagonista. Abbiamo raggiunto Oliver per avere qualche anticipazione sulla data fiorentina e per capire qualcosa in pi\u00f9 sul suo approccio musicale, tra i pi\u00f9 interessanti oggi in campo sperimentale.<\/p>\n<p><strong>Ciao Oliver, benvenuto su Indie-Eye. La prima domanda che vorrei farti riguarda il concerto che terrai a Firenze. Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo show?<\/strong><\/p>\n<p>Suoner\u00f2 il violoncello, ci saranno suoni registrati, processati elettronicamente, musica orizzontale, grunge dell\u2019oceano, minimalismo, tutto fatto con il cuore in mano.<\/p>\n<p><strong>Penso che la Sala Vanni, il luogo del concerto, sia un posto fantastico per fare musica. Le tue performance dal vivo sono influenzate dal luogo in cui ti esibisci? E quali sono i luoghi che preferisci?<\/strong><\/p>\n<p>Dalle foto la sala sembra davvero eccezionale. S\u00ec, sono interamente influenzato sia consciamente che inconsciamente dal luogo in cui mi trovo \u2013 i suoi materiali, la forma, la grandezza, l\u2019acustica e anche la sua storia, la sua estetica. Anche se la musica cerca di sfuggire a queste cose. Mi piace suonare ovunque \u2013 fabbriche, piscine, teatri di musica classica, persino nell\u2019appartamento di mia suocera!<\/p>\n<p><strong>Finora nella tua carriera hai lavorato con molti artisti, soprattutto provenienti dall\u2019ambito elettronico. Qual \u00e8 secondo te il legame pi\u00f9 importante tra musica classica ed elettronica? E cosa ti ha portato a mescolare questi mondi?<\/strong><\/p>\n<p>I suoni. Ho sempre ascoltato tanta musica diversa nello stesso momento \u2013 non c\u2019\u00e8 mai stata l\u2019intenzione di mescolare alcunch\u00e9, ho solo iniziato a lavorare e a fare quello che volevo. Tutta la musica \u00e8 sia acustica che elettronica e non ho mai pensato in termine di generi.<\/p>\n<p><strong>Hai anche provato ad esplorare le connessioni tra mondi sonori differenti all\u2019interno della rassegna Harmonic Series, che hai organizzato al Southbank Centre. Come hai scelto gli artisti per gli eventi? Hai in programma altre serie di concerti dello stesso tipo?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, il prossimo sar\u00e0 il 6 marzo: <strong>Elysia Crampton<\/strong> e <strong>Tirzah<\/strong>. Poi organizzer\u00f2 un festival chiamato DEEP\u221eMINIMALISM il 24-26 giugno in una chiesa nel centro di Londra, con musica di Radigue, Oliveros, Spiegel, Levi e Finnis. Nella scelta degli artisti non penso in termini di stile, forma o profilo di chi suona, cerco opere che mi emozionino, \u00e8 quello il mio principio guida.<\/p>\n<p><strong>Ci sono artisti che hanno sperimentato connessioni tra musica classica ed elettronica che ti piacciono particolarmente o che hai preso come esempio quando hai iniziato a fare musica?<\/strong><\/p>\n<p>Quando ho iniziato con la musica avevo sei anni, quindi non ero consapevole di termini come \u201cmusica classica\u201d, che \u00e8 un nome collettivo per adulti fatto per comprendere pi\u00f9 di 600 anni anni di musica. Lavoravo su un pezzo alla volta, poi su tanti, poi ho iniziato a improvvisare ed ero influenzato da chiunque e da qualunque cosa ascoltassi. Allora mi piacevano <strong>Michael Jackson<\/strong> e gli <strong>Orbital<\/strong>, per esempio, oppure la jungle che era al suo massimo splendore nella zona sud di Londra negli anni \u201990.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un compositore che ti piace pi\u00f9 di tutti gli altri nell\u2019intera storia della musica?<\/strong><\/p>\n<p>Mi piacciono tantissimi compositori, i miei ascolti si spostano in continuazione. In questo momento amo pi\u00f9 di qualunque altra cosa la poetessa <strong>Alice Oswald<\/strong> e il suo poema <em>Memorial<\/em>. Ascolto la sua lettura dell\u2019opera. Poi ascolto musica Mbira dallo Zimbabwe. Non sono sicuro del fatto che mi piaccia l\u2019idea occidentale del singolo genio compositivo perch\u00e9 penso che la creazione di musica sia frutto di interazioni tra complessi strati del tessuto sociale e di cooperazione.<\/p>\n<p><strong>Penso che una delle tue collaborazioni pi\u00f9 belle sia quella con Jonny Greenwood per la colonna sonora di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/the-master-di-paul-thomas-anderson-usa-2012.html\">The Master<\/a>. Come sei entrato in contatto con lui? E come hai lavorato alla colonna sonora?<\/strong><\/p>\n<p>Grazie! Sono semplicemente stato invitato ad andare e a suonare con i miei amici che portano avanti la <strong>London Contemporary Orchestra<\/strong>. Posso dire che Jonny \u00e8 un grande essere umano.<\/p>\n<p><strong>Hai lavorato anche su altre colonne sonore, per esempio <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/under-the-skin-di-jonathan-glazer-la-recensione.html\">Under The Skin<\/a> con Mica Levi. Hai avuto un approccio diverso in questi altri casi?<\/strong><\/p>\n<p>Cerco di restare il pi\u00f9 innocente possibile e di evitare eccessivi intellettualismi, di prendere idee musicali semplici e di lavorarci sopra finch\u00e9 non mi sembrano adatte al contesto. Per esempio per <em>Under The Skin<\/em> \u00e8 stato molto intuitivo, abbiamo cercato di creare un senso di mistero.<\/p>\n<p><strong>Finora \u00e8 uscito un solo album completamente a tuo nome, Towards The Blessed Islands, oltre a quelli con Leo Abrahams. Sono gi\u00e0 passati tre anni da allora. Stai lavorando a un nuovo disco?<\/strong><\/p>\n<p>Considero i dischi con Leo alla stessa stregua di quello firmato solo da me. Il primo con lui \u00e8 stato <strong>Crystals Are Always Forming<\/strong> ed \u00e8 uscito su Slip nel 2011. Dopo <strong>Towards The Blessed Islands<\/strong> c\u2019\u00e8 stato l\u2019EP <strong>Another Fantasy<\/strong>, poi <strong>Unreal Estate<\/strong> (la colonna sonora ufficiale) con <strong>Lawrence Lek<\/strong>, e vari remix e cover, quindi non sono stato con le mani in mano. Il mio prossimo progetto discografico \u00e8 <strong>Upstepping<\/strong>, un mini-album elettronico che uscir\u00e0 questo maggio.<\/p>\n<p><strong>A quali altri progetti stai lavorando poi?<\/strong><\/p>\n<p>Sto lavorando con <strong>Lawrence Lek<\/strong> su un nuovo progetto artistico per la rassegna Glasgow Art International. Stiamo scrivendo una grossa opera per quartetto d\u2019archi con supporto multimediale per il 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oliver Coates, violoncellista britannico attivo nella scena che mescola musica classica ed elettronica, sar\u00e0 protagonista sul palco di Sala Vanni  il prossimo 19 febbraio per la rassegna Hand Signed. L&#8217;abbiamo intervistato per avere anticipazioni sul live e approfondire la sua idea di musica.<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,521,36,533],"tags":[],"class_list":["post-42484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-interviews","category-news","category-topnews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42484"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42484\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}