{"id":43627,"date":"2016-07-07T15:24:36","date_gmt":"2016-07-07T13:24:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=43627"},"modified":"2016-07-19T14:22:13","modified_gmt":"2016-07-19T12:22:13","slug":"blonde-redhead-misery-is-a-butterfly-tour-lintervista-con-amedeo-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/blonde-redhead-misery-is-a-butterfly-tour-lintervista-con-amedeo-pace.html","title":{"rendered":"Blonde Redhead, Misery is a Butterfly tour: l&#8217;intervista con Amedeo Pace"},"content":{"rendered":"<p>[Le foto dell&#8217;articolo sono di <strong>Julien Bourgeois<\/strong> ]<\/p>\n<p>Abbiamo parlato a lungo del <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/blonde-redhead-misery-is-a-butterfly-tour-vinci-due-cd-originali-con-indie-eye.html\">nuovo tour dei Blonde Redhead<\/a> dedicato a &#8220;<strong>Misery is a Butterfly<\/strong>&#8220;, pi\u00f9 di un&#8217;operazione semplicemente retrospettiva, l&#8217;occasione per raggiungere una fedelt\u00e0 maggiore rispetto all&#8217;album, portando per la prima volta sul palco una sezione archi vicina a quella che fu impiegata durante la realizzazione in studio nel 2004. Dopo un tentativo sperimentale allestito a Parigi, la band dei gemelli Pace e di Kazu Makino ha deciso di prolungare l&#8217;esperienza con una serie di date che partiranno proprio dall&#8217;Italia per poi proseguire subito dopo negli Stati Uniti. Abbiamo contattato telefonicamente <strong>Amedeo Pace<\/strong>, voce e chitarra dei <strong>Blonde Redhead<\/strong> per farci raccontare l&#8217;origine del progetto e la sua fisiologia. Nel mezzo, il &#8220;metodo&#8221; di una band tra le pi\u00f9 stimolanti e originali del panorama internazionale e alcune visioni sul futuro.<\/p>\n<p><strong>Mi piaceva cominciare chiedendoti qualcosa riguardo il nuovo tour dedicato a \u201cMisery is a butterfly. Perch\u00e9 avete scelto di riproporre l\u2019intero album sul palco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una cosa che abbiamo sempre voluto fare, soprattutto Kazu ci teneva molto ad integrare la sezione archi. L\u2019avevamo gi\u00e0 fatto per una rassegna dedicata a <strong>Serge Gainsbourg<\/strong>. Per l\u2019occasione avevamo eseguito due suoi pezzi ma soprattutto \u201cMisery is a butterfly\u201d nella sua interezza anche perch\u00e9 \u00e8 un album che trae ispirazione dalla sua musica. Proprio per questo si \u00e8 scelto di non fare solamente pezzi di Gainsbourg. \u00c8 stata un\u2019esperienza molto bella e si \u00e8 deciso di riproporla in modo pi\u00f9 specifico anche negli Stati Uniti. Titti Santini, Managing Director di Ponderosa Music&amp;Art, ci ha proposto di venire in Italia a fare questi concerti come introduzione alla tournee americana, perch\u00e9 ci teneva molto; Titti \u00e8 un nostro caro amico ed \u00e8 il nostro agente per quanto riguarda i concerti in Italia. Al di l\u00e0 delle occasioni, era una cosa che avremmo sempre voluto fare.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di approccio avete scelto riguardo arrangiamenti e suoni. I concerti saranno molto diversi dalla versione studio di Misery is a Butterfly?<\/strong><\/p>\n<p>Sar\u00e0 un po\u2019 diverso perch\u00e9 non riusciremo ad avere pi\u00f9 di cinque o sei archi. Io spero che ci si arrivi abbastanza vicini. Quando lo abbiamo fatto a Parigi \u00e8 stato molto bello anche per l\u2019interazione con gli archi, per noi era la prima volta. Gi\u00e0 dall\u201911 luglio saremo in Italia per fare alcune prove, per comprendere gli arrangiamenti pi\u00f9 adatti e per capire l\u2019utilizzo pi\u00f9 consono degli archi.<\/p>\n<p><strong>Quali musicisti porterete in tournee. Avete gi\u00e0 collaborato con questo ensemble?<\/strong><\/p>\n<p>Con il quartetto collaboriamo per la prima volta, ma ci sar\u00e0 comunque <strong>Eyvind Kang<\/strong>, che aveva curato parte degli archi per Misery is a Butterfly (N.d.a. Kang suona la viola ed \u00e8 un compositore statunitense cresciuto in Canada. Oltre che con i Blonde Redhead, ha collaborato anche con John Zorn, Bill Frisell, Wayne Horvitz, Mr. Bungle e molti altri). Gli arrangiamenti di Misery in studio sono stati scritti con lui, e verr\u00e0 personalmente a fare il quinto elemento dell\u2019ensemble, con la sua viola. L\u2019ensemble al completo potrebbe essere costituito da due violoncelli, due violini e due viole. Eyvind si prender\u00e0 la responsabilit\u00e0 di dirigere l\u2019insieme degli archi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43636\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Blonde_Redhead-2.jpg\" alt=\"Blonde_Redhead-2\" width=\"2000\" height=\"2000\" \/><\/p>\n<p><strong>Facendo un passo indietro e precisamente al momento di produrre Misery is a butterfly, come si \u00e8 svolto il lavoro con Guy Picciotto e quanto ha influito sulla definizione di un nuovo suono per i Blonde Redhead?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Con Guy Picciotto abbiamo lavorato per tre album e tutti e tre suonano molto diversi. Per quanto riguarda Misery, avrebbe dovuto esser registrato molto prima, ma Kazu ha avuto un incidente causato da una caduta da cavallo, poi in seguito ha avuto la broncopolmonite e si sono aggiunti altri ritardi. Fu un periodo molto traumatico per lei. In qualche modo questa attesa ci ha consentito di continuare a lavorare sui pezzi e quindi decidere che avrebbero dovuto esserci gli archi, quindi da questo punto di vista la decisione di ottenere quel suono specifico \u00e8 stata praticamente nostra. Guy ci ha aiutato pi\u00f9 che altro a capire alcune cose che non riuscivamo ad individuare in noi stessi, aspetti che avremmo dovuto apprezzare come per esempio una voce che a noi sembrava strana, ma che per lui aveva un impatto molto particolare, oppure un take che secondo lui era molto naturale, mentre noi non eravamo molto soddisfatti, quindi indirizzandoci verso aspetti attitudinali legati alla musica, anche in termini strettamente organizzativi come tenerci in regola per non farci perdere troppo tempo, e in questo ci ha aiutato molto. Per quanto riguarda lo sviluppo del suono questo \u00e8 vero per alcuni brani come per esempio <em>Equus<\/em> dove Guy \u00e8 stato molto attivo, mentre per quanto riguarda tutto il resto dell\u2019album, avevamo gi\u00e0 dei demo registrati con\u00a0un\u2019idea molto chiara di quello che volevamo.<\/p>\n<p><strong>Durante il tour che porter\u00e0 Misery is a Butterfly nuovamente sul palco, ci sar\u00e0 spazio anche per altri brani del vostro repertorio, magari scelti secondo un principio di integrazione che si avvicini al suono di \u201cMisery\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Ne stavamo parlando ieri nella nostra saletta prove, litigando (n.d.a. ridiamo). Ognuno di noi vuole una cosa diversa. Per esempio Kazu vorrebbe mantenere il suono molto puro ed eseguire solo Misery senza aggiungere altri pezzi come per esempio \u201c23\u201d o altri che facciamo sempre dal vivo. Simone ci teneva a provare nuovi pezzi di Barrag\u00e1n aggiungendo la sezione archi. \u00c8 un aspetto che interesserebbe anche a me, ma vorrei nel caso provare ad inserire un nuovo pezzo che abbiamo scritto e forse anche due, e quindi vedere se \u00e8 il caso di elaborarli con arrangiamenti specifici. Oggi abbiamo le prove e decideremo che cosa fare, non riusciamo bene a decidere in questo momento, soprattutto ci preme fare qualcosa di nuovo che non sia lo stesso concerto di sempre.<\/p>\n<p><strong>Blonde Redhead, Melody &#8211; Video ufficiale <\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZPXBE7cfLFY\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Se penso alla vostra musica lungo gli ultimi ventidue anni mi viene in mente una sorta di tensione erotica. Esplosiva durante gli esordi, pi\u00f9 sottile e invisibile adesso. Un confronto che avevo in mente era legato a due vostre esperienze live lontane nel tempo. La prima \u00e8 un concerto del 1993 all\u2019Anfiteatro Pecci di Prato in supporto ai Sonic Youth, dove tu e Kazu a un certo punto vi siete abbracciati al centro del palco in una sorta di amplesso che coinvolgeva i vostri strumenti. La seconda esperienza \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/ienews\/blonde-redhead-live-viper-club-firenze-14-03-2015-la-recensione.html\">il recente concerto al Viper di Firenze<\/a> nel marzo del 2015 dove durante \u201cBipolar\u201d Kazu manteneva la stessa tensione, ma solo stando di fronte e\u00a0instaurando un dialogo tra gli strumenti. La domanda \u00e8 la seguente: come \u00e8 cambiato questo dialogo nel corso della vostra carriera?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nPer noi \u00e8 stato importante cambiare. Fare le stesse cose e sentirsi nella stessa maniera \u00e8 una cosa che non funziona, specialmente per Kazu che \u00e8 molto onesta verso quello che fa e che sente. Certe volte \u00e8 molto silenziosa sul palco, altre \u00e8 pi\u00f9 esplosiva. Ma al di l\u00e0 di questo si \u00e8 trattato di un cambiamento voluto proprio perch\u00e9 alcune cose dopo un certo periodo non si sentono pi\u00f9 nello stesso modo, ed \u00e8 importante esserne coscienti e andare avanti. Sono aspetti che si sono evoluti in modo lento e naturale e in questo senso non ne abbiamo mai parlato e\u00a0non\u00a0vogliamo analizzare come ci comportavamo all\u2019inizio e come ci comportiamo adesso. Invece di guardare questi aspetti preferiamo guardare in avanti e cercare di definire cosa vogliamo fare adesso e come ci vogliamo sentire, cosa vogliamo dalla musica. La spinta \u00e8 quella della crescita, ci sono aspetti dell\u2019infanzia che creano quel senso di nostalgia per ci\u00f2 che \u00e8 stato, ma allo stesso tempo non puoi continuare a cercare di riviverle perch\u00e9 non funziona e lo stesso per quanto mi riguarda accade con la musica.<br \/>\n<strong><br \/>\nRiguardo ai testi di Misery, mi sembra che l\u2019approccio sia quello elegiaco, ma allo stesso tempo che inneschi una ricerca sul dolore, quindi per certi versi anti-elegiaco, che cosa ne pensi? <\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di un periodo molto particolare per l\u2019incidente che Kazu ha avuto e di cui parlavamo. Molti dei testi da lei scritti per Misery sono basati su quello. Anche io ho avuto i miei incidenti e proprio per questo motivo ho scritto un brano come <em>Falling Man<\/em>. Tutto in un certo senso ha avuto a che fare con la nostra relazione in un momento abbastanza traumatico dove Kazu \u00e8 stata male, per esempio <em>Magic Mountain<\/em>, ispirato al libro di Thomas Mann, l\u2019ha scritta quando si \u00e8 ammalata di broncopolmonite. In questo senso ci siamo trovati in una zona comune, ma \u00e8 molto difficile descrivere questi aspetti.<\/p>\n<p><strong>Certamente. Mi veniva in mente, anche rispetto a questo, se durante l\u2019evoluzione della vostra scrittura, l\u2019importanza di Pier Paolo Pasolini fosse rimasta centrale per voi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente si. Tutt\u2019ora mi faccio ispirare da lui, leggo spesso le sue poesie. Pasolini ma anche Gainsbourg, hanno questa attitudine verso le cose che \u00e8 molto fresca, si trovano sempre aspetti nuovi nel loro modo di scrivere.<\/p>\n<p><strong>A proposito di Gainsbourg, pensavo al vostro approccio nei confronti del pop. Mai consolatorio, e se penso alla title track di Misery is a butterfly, mi viene in mente una versione pi\u00f9 oscura di Bonnie &amp; Clyde, come se fossero stati estrapolati alcuni aspetti per renderlo un esperimento pi\u00f9 radicale. Che ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente ci sono influenze precise che provengono da Gainsbourg. Pensando anche al suo metodo, quando si riferiva a brani classici di Chopin per esempio, cos\u00ec da renderli assolutamente personali, penso a qualcosa di\u00a0fortemente\u00a0incoraggiante. Poter rubare delle idee, dei concetti e partire da quelli per creare una cosa completamente diversa e nostra. Sinceramente non avevo pensato a <em>Bonnie &amp; Clyde<\/em>, la riascolter\u00f2 sicuramente (ride)<\/p>\n<p><strong>Serge Gainsbourg, Bonnie &amp; Clyde<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GDAuaStv2Kk\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>\u2026mi sembra molto bello quello che dici riguardo al\u00a0rubare o prendere in prestito un\u2019idea per trasformarla in qualcosa di diverso. In effetti i due brani non si somigliano affatto, anche se gli archi in particolare mi sembravano vicini in questa insistenza ossessiva e circolare. Mentre nel pezzo di Gainsbourg il tutto \u00e8 al servizio di un\u2019estetica pop circoscritta, nel vostro caso \u00e8 molto pi\u00f9 minimale. Ci sono altri autori che sono stati importanti per te oltre a Gainsbourg e Pasolini?<\/strong><\/p>\n<p>Nello stesso periodo leggevo molto Moravia. Da un punto di vista dell\u2019ispirazione John Lennon per me \u00e8 un riferimento importante, anche per il modo di porsi, ho letto molte sue interviste. Mi piacciono molto le poesie di Leonard Cohen. In generale sono alla ricerca di stimoli sempre nuovi.<\/p>\n<p><strong>Se tu dovessi stabilire una differenza tra Misery e Barrag\u00e1n quale sarebbe?<\/strong><\/p>\n<p>Barrag\u00e1n \u00e8 stata un\u2019esperienza molto diversa e anche molto strana. Abbiamo lavorato con <strong>Drew Brown<\/strong>, un produttore molto rigido e con idee precise. Ci fidavamo assolutamente di lui anche perch\u00e9 volevamo capire dove voleva arrivare. Forse anche un po\u2019 troppo, io avrei voluto provare idee diverse, ma sono comunque contento di aver lasciato molte idee non espresse, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio in questo senso rispetto a quello che avremmo potuto lasciare senza la sua presenza. Con Misery ho lavorato moltissimo sui pezzi, lo sentivo molto e sapevo che sarebbe stato un disco importante, avevo un\u2019idea molto chiara sul suono e sui risultati mentre lo scrivevo. Mentre con Barrag\u00e1n siamo entrati in studio senza esser pronti come in quel caso. Avevamo delle idee ma senza avere una percezione precisa di tutto l\u2019insieme. C&#8217;erano\u00a0melodia e accordi, ma allo stesso tempo volevamo provare a sviluppare i brani in studio. Alcune cose sono andate bene, altre forse meno, ma sono contento dell\u2019esperienza. Adesso sono pronto a trovare altre cose in una direzione diversa.<\/p>\n<p><strong>Blonde Redhead &#8211; The one i love, video ufficiale<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lNio2xDwTYg\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Ai tempi di Misery quanto \u00e8 stato importante il passaggio da Touch &amp; Go a 4ad, in termini di libert\u00e0 espressiva e creativa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato certamente importante, ma tutti i passaggi che abbiamo vissuto lo sono stati. Siamo passati in modo molto naturale dall\u2019etichetta di Steve Shelley alla Touch &amp; Go. La stessa cosa con la 4AD. Alcune cose le abbiamo considerate in seguito. Se il disco va bene hai una prospettiva di un certo tipo. Se invece suscita pi\u00f9 angoscia nel tuo pubblico ed \u00e8 pi\u00f9 controverso, come per esempio \u201cPenny Sparkle\u201d, allora vedi tutto da un\u2019angolatura diversa. In ogni caso per noi \u00e8 sempre stato parte di un processo molto tranquillo e necessario.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda l\u2019artwork di Misery avevate scelto una fotografia tratta dalla collezione di polaroid erotiche dell\u2019architetto Carlo Mollino, come mai? (n.d.a. su Carlo Mollino e la sua collezione abbiamo parlato con <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/yuri-ancarani-credo-in-questo-film-lintervista.html\">Yuri Ancarani<\/a> in questa lunga intervista dedicata anche a Seance, il film dedicato all\u2019arte dell\u2019architetto torinese) <\/strong><\/p>\n<p>Era un periodo nel quale un nostro amico aveva allestito una mostra delle polaroid di Mollino a New York, avevamo comprato il catalogo e consultato le sue polaroid, cercando di capirne la storia. Siamo andati anche a visitare la casa museo di Mollino che si trova a Torino. Abbiamo allora deciso di chiedere il permesso a Fulvio e Napoleone Ferrari, che gestiscono il patrimonio museale, sono stati gentilissimi e non ci hanno fatto pagare niente. Era un periodo in cui oltre a Gainsbourg eravamo molto ispirati dal lavoro di Mollino, ma anche dalle fotografie di Hans Bellmer che faceva queste bambole molto particolari che sono state una fonte di ispirazione per un brano come \u201c<em>Doll is mine<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La foto di Mollino mi sembra che si adatti perfettamente allo spirito dell\u2019album, erotico e distante allo stesso tempo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Si, assolutamente.<\/p>\n<p><strong>Sempre a proposito di erotismo ho visto <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/videoclip\/blonde-redhead-dripping-elogio-del-culo-nel-video-erotico-di-eric-warheim.html\">il video \u201cnon ufficiale\u201d di Dripping<\/a> realizzato recentemente da Eric Warheim, vi \u00e8 piaciuto?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n(ride) Si! A me \u00e8 piaciuto.<\/p>\n<p><strong>\u2026.e che reazione avete avuto, \u00e8 stata una sorpresa oppure vi siete sentiti prima che Warheim lo realizzasse?<\/strong><\/p>\n<p>Ci siamo sentiti prima che lo realizzasse, ci ha mandato una mail con i disegni di Namio Harukawa dove si vedono queste donne che praticano facesitting su alcuni uomini. Ha cercato lui i finanziamenti, Youtube lo ha supportato a realizzare il tutto. \u00c8 un fan dei Blonde Redhead e quindi gli abbiamo dato massima libert\u00e0. Mi piacerebbe conoscerlo. Sono rimasto certamente molto sorpreso dal risultato, ma sono contento che sia successo perch\u00e9 \u00e8 una cosa non sarei mai riuscito a fare e non avrei mai voluto fare. A tutti i miei amici \u00e8 piaciuto molto e onestamente non abbiamo mai avuto una reazione di quel tipo per i nostri video.<\/p>\n<p><strong>Blonde Redhead, Dripping &#8211; il video (non) ufficiale diretto da Eric Warheim<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1q5LfmdpUQ4\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Progetti per il futuro. Dopo il tour di Misery cosa farete?<\/strong><\/p>\n<p>Il tour sar\u00e0 portato anche negli Stati Uniti tra settembre e ottobre, mentre ad agosto scriveremo sicuramente materiale nuovo. Kazu sta cercando di scrivere dei pezzi per un suo progetto. \u00c8 un periodo in cui vorremmo scrivere, ci sono tantissime cose che stanno succedendo. Ci sono gi\u00e0 due pezzi pronti uno dei quali \u00e8 gi\u00e0 ultimato e masterizzato, vediamo se riusciamo a farlo uscire per aver qualcosa di nuovo da fare ascoltare, speriamo di riuscire a fare un disco presto. Mi piacerebbe farlo in modo molto naturale, dove possiamo essere tranquilli in una casa con un ingegnere che ci aiuta e quindi sentirci molto liberi. Gran parte dei pezzi gi\u00e0 ci sono quindi credo che il tutto possa uscire in modo molto naturale. Il problema \u00e8 che quando cominciamo a lavorare, ci fissiamo su alcune cose e stiamo giorni e settimane a provare un\u2019idea. Non abbiamo veramente imparato come scrivere o come catturare alcune cose, metterle gi\u00f9 rendendole nostre subito inconsciamente. Mi piacerebbe fare qualcosa del genere, ma considerate le nostre personalit\u00e0 so gi\u00e0 che potremmo provare alcune cose per lungo tempo senza approdare ad un risultato.<\/p>\n<p><strong>\u2026come dire che per voi \u00e8 importante la prassi del provare rispetto alla scrittura in termini astratti&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>Si, esattamente.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 quindi un alto livello di improvvisazione nella vostra scrittura, da cui poi estrapolare la forma dei brani?<\/strong><\/p>\n<p>Non proprio. In genere sono io che vado da Kazu per provare alcune melodie. Quando Kazu comincia a suonare lo fa in modo molto inconscio facendo anche degli errori, e sono proprio quelli che spesso teniamo come parte costitutiva dei pezzi. Simone invece \u00e8 pi\u00f9 pratico, come un falegname incastra, costruisce. Spesso arriva qualcosa di nuovo proprio da alcuni errori come ti dicevo, per\u00f2 non ci mettiamo li a fare Jammin\u2019 per ore e ore, non siamo i tipi anche se forse sarebbe bello provarci, ma ci vorrebbe un po\u2019 di marijuana (ridiamo)<\/p>\n<p><strong>\u2026hai detto una cosa molto interessante. Quella che riguarda l\u2019ottimizzazione degli errori, ovvero estrarre dall\u2019errore un\u2019idea creativa che vi piace molto. Questo succede molto spesso?<\/strong><\/p>\n<p>Si accade spesso. Io adesso registro sul telefono, perch\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice, ma in ogni caso cominciamo subito a registrare, perch\u00e9 se Kazu comincia a cantare fa delle cose che magari non far\u00e0 mai pi\u00f9, ed \u00e8 la stessa cosa con me. Si prende la chitarra in mano, si inizia a suonare, si cerca di trovare quella nota giusta, nel frattempo si fanno altre cose molto naturali e di ricerca che diventano parte del pezzo. Da questo punto di vista sono molto contento quando facciamo degli errori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/blonderedheadofficial\/?fref=ts\"><strong>Blonde Redhead su Facebook<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Blonde Redhead tornano in Italia con un tour di sei date che porter\u00e0 sul palco uno dei loro album pi\u00f9 belli. Misery Is a Butterfly sar\u00e0 eseguito per la prima volta con un ensemble di archi da Firenze a Rimini. Abbiamo chiesto ad Amedeo Pace, chitarra e voce della band, di raccontarci il senso di questa scelta, tra rielaborazione del passato e uno sguardo sempre proiettato verso il futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,521],"tags":[],"class_list":["post-43627","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-interviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43627","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43627"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43627\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}