{"id":54601,"date":"2021-10-16T15:49:48","date_gmt":"2021-10-16T13:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=54601"},"modified":"2021-10-16T15:58:24","modified_gmt":"2021-10-16T13:58:24","slug":"our-vision-touched-the-sky-fenomenologia-dei-joy-division-a-cua-di-alfonso-amendola-e-linda-barone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/our-vision-touched-the-sky-fenomenologia-dei-joy-division-a-cua-di-alfonso-amendola-e-linda-barone.html","title":{"rendered":"Our Vision Touched the Sky &#8211; Fenomenologia dei Joy Division &#8211; a cura di Alfonso Amendola e Linda Barone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 il primo n\u00e9 sar\u00e0 l&#8217;ultimo, ma il lavoro connettivo di <strong>Alfonso Amendola<\/strong>, professore di sociologia dei processi culturali all&#8217;Universit\u00e0 di Salerno e di <strong>Linda Barone<\/strong>, professoressa di linguistica inglese e traduzione presso lo stesso ateneo, \u00e8 assolutamente unico nel contesto scientifico italiano. Parte della collana di Scienze di media e Sociologia della cultura, chiamata &#8220;<strong>La sensibilit\u00e0 Vitale<\/strong>&#8221; e diretta dallo stesso Amendola, &#8220;<strong>Our Vision Touched the sky<\/strong>&#8221; attraversa l&#8217;opera dei <strong><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/category\/special-rec\/joy-division\">Joy Division<\/a><\/strong> con un procedimento interdisciplinare, affrontato mediante una pluralit\u00e0 di prospettive filosofiche, fortunatamente non sempre conciliabili tra di loro e per questo motivo, segno vivo della ricchezza segnica, storica e sociale di quel brodo di coltura in cui sono fermentati i germi del post-punk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diviso in quattro sezioni, rispettivamente indicate dai contenitori: <strong>Radici<\/strong>, <strong>Immaginari<\/strong>, <strong>Pensiero<\/strong> e <strong>Cartografie in Divenire<\/strong>, il volume \u00e8 costituito da quasi trecento pagine divise tra pi\u00f9 di venti mini saggi che analizzano il ruolo dei <strong>Joy Division<\/strong> e la figura di <strong>Ian Curtis<\/strong> secondo coordinate legate alla ricerca sociologica, agli elementi grafici e simbolici generati dal loro immaginario, ad altre iconizzazioni simboliche, fino alla titolarit\u00e0 del nome di una band e a tutto quello che \u00e8 connesso alle tutele come marchio di impresa, nel percorso che dai Joy Division procede verso l&#8217;avventura dei <strong><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/new-order-al-lucca-summer-festival-2019-per-tutti-gli-amici-che-non-ci-sono-piu-la-recensione.html\">New Order<\/a><\/strong>, per come viene analizzato nel bel saggio di <strong>Giada Iovane<\/strong> e <strong>Giovanni Maria Riccio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro, una psicogeografia possibile, dove si cerca di costruire un ponte tra passato e futuro, nel continuo rimando tra interno ed esterno, citt\u00e0, suono, parola, segno e identit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso il lavoro dello stesso Amendola in &#8220;<em>Metropoli e spazio periferico nell&#8217;underground post punk inglese<\/em>&#8221; dialoga a distanza con quelli di <strong>Emiliano Ilardi<\/strong> e <strong>Caterina Tomeo<\/strong>, impegnati a tratteggiare i confini della rave era tra suoni e spazi derealizzati, rispettivamente in &#8220;<em>Dalla Factory records ai rave nelle factories<\/em>&#8221; e &#8220;T<em>ra il sound dei Joy Division e la Rave-Era<\/em>&#8220;, mentre la relazione tra media ed estetica plasma un immaginario che esce dal periodo di riferimento, grazie a successive rimediazioni di istanze subculturali capaci di oltrepassare confini geografici e temporali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, tutto il volume curato da Amendola e Barone, nell&#8217;intenzione mai celata di una progettualit\u00e0 magmatica e corale, cerca di mettere a fuoco una storia mai scritta del post-punk, come serbatoio ancora inesaurito di creativit\u00e0, a partire dalla sua genesi storica, per superarla lateralmente e leggerne segni e cicatrici ancora vive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I segni dicevamo, sono allora molteplici, e tra gli esempi pi\u00f9 riusciti di questa gemmazione, il bel saggio di <strong>Linda Barone<\/strong> spicca per qualit\u00e0 analitica e capacit\u00e0 combinatorie: &#8220;<em>Directionless so plain to see. (Di)Versioni stilistiche, letterarie traduttive<\/em>&#8221; non \u00e8 solo uno viaggio attraverso il mestiere di traduttore, come continuo (s)radicamento, ma un insieme di comparazioni tra poesia, letteratura e analisi testuale che si muove in forma oscillatoria a partire dai testi di Curtis. Si tratta di un movimento centripeto e centrifugo, un assorbimento rintracciabile nella prassi dello stesso Curtis, ma anche nella rilettura a posteriori delle sue liriche, come sentimento che ispira, genera, crea nuove forme. Dai testi posseduti e amati da Curtis (Ballard, Burroughs, Poe, Lovecraft, Kafka&#8230;) alla connessione con la poesia di T.S. Eliot, dove la Barone sistematizza in modo puntuale e preciso una suggestione che, a dire il vero, era gi\u00e0 era stata sollecitata da altre intuizioni combinatorie collocate al di fuori del recinto accademico, come per esempio il poco noto mashup tra <em>The Wasteland<\/em> e <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/control-di-anton-corbijn-recensione.html\">Control<\/a> di <strong>Anton Corbijn<\/strong> (n.d.a. piccolo saggio visuale <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Dge9OZxexio\">in rete<\/a>, per gli &#8220;ossessionati&#8221; come noi, sin dal 2009). La narrativa di Nicholas Royle, Jessie Greengrass, David Gaffney occupa la terza parte del saggio, alla ricerca di una disseminazione verso l&#8217;esterno dei testi di Curtis, mentre  la sezione conclusiva \u00e8 un&#8217;interessante analisi di alcune parole grammaticali ricorrenti, utilizzate per proporre una dimensione interpretativa differente da quelle pi\u00f9 battute. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandro Gnocchi<\/strong>, con identica passione, elabora un possibile percorso Burroughsiano e Ballardiano nei testi di Curtis in &#8220;<em>Interzona<\/em>&#8220;, evidenziando i rimandi pi\u00f9 o meno evidenti e la mutazione che subiscono nell&#8217;elaborazione poetica fatta da Curtis. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Introduce <strong>Roberta Paltrinieri<\/strong>, tre pagine densissime dove la responsabile scientifica del DAMSlab dell&#8217;universit\u00e0 degli studi di Bologna, recupera il Tondelli di <em>Un Week end postmoderno<\/em>, per definire il post-punk come forma culturale e chiave interpretativa di fenomenologie esterne ed interiori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel bel mezzo di un crepuscolo farmacologico dove il dolore ha irrimediabilmente perso tutta la stratificazione simbolica, questa fenomenologia dei Joy Division, con tutte le contraddizioni interne del caso, \u00e8 una lettura utile per ridefinire i confini identitari di una comunit\u00e0 senza limiti visibili, che ancora brucia sotto la cenere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.rogasedizioni.net\/product-page\/our-vision-touched-the-sky-fenomenologia-dei-joy-division\">Our Vision touched the sky &#8211; Fenomenologia dei Joy Division sul sito di Rogas Edizioni<\/a><\/p>\n\n\n<style>.kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-content-wrap > .wp-block-kadence-tab{border-top-width:3px;border-right-width:0px;border-bottom-width:0px;border-left-width:0px;border-color:#0a6689;border-top-left-radius:0px;border-top-right-radius:0px;border-bottom-right-radius:0px;border-bottom-left-radius:0px;padding-top:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-right:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-bottom:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-left:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);background:#ffffff;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-title-list li{margin-top:0px;margin-right:8px;margin-bottom:0px;margin-left:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-title-list li:last-child{margin-right:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-title-list li .kt-tab-title, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title{line-height:1.4em;font-weight:regular;font-style:normal;border-top-width:0px;border-right-width:0px;border-bottom-width:0px;border-left-width:0px;border-top-left-radius:4px;border-top-right-radius:4px;border-bottom-right-radius:0px;border-bottom-left-radius:0px;padding-top:8px;padding-right:20px;padding-bottom:8px;padding-left:20px;border-color:#eeeeee;color:#222222;background:#eeeeee;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title{margin-top:0px;margin-right:8px;margin-bottom:0px;margin-left:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-title-list li .kt-tab-title:hover, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title:hover{border-color:#eeeeee;color:#222222;background:#e2e2e2;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-title-list li.kt-tab-title-active .kt-tab-title, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id_361de7-78 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title.kt-tab-title-active .kt-tab-title{border-color:#eeeeee;color:#ffffff;background:#0a6689;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-tabs alignnone\"><div class=\"kt-tabs-wrap kt-tabs-id_361de7-78 kt-tabs-has-3-tabs kt-active-tab-1 kt-tabs-layout-tabs kt-tabs-tablet-layout-inherit kt-tabs-mobile-layout-inherit kt-tab-alignment-left \" style=\"max-width:none\"><ul class=\"kt-tabs-title-list\"><li id=\"tab-ourvisiontouchedthesky\" class=\"kt-title-item kt-title-item-1 kt-tabs-svg-show-always kt-tabs-icon-side-right kt-tab-title-active\"><a href=\"#tab-ourvisiontouchedthesky\" data-tab=\"1\" class=\"kt-tab-title kt-tab-title-1 \"><span class=\"kt-title-text\">Our Vision touched the sky <\/span><\/a><\/li><li id=\"tab-copertina\" class=\"kt-title-item kt-title-item-2 kt-tabs-svg-show-always kt-tabs-icon-side-right kt-tab-title-inactive\"><a href=\"#tab-copertina\" data-tab=\"2\" class=\"kt-tab-title kt-tab-title-2 \"><span class=\"kt-title-text\">Copertina<\/span><\/a><\/li><li id=\"tab-profilideicuratori\" class=\"kt-title-item kt-title-item-3 kt-tabs-svg-show-always kt-tabs-icon-side-right kt-tab-title-inactive\"><a href=\"#tab-profilideicuratori\" data-tab=\"3\" class=\"kt-tab-title kt-tab-title-3 \"><span class=\"kt-title-text\">Profili dei curatori<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"kt-tabs-content-wrap\">\n<div class=\"wp-block-kadence-tab kt-tab-inner-content kt-inner-tab-1 kt-inner-tab_c8c038-66\"><div class=\"kt-tab-inner-content-inner\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Our Vision touched the sky &#8211; Fenomenologia dei Joy Division<\/strong> &#8211; A cura di Alfonso Amendola e Linda Barone<br><strong>Prefazione<\/strong>: Roberta Paltrinieri<br><strong>Contributi<\/strong>: Alfonso Amendola, Novella Troianiello, Daniele De Luca, Eugenio Capozzi, Donato Guarino, Alfredo De Sia, Manolo Farci, Paolo Bertetti e Domenico Morreale, Jennifer Malvezzi, Andrea Rabbito, Fabio La Rocca, Alessandro Gnocchi, Vincenzo Romania, Linda Barone, Massimo Villani, Giuseppe Allegri, Fortunato M. Cacciatore, Francesca Ferrara, Caterina Tomeo, Emiliano Ilardi, Raffaele Federici, Giada Iovane, Giovanni Maria Riccio, Michele Grillo. <br><strong>Editore<\/strong>: Rogas Edizioni<br><strong>Pagine<\/strong>: 295<br><strong>Prima Edizione<\/strong>: Marzo 2021<br><strong>ISBN<\/strong>: 9788899700843<br><strong>Prezzo<\/strong>: 19,70<br><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-kadence-tab kt-tab-inner-content kt-inner-tab-2 kt-inner-tab_21b9c0-b1\"><div class=\"kt-tab-inner-content-inner\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/our-vision-721x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54616\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-kadence-tab kt-tab-inner-content kt-inner-tab-3 kt-inner-tab_76c045-e1\"><div class=\"kt-tab-inner-content-inner\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alfonso Amendola<\/strong> \u00e8 professore di Sociologia dei processi culturali presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno. Si occupa di sociologia delle arti, dello spettacolo e della letteratura con particolari attenzioni verso le culture d\u2019avanguardia, i consumi di massa, le innovazioni digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Linda Barone<\/strong> \u00e8 professoressa di Linguistica inglese e Traduzione presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno. Si occupa di linguistica testuale, multimodalit\u00e0, didattica della lingua inglese, traduzione letteraria e traduzione audiovisiva.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel bel mezzo di un crepuscolo farmacologico dove il dolore ha irrimediabilmente perso tutta la stratificazione simbolica, questa fenomenologia dei Joy Division, con tutte le contraddizioni interne del caso, \u00e8 una lettura corale e utile per ridefinire i confini identitari di una comunit\u00e0 senza limiti visibili, che ancora brucia sotto la cenere. Sul volume edito da Rogas Edizioni e curato da Alfonso Amendola e Linda Barone. La recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,15,30],"tags":[2569,1451],"class_list":["post-54601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-letture","category-libri","tag-joy-division","tag-new-order"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54601\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}