{"id":57747,"date":"2023-07-27T17:53:40","date_gmt":"2023-07-27T15:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=57747"},"modified":"2024-10-23T17:24:59","modified_gmt":"2024-10-23T15:24:59","slug":"sinead-oconnor-linvettiva-o-la-preghiera-la-versione-zen-di-all-apologies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/sinead-oconnor-linvettiva-o-la-preghiera-la-versione-zen-di-all-apologies.html","title":{"rendered":"Sin\u00e9ad O\u2019Connor, l&#8217;invettiva o la preghiera? La versione Zen di All Apologies\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i necrologi triturati nello spazio ubiquo dei social dopo la notizia della morte di <strong>Sin\u00e9ad O\u2019Connor<\/strong>, ci ha colpito quello scritto da <strong>Beth Orton<\/strong>. Al centro il martirologio anche mediatico che l&#8217;artista irlandese ha subito in tutti questi anni, fino a minarne la salute. &#8220;<em>Era un&#8217;artista nella forma pi\u00f9 alta e pi\u00f9 retta<\/em> &#8211; scrive Beth &#8211; <em>Non c&#8217;\u00e8 una classifica per orientarsi tra le canzoni che vengono dall&#8217;anima. L&#8217;innesto pi\u00f9 difficile non \u00e8 imparare i versi, ma viverli. Sinead O&#8217;Connor era una veggente ed era sottilissima, trasparente, avrebbe dovuto essere trattata con il massimo dell&#8217;amore, della cura e del rispetto<\/em>.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In calce un frase che Sin\u00e9ad aveva riportato appena un anno fa, nell&#8217;area commenti del suo profilo mantenuto sul New York Times:<strong> &#8220;Essere ben adattati ad una societ\u00e0 profondamente malata non \u00e8 misura di una buona salute<\/strong>&#8220;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frase in realt\u00e0 non \u00e8 sua, ma uno degli aforismi pi\u00f9 noti di <strong>Jiddu Krishnamurti<\/strong> la cui espressione \u00e8 parte di una riflessione pi\u00f9 ampia, contenuta nel terzo volume dei <strong>Commentari Sulla Vita<\/strong>. Quel potenziale estratto \u00e8 stato rimodellato, trascritto e trasferito da numerosi artisti e pensatori attraverso altrettante appropriazioni. Se quindi l&#8217;attribuzione ha una provenienza difficile da stabilire, soprattutto da quando la citazione \u00e8 diventata un vero e proprio meme, il pensiero del mistico apolide \u00e8 riconoscibile nella descrizione di un rapporto mai riconciliato tra societ\u00e0 e individuo, laddove la linea tra integrazione e follia mostra confini incerti e il disadattamento \u00e8 uno stato della coscienza codificato dalla prospettiva di una societ\u00e0 corrotta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattersi di Sin\u00e9ad nell&#8217;arena giustizialista dei media, l&#8217;ha immolata nel perimetro definito dall&#8217;invettiva. Gesti che hanno disegnato un rituale quasi apotropaico, scagliato contro la societ\u00e0 dello spettacolo, del tutto eccedenti rispetto alla quadratura catodica e rilanciati con vita propria nella successiva frammentazione digitale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;invettiva \u00e8 un&#8217;espressione oratoria connaturata alla rabbia che non \u00e8 raro trovare nelle liriche della sua discografia, attraverso fulminanti trasfigurazioni poetiche. Questa crea una dialettica anti apologetica che reagisce in modo attivo rispetto alle ipostasi che le sono state affibbiate e che includono numerose gradazioni dell&#8217;essere, dal terrorismo alla santit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove sia Sin\u00e9ad, tra Marie Bernadette e Shuhada&#8217; Davitt, \u00e8 possibile scoprirlo solo su una parallasse, dove il corpo e il gesto sollecitano associazioni, anche iconologiche, ficcanti quanto arbitrarie e probabilmente generate dalle nostre personali ossessioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;interno di <strong>Universal Mother<\/strong>, il quarto album della musicista irlandese uscito nel 1994, emerge una versione di <strong>All Apologies<\/strong> dei <strong>Nirvana<\/strong>, pubblicata alcuni mesi dopo la morte di <strong>Kurt Cobain<\/strong>. Un&#8217;operazione che avrebbe potuto essere stridente e controversa, ma che al contrario rivela le capacit\u00e0 di riscrittura di O&#8217;Connor, nel produrre senso attraverso la modulazione vocale. <br>Scarnificando il significato letterale delle liriche con l&#8217;incedere di una nenia infantile, la sua versione del brano di Cobain spazza via anche tutta la porno-letteratura critica esercitata dal tavolo autoptico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco importa che la nuda lettera sembri adattarsi alle biografie di Kurt e Sin\u00e9ad, pi\u00f9 interessante che all&#8217;interno di un disco lacerante che si allontana dalla traccia matrilineare pi\u00f9 intima per costruirne un&#8217;altra possibile in comunione con il mondo, la prassi ciclica del perdono si liberi in un colpo solo dell&#8217;invettiva come arma di difesa e della preghiera come strumento di sottomissione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel videoclip del brano tutto parte e finisce nell&#8217;occhio di un bimbo; un dialogo con la parte irriducibile di Cobain certamente, ma anche un&#8217;oscillazione di genere che a un certo punto dissolve i contorni dell&#8217;immagine nella sfocatura da cui emergono i colori, le forme e le necessit\u00e0 dell&#8217;Io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>All in all is all we are<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sinead O&#039;Connor - All Apologies (Official Music Video)\" width=\"696\" height=\"522\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SEVu1tcUGnc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove sia Sin\u00e9ad, tra Marie Bernadette e Shuhada&#8217; Davitt, \u00e8 possibile scoprirlo solo su una parallasse, quando il corpo e il gesto sollecitano associazioni, anche iconologiche, ficcanti quanto arbitrarie e probabilmente generate dalle nostre personali ossessioni. In queste ore l&#8217;abbiamo trovata nella dissolvenza di luci e colori, in un vecchio video del 1994: All Apologies.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[510,865,523],"tags":[],"class_list":["post-57747","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-coverstory","category-storie-e-teorie-del-videoclip","category-videoclip"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57747"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57747\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}