{"id":42583,"date":"2016-03-10T17:09:26","date_gmt":"2016-03-10T15:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=42583"},"modified":"2016-03-22T17:39:37","modified_gmt":"2016-03-22T15:39:37","slug":"perturbazione-le-storie-che-ci-raccontiamo-lintervista-per-indie-eye","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/perturbazione-le-storie-che-ci-raccontiamo-lintervista-per-indie-eye.html","title":{"rendered":"Perturbazione: Le storie che ci raccontiamo &#8211; l&#8217;intervista per Indie-Eye"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le storie che ci raccontiamo<\/strong> \u00e8 il settimo disco dei <strong>Perturbazione<\/strong>, il primo dei torinesi dopo l\u2019uscita dal gruppo di <strong>Elena Diana<\/strong> e <strong>Gigi Giancursi<\/strong>, che sono stati per anni colonne importanti della band, e anche il primo dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 2014, occasione in cui il gruppo riusc\u00ec ad ampliare il suo pubblico grazie all\u2019ottimo singolo <em>L\u2019unica<\/em>. Con questo album <strong>Tommaso Cerasuolo<\/strong>, <strong>Alex Baracco<\/strong> e i due Lo Mele, Cristiano e Rossano, proseguono il discorso elettronico iniziato con il precedente <strong>Musica X<\/strong> (vedi il singolo <em>Dipende da te<\/em>), ma cercano anche di non dimenticare quanto fatto in precedenza con l\u2019inserimento di brani indie-pop guidati pi\u00f9 dalla chitarra che dalla sezione ritmica. C\u2019\u00e8 anche spazio per la sperimentazione e per tentare strade nuove, ad esempio in <em>Everest<\/em>, dove il featuring di <strong>Ghemon<\/strong> fa un effetto forse straniante ma al tempo stesso energizzante, o nella title-track, dove nel finale subentra il reading in inglese dell\u2019ottima <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/emma-tricca-relic-la-recensione.html\"><strong>Emma Tricca<\/strong><\/a>. Per capire qualcosa in pi\u00f9 della nuova vita dei <strong>Perturbazione<\/strong> abbiamo avuto il piacere di incontrare il cantante <strong>Tommaso Cerasuolo<\/strong> prima del concerto tenuto dalla band alla Salumeria della Musica di Milano lo scorso 26 febbraio. Ecco quali storie ci ha raccontato, dimostrandoci ancora una volta di credere e di amare la sua musica e il suo pubblico.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 da poco uscito il vostro nuovo disco, il settimo, intitolato Le storie che ci raccontiamo. \u00c8 anche il primo senza Gigi Giancursi ed Elena Diana in formazione. Com\u2019\u00e8 stato lavorare ai nuovi brani con questa nuova formazione ridotta? C\u2019\u00e8 stata una ridefinizione dei ruoli in qualche modo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato molto armonico e tranquillo in realt\u00e0. Questa formazione \u00e8 una delle tante formazioni che c\u2019erano all\u2019interno dei <strong>Perturbazione<\/strong> per comporre. Ha avuto larga parte in <strong>Musica X<\/strong>, perch\u00e9 Cristiano \u00e8 cresciuto molto in questi anni e l\u2019elettronica che c\u2019\u00e8 nei dischi non \u00e8 solo un vestito ma \u00e8 qualcosa che ci influenza anche dal punto di vista della scrittura. Il lavorare con i campionamenti e con un\u2019idea pi\u00f9 modulare di noi stessi sono state le fascinazioni di questi anni insieme a certi dischi, come i <strong>Phoenix<\/strong> e gli <strong>Everything But The Girl<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 stato l\u2019horror vacui, non ci siamo ritrovati in una situazione nuova che non sapevamo gestire perch\u00e9 come ho detto poco fa tra le formazioni che scrivevano i pezzi c\u2019era anche questa, che effettivamente aveva fatto tante cose in <strong>Musica X<\/strong>, perch\u00e9 Gigi ed Elena hanno gestito anche una separazione all\u2019interno della loro coppia. Quando Elena ha annunciato che alla fine del tour avrebbe lasciato, per una serie di considerazioni sulla propria vita assolutamente rispettabili, sono venuti i nodi al pettine anche con Gigi. Ci siamo detti che ormai da tre-quattro anni non gli piaceva la direzione che avevamo preso, anche se ci eravamo detti tutti quanti che volevamo andare altrove. Abbiamo fatto dei provini dopo <strong>Del nostro tempo rubato<\/strong>, che era un disco di provini a sua volta, e siamo arrivati in un posto che a Gigi non piaceva e alla fine abbiamo agito di conseguenza, dopo tre anni in cui lui andava col freno a mano tirato e con poco entusiasmo. Ora stiamo molto bene, siamo pacificati e tranquilli. Il processo si \u00e8 semplificato nella scrittura, nel senso che Cris e Alex lavorano molto sulla musica, sui riff, sui pattern ritmici, su piccoli giri armonici che possono gi\u00e0 avere dei campionamenti dentro. C\u2019\u00e8 tanta roba musicale in uno scatolone, ci sono altrettanti testi che facciamo io e Rossano chiacchierando di argomenti che possono essere i pi\u00f9 disparati. La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 quando lui arriva con delle idee, qualcosa che ha scritto e che ha gi\u00e0 una metrica e ci uniamo anche le mie idee. Partiamo da una metrica o da una linea vocale, diciamo che io sono quello che alla fine fa un po\u2019 l\u2019impasto, cercando di far incontrare linea melodica e testo senza che uno comandi sull\u2019altro. A volte per\u00f2 capita che ci sia uno spunto melodico talmente forte che cerco di assecondarlo, e allora vado a scavare tra i vari spunti di testo che ho in archivio. Quando ho fatto questo lavoro rimando il tutto agli altri e a quel punto ci troviamo per vedere se ci sono problemi e come risolverli: possono esserci pezzi che ti entusiasmano subito e poi si sgonfiano come un souffl\u00e9 venuto male, altri che invece li capisci pian piano, come ad esempio <em>Trentenni<\/em> che \u00e8 nata gi\u00e0 durante <strong>Musica X<\/strong> e ha subito varie trasformazioni fino a diventare quello che per me \u00e8 uno dei pezzi forti del disco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-42606\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2.jpg\" alt=\"perturbazione-2\" width=\"1200\" height=\"887\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2.jpg 1200w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2-768x568.jpg 768w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2-1024x757.jpg 1024w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2-150x111.jpg 150w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/perturbazione-2-852x630.jpg 852w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p><strong>In Musica X i testi erano principalmente sul sesso, mentre nel nuovo album si parla di rapporti personali a 360\u00b0, con un approccio che a me sembra diverso rispetto a quello che avevate prima, un po\u2019 meno romantico e un po\u2019 pi\u00f9 realistico. Sei d\u2019accordo? E a cosa \u00e8 dovuto nel caso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec e credo sia legato al fatto di essere meno autobiografici, al fatto che guardiamo sempre di pi\u00f9 attorno a noi. Per esempio <em>L\u2019unica<\/em> \u00e8 cos\u00ec: la prima strofa parla della mia ragazza del liceo, che si chiamava veramente Erika, per\u00f2 non volevo fare sempre quel tipo di canzone quindi abbiamo avuto l\u2019idea di fare una serie di personaggi femminili e poi di legarli ognuno a un periodo della vita. Per fare quei ritratti ci siamo guardati attorno, abbiamo attinto da persone che conosciamo. Poi leggiamo, per esempio per scrivere un pezzo come <em>Cara rubrica del cuore<\/em> devi per forza aver letto dei giornali.<\/p>\n<p><strong>Nel disco in generale e in particolare nella title-track ci si interroga anche sul vero e il falso, sul dire o meno la verit\u00e0 su se stessi e sugli altri. Alla fine \u00e8 importante dire la verit\u00e0 o una bella bugia ha un valore?<\/strong><\/p>\n<p>Ci ho messo quindici anni a capire che quello sul palco e quello nelle canzoni non sono io, ma che \u00e8 una performance. Non \u00e8 detto poi che quella non si nutra di quello che tu sei veramente, ogni attore ti sapr\u00e0 dire che per scene particolari va a toccare certe sue corde, che solo lui sa far vibrare, anche se non \u00e8 detto che corrisponda esattamente a quello che sta inscenando. Noi con la nostra ingenuit\u00e0 e il nostro orgoglio, forse anche con un po\u2019 di presunzione, pensavamo invece di essere al centro di tutto. Ora abbiamo capito che non \u00e8 cos\u00ec. Anche Sanremo ci ha aiutato a capirlo, perch\u00e9 l\u00ec hai pi\u00f9 sottomano la sensazione di essere un ingranaggio, che sei sostituibile facilmente, eppure sei tu e puoi fare la differenza per te stesso. <em>Dipende da te<\/em> \u00e8 una canzone che parla molto di quella cosa. Alla fine il tema del disco \u00e8 il ruolo del mistero all\u2019interno delle nostre vite, specialmente ora che spiattelliamo i cazzi nostri continuamente. Questa \u00e8 una cosa che nell\u2019immediato ci nutre, ma \u00e8 bulimica. Alla fine per\u00f2 quello che rimane sono le storie belle, sono le serie tv, le canzoni, i romanzi.<\/p>\n<p><strong>Perturbazione, Dipende da te &#8211; videoclip ufficiale<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/I1Rb3FAV0rY\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Come dicevamo, questo \u00e8 il secondo disco con un approccio pi\u00f9 elettronico. C\u2019\u00e8 stato un cambiamento o un\u2019evoluzione nel trattamento di questo aspetto tra un disco e l\u2019altro?<\/strong><\/p>\n<p>Dal vivo cerchiamo di suonarla di pi\u00f9, certi campioni cerchiamo di lanciarli, mentre nell\u2019altro tour abbiamo lavorato anche con delle basi fisse, che durano 3 minuti e 14 secondi e se sbagli qualcosa sei nella merda. \u00c8 meglio avere dei campioni pronti sulla loop station e usarli per aiutare il groove, per dare un suono pi\u00f9 compatto sulla ritmica, che secondo me \u00e8 una cosa importantissima. Poi ci sono anche altre piccole cose, che magari danno un colore in pi\u00f9 a certi passaggi. Secondo me \u00e8 stato bravissimo <strong>Tommaso Colliva<\/strong>, che conosceva la nostra storia e ci ha aiutato molto a fare un disco che si ricollegasse anche a quanto fatto prima di <strong>Musica X<\/strong>, perch\u00e9 ci sono anche delle chitarre abbastanza elaborate. Per me questo \u00e8 un album importante, che ricollega certe cose, un album a cui voglio molto bene.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato lavorare con Tommaso Colliva? E il fatto di essere a Londra ha influito in qualche modo?<\/strong><\/p>\n<p>Londra ha influito come clima, perch\u00e9 \u00e8 il luogo di tantissima musica. In realt\u00e0 per\u00f2 facevamo una vita abbastanza monacale, quando si staccava dallo studio belli stanchi si tornava a casa e dopo cena si andava a dormire, siamo usciti solo qualche sera. Era proprio il contesto, stare l\u00ec e fare quel viaggio diventa una metafora delle speranze che hai e della voglia di rinnovarti. Lavorare con Tommaso \u00e8 figo, perch\u00e9 lui \u00e8 concentratissimo, \u00e8 veramente un animale da disco. Non credo che abbia mai fatto il fonico dal vivo nella vita e se l\u2019ha fatto ha smesso subito: non gli piace, va ai concerti ma patisce i volumi altissimi. \u00c8 incredibile perch\u00e9 gli piace ancora l\u2019idea organica di un disco, che non sia soltanto una raccolta di canzoni. Per esempio <em>Everest<\/em>, che \u00e8 una canzone che divide, lui ha provato in ogni modo a farla stare dentro al disco perch\u00e9 gli dicevamo che a noi piaceva molto, che volevamo un cambio di passo del genere.<\/p>\n<p><strong>A proposito di Everest, com\u2019\u00e8 stato coinvolto Ghemon? E perch\u00e9 proprio su quel pezzo, che a un primo ascolto sembra il meno \u201crappabile\u201d tra quelli del disco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato Tommaso a coinvolgerlo. Ci serviva uno special, sentivamo che la canzone era sbarazzina ma troppo ripetitiva, quindi lui ha proposto di dare il pezzo a <strong>Ghemon<\/strong> e sentire cosa ci faceva. Ce l\u2019ha rimandata ed era perfetta per finire direttamente sul disco.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra collaborazione molto particolare \u00e8 quella con Emma Tricca, autrice purtroppo poco conosciuta in Italia. Anche in quel caso \u00e8 stato Tommaso a invitarla, dato che lei vive in Inghilterra?<\/strong><\/p>\n<p>Pensa che dobbiamo ancora incontrarla fisicamente, abbiamo lavorato in differita tramite Tommaso, che la conosce bene l\u00ec a Londra. Ci piaceva l\u2019idea di finire il disco con la lettura di quanto detto da <strong>Shekhar Kapur<\/strong> in una conferenza che si chiamava proprio \u201cThe Stories We Tell Ourselves\u201d perch\u00e9 secondo noi \u00e8 proprio come dice lui, cio\u00e8 che l\u2019epica di una persona passa attraverso le storie che gli vengono raccontate e quelle che riesce a raccontare su di s\u00e9. Ci serviva qualcuno con un buon accento inglese, abbiamo chiesto a Emma se le andava di farlo, anche se non era il suo mezzo espressivo solito dato che doveva leggere e non cantare. Lei ha accettato, \u00e8 andata da Tommaso per una giornata di take e il risultato \u00e8 stato ottimo. Purtroppo lei era via quando noi eravamo a Londra, prima o poi spero che riusciremo a incrociarci.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-42607\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4.jpg\" alt=\"petubazione-4\" width=\"1200\" height=\"857\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4.jpg 1200w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-4-882x630.jpg 882w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p><strong>Una collaborazione pi\u00f9 corposa \u00e8 invece quella con Andrea Mir\u00f2, che suona con voi in questo tour. Come siete arrivati a lei e come vi aiuta dal punto di vista live?<\/strong><\/p>\n<p>La invitammo a \u201cLe citt\u00e0 viste dal basso\u201d, che era uno spettacolo che facevamo a cavallo tra narrazione e musica, unendo canzoni che parlavano di citt\u00e0 a pezzi di autori che le avevano descritte nella contemporaneit\u00e0. Abbiamo fatto un paio di spettacoli di questo tipo con lei e l\u00ec \u00e8 nata una prima amicizia. Poi quando siamo andati a Sanremo lei dirigeva l\u2019orchestra per <strong>Zibba<\/strong>, quindi le abbiamo chiesto di dirigerla anche per noi e ha accettato subito, contribuendo all\u2019ottima riuscita del Festival. L\u2019anno scorso poi, quando siamo rimasti un quartetto, dovevamo fare quattro-cinque date per toglierci la polvere mentre facevamo il disco, le abbiamo fatte con arrangiamenti pi\u00f9 garage, una versione rock dei <strong>Perturbazione<\/strong> anche se con Cris che lavorava con la loop station. Sapevamo per\u00f2 di volere un quinto musicista, un polistrumentista che ci accompagnasse. Non avevamo assolutamente voglia di rimpiazzare il violoncello, perch\u00e9 Elena \u00e8 Elena, \u00e8 stata una cosa stupenda e non puoi rimpiazzarla. Quando abbiamo iniziato a fare la lista di nomi il primo che ci \u00e8 venuto in mente \u00e8 stato proprio quello di Andrea, per\u00f2 pensavamo che non avrebbe mai accettato, con i suoi impegni e la sua carriera. Invece ha accettato con entusiasmo. Quindi siamo stati fortunati, qualche volta le cose ci vanno bene.<\/p>\n<p><strong>Il primo singolo, Dipende da te, \u00e8 stato diretto da Bruno D\u2019Elia. Come \u00e8 nato? Ci avete lavorato con lui o ha avuto carta bianca?<\/strong><\/p>\n<p>Volevamo evitare un video dove apparissimo noi, volevamo una cosa disegnata ed evitare gli errori dell\u2019ultimo disco, dove alcuni erano carini ma eravamo partiti con una serie di cagate senza senso, non solo per colpa dei registi. I video sono i cavalli riottosi della musica, io li chiamo cos\u00ec. Bruno era un regista che ci piaceva, avevamo visto i suoi video, quindi gli abbiamo dato carta bianca. Ci ha mandato i primi dieci secondi e una serie di idee grafiche e di concetti, in particolare sulle conseguenze pi\u00f9 o meno inaspettate delle azioni. L\u2019unica cosa che gli abbiamo chiesto era di non fare una cosa moralista, di dire delle cose senza per\u00f2 risultare scontato o pesante. Mi piace quello che ha fatto, perch\u00e9 non \u00e8 didascalico. I video non devono mai esserlo, perch\u00e9 se lo sono quasi sicuramente fanno cagare. Quando ci ha mandato la versione finale gli abbiamo chiesto solo tre piccole correzioni, il resto era perfetto, testo e immagini si intrecciavano e si discostavano nei momenti giusti. In pi\u00f9 siamo anche partiti con i tempi giusti, per una volta! Col disco precedente non era cos\u00ec, <em>La vita davanti<\/em> non mi piaceva e neanche <em>Musica X<\/em>, <em>I baci vietati<\/em> di <strong>Lorenzo Vignolo<\/strong> invece mi piace molto e anche quello de <em><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/video\/perturbazione-lunica-il-video-diretto-da-jacopo-rondinelli.html\">L\u2019unica<\/a><\/em>, perch\u00e9 avevamo voglia di farlo cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Nella storia dei Perturbazione i video sono stati importanti. Quali sono i tuoi due o tre preferiti?<\/strong><\/p>\n<p><em>Agosto<\/em>, sicuramente, perch\u00e9 ci ho lavorato tanto, ho fatto io il montaggio, so com\u2019\u00e8 nata la storia. Poi <em>Il senso della vite<\/em>, gli voglio proprio bene perch\u00e9 \u00e8 stato il nostro primo ed \u00e8 un po\u2019 surreale. Poi mi piace molto <em>Buongiorno Buonafortuna<\/em> di <strong>Jacopo Rondinelli<\/strong> cos\u00ec come <em>Un anno in pi\u00f9<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 dire che siete stati tra i primi, se non i primi, a portare un approccio pi\u00f9 leggero ma comunque consapevole all\u2019interno della musica indipendente italiana. Ora che molti cantautori e gruppi vi hanno seguito, come vi sentite?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo tranquilli, continuiamo con la nostra idea di suonare dappertutto e il pi\u00f9 possibile per un pubblico che non sia gi\u00e0 convertito a te. Poi vuoi molto bene a chi ti vuole bene, per\u00f2 sai che non puoi suonare solo per loro, devi suonare soprattutto per te stesso, per stare bene e per fare quello che hai voglia di fare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-42608\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te.jpg\" alt=\"petubazione-dipende-da-te\" width=\"1000\" height=\"1358\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te.jpg 1000w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te-768x1043.jpg 768w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te-754x1024.jpg 754w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te-110x150.jpg 110w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/petubazione-dipende-da-te-464x630.jpg 464w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le storie che ci raccontiamo \u00e8 il settimo disco dei Perturbazione, il primo con la nuova formazione ridotta a quartetto e anche il primo dopo il successo di Sanremo. Abbiamo parlato della nuova vita della band con il cantante Tommaso Cerasuolo, tra elettronica, collaborazioni inaspettate, Londra e videoclip. Un&#8217;intervista di Fabio Pozzi con le foto di Francesca Pontiggia<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":42605,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,521],"tags":[],"class_list":["post-42583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-interviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42583\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}