{"id":46816,"date":"2017-09-19T18:43:46","date_gmt":"2017-09-19T16:43:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=46816"},"modified":"2017-09-19T18:44:38","modified_gmt":"2017-09-19T16:44:38","slug":"sequoyah-tiger-cassius-e-i-videoclip-di-leila-gharib","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/sequoyah-tiger-cassius-e-i-videoclip-di-leila-gharib.html","title":{"rendered":"Sequoyah Tiger &#8211; Cassius e i videoclip di Leila Gharib"},"content":{"rendered":"<p>Dopo essersi dedicata alle suggestioni post rock con il progetto <strong>Bikini The Cat<\/strong>, &nbsp;la musicista e artista di origini iraniane e stanziata a Verona <strong>Leila Gharib<\/strong> fonda nel lontano 2008 un gruppo di performing arts insieme a&nbsp;<strong>Sonia Brunelli<\/strong>.&nbsp;<strong>Barokthegreat<\/strong> \u00e8 ancora attivo nel cercare l&#8217;intersezione tra gesto, coreografia e suono, attraverso alcune strategie della musica elettronica dove la ripetizione esprime estraneit\u00e0 e vicinanza, distacco e familiarit\u00e0.&nbsp;<strong>Sequoyah Tiger<\/strong> nasce da queste premesse e riconduce le qualit\u00e0 astratte del progetto condiviso con la Brunelli nella cornice della scrittura.<\/p>\n<p><strong>Sequoyah Tiger: Hey Paul Anka (2016: Dir, Leila Gharib)<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qxWmNYnmWnk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 quella sulla voce, sul tempo, sul ritmo, dimensioni che non possono tralasciare una riflessione sull&#8217;immagine, parte integrante del progetto. I videoclip di &nbsp;Sequoyah Tiger sono realizzati dalla stessa Gharib e percorrono un tracciato non dissimile a quello della mutazione vocale, per come influisce sulla forma canzone. L&#8217;immagine digitale \u00e8 qui presente come processo di assorbimento, &nbsp;nell&#8217;interdipendenza tra due medium, uno pi\u00f9 recente l&#8217;altro pi\u00f9 antico, per come viene descritta da&nbsp;David Bolter e Richard Grusin. Interferenze, elettrostatica, disturbi, estetica glitch passano attraverso la transcodifica successiva delle immagini. Gli artefatti introdotti dalle copie successive, da VHS a VHS, elaboravano nei video precedenti un&#8217;idea di entropia dell&#8217;immagine che nell&#8217;evidenziare la fantasmaticit\u00e0 e l&#8217;immaterialit\u00e0 tipica del digitale, in realt\u00e0 si comprometteva con la prassi manuale della duplicazione, creando un mondo di mezzo tra la reverie di un modo di vedere imprigionato nella memoria di un formato dismesso dalle regole di mercato e le nuove possibilit\u00e0 di codifica di quel linguaggio (non solo tecnico) offerte dai mezzi digitali.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sequoyah Tiger: Five Chants (2016 &#8211; Dir: Leila Gharib)<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bzPnE7Sp3lk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il primo estratto dall&#8217;album d&#8217;esordio intitolato&nbsp;<strong>Parabolabandit,&nbsp;<\/strong>previsto per il prossimo 27 ottobre sulla storica <strong>Morr Music<\/strong>&nbsp;e distribuito in Italia da <strong>Promorama<\/strong>, si intitola &#8220;<strong>Cassius<\/strong>&#8221; e conferma quanto nelle manipolazioni della Gharib sia ancora importante la conservazione di una qualit\u00e0 aptica.&nbsp;<\/p>\n<p>La &#8220;generation loss&#8221; analogica viene riprodotta su tessuto, per far entrare in campo la luminanza come grandezza fotometrica, nell&#8217;atto performativo pi\u00f9 spettrale possibile, quello della proiezione. Allo stesso tempo, il tessuto \u00e8 per la Gharib materia e materiale che si tocca, capace di dare una direzione vitale al movimento, &nbsp;tanto da mettersi in scena come reporter, ulteriore dimensione narrativa dello spazio occupato dal songwriting.<\/p>\n<p><strong>Sequoyah Tiger: Cassius (2017 &#8211; Dir: Leila Gharib)<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IQFI9pwzOWw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sequoyah Tiger, il progetto di Leila Gharib e i video che lo veicolano<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[515,36,533,523],"tags":[],"class_list":["post-46816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ienews","category-news","category-topnews","category-videoclip"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46816"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46816\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}