{"id":52365,"date":"2020-05-22T15:32:22","date_gmt":"2020-05-22T13:32:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=52365"},"modified":"2021-03-16T15:44:23","modified_gmt":"2021-03-16T13:44:23","slug":"brian-eno-thursday-afternoon-vhs-il-video-verticale-prima-delle-stories","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/ienews\/brian-eno-thursday-afternoon-vhs-il-video-verticale-prima-delle-stories.html","title":{"rendered":"Brian Eno &#8211; Thursday Afternoon &#8211; VHS: Il video verticale prima delle stories"},"content":{"rendered":"<p>Genera emozione, nel senso di movimento, riesumare la VHS di &#8220;<strong>Thursday Afternoon<\/strong>&#8220;. La versione video pubblicata per la prima volta nel 1987 dalla <strong>Opal<\/strong> per le musiche di <strong>Brian Eno<\/strong> e <strong>Daniel Lanois<\/strong>, era un &#8220;<strong>vertical video format<\/strong>&#8220;, prima ancora che diventasse formato diffuso e familiare attraverso le &#8220;stories&#8221; adattate per gli smartphone.<br \/>\nOccorreva, come da istruzioni preposte nell&#8217;artwork interno della videocassetta, rovesciare il proprio televisore a tubo catodico in posizione verticale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52366\" aria-describedby=\"caption-attachment-52366\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a  href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/93832700_2978735745503427_6583576413931044864_o.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-52366\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/93832700_2978735745503427_6583576413931044864_o.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"960\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-52366\" class=\"wp-caption-text\">Thursday Afternoon, VHS (Opal 1987) &#8211; Collezione privata, Michele Faggi<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;edizione DVD ristampata in anni pi\u00f9 recenti \u00e8 ormai fuori catalogo, ad eccezione di alcune copie usate, reperibili a peso d&#8217;oro. Conteneva sia la versione &#8220;Vertical&#8221; che quella &#8220;Landscape&#8221; rieditata per la fruizione comune.<\/p>\n<p>&#8220;Thursday Afternoon&#8221; era costituito da sette video ritratti di <strong>Christine Alicino<\/strong> filmati da Eno stesso a San Francisco nell&#8217;aprile del 1984 e montati qualche mese dopo a Tokyo con il supporto della Sony. La serie faceva parte delle videopitture che Eno realizz\u00f2 nei primi anni ottanta, insieme a <em>Mistaken Memories of Mediaeval Manhattan<\/em>, dove la skyline newyorchese veniva colta in quell&#8217;apparenza immobile della nebbia che traduceva perfettamente in termini visivi le impercettibili stratificazioni della controparte musicale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 impressionista e vicina alla mutazione del sentimento nello sguardo, la sequenza di ritratti dedicati all&#8217;amica Christine, dove l&#8217;anatomia e la relazione con il corpo viene osservata attraverso un acquario di pixel.&nbsp; Atto della percezione che supera la percezione stessa, qui la realt\u00e0 fisica viene sperimentata a partire dalla privazione di qualsiasi elemento identitario, per favorire il riflesso o la meditazione sul riflesso, come momento totalmente privo della dinamica dell&#8217;evento. Chi guarda \u00e8 chiamato ad un coinvolgimento totale nell&#8217;atto della lettura, aperta a qualsiasi possibilit\u00e0 e indeterminazione.<\/p>\n<p>Ecco che il corpus ambient di Eno anela verso quello pi\u00f9 limitato, ma dalle infinite possibilit\u00e0, del visivo.&nbsp; L&#8217;azione che \u00e8 richiesta al fruitore, nello spazio casalingo del consumo, \u00e8 quella di prendere la scatola mediatica passiva e rovesciarla su un fianco. Se <em>Mistaken&#8230;<\/em> era gi\u00e0 verticale, ma nella dimensione allestita dell&#8217;evento prima ancora della distribuzione in VHS, in questo caso Eno entra con la sua ritrattistica &#8220;intima&#8221; nelle case degli spettatori, nel consumo quotidiano di videoclip, per guastare la relazione passiva con l&#8217;elettrodomestico e l&#8217;immagine, introducendo una staticit\u00e0 di tipo diverso, pi\u00f9 vicina alla meditazione.<\/p>\n<p>In questa ricercata staticit\u00e0 dell&#8217;immagine \u00e8 lo sguardo e il gesto di chi guarda a muoversi. Dalla <em>handheld<\/em> camera di <em>Mistaken&#8230;<\/em> passa quindi ad una definizione pi\u00f9 specifica di videopittura, grazie agli interventi della Sony in fase di post-produzione, con cui Eno trasforma i movimenti quotidiani della modella in uno sconfinamento dei valori di crominanza\/luminanza, saturati o sottocampionati per un formato che comunque non era nato certo per esaltare definizione e chiarezza.<\/p>\n<p>La distorsione colorimetrica che crea essa stesso movimento oltre i contorni della figura ritratta, viene da una parte volontariamente forzata per creare alcuni valori dinamici grazie al contributo dell&#8217;elettronica. Ci\u00f2 su cui mi sembra non si sia riflettuto, al di l\u00e0 dell&#8217;upgrade pubblicato successivamente, scomparso e trapelato illegalmente in rete, \u00e8 il vitale deperimento dei supporti originali e originari.<\/p>\n<p>Oltre le necessit\u00e0 e la contingenza del mercato home video nei primi anni ottanta,&nbsp; con i suoi standard in via di definizione, si espande questa idea di un&#8217;immagine ipnotica, ma sottoposta a continue mutazioni, dove la relazione tra corpo, immagine e colore \u00e8 destinata a sfaldarsi ulteriormente. Vista oggi, quella VHS, con gli artefatti, i principi di smagnetizzazione e l&#8217;incertezza dei dispositivi di riproduzione sopravvissuti, \u00e8 un viaggio visivo ancora inedito e senza fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Thursday Afternoon, uno dei video verticali di Brian Eno, pubblicato originariamente in VHS dalla Opal nel 1987. Ne parliamo nel nostro approfondimento, recuperandone la visione. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[515,865],"tags":[],"class_list":["post-52365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ienews","category-storie-e-teorie-del-videoclip"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}