{"id":60221,"date":"2026-03-13T22:21:34","date_gmt":"2026-03-13T20:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=60221"},"modified":"2026-03-13T22:21:37","modified_gmt":"2026-03-13T20:21:37","slug":"la-prima-estate-2026-nuovi-nomi-nel-cartellone-hives-libertines-wolf-alice-e-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/eventi\/la-prima-estate-2026-nuovi-nomi-nel-cartellone-hives-libertines-wolf-alice-e-gli-altri.html","title":{"rendered":"La Prima Estate 2026, nuovi nomi nel cartellone: Hives, Libertines, Wolf Alice e gli altri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019annuncio dei primi headliner, Nick Cave &amp; The Bad Seeds, Gorillaz, Twenty One Pilots e Jack White, la quinta edizione de <strong>La Prima Estate<\/strong>, in programma al <strong>Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore tra il 19 e il 28 giugno<\/strong>, continua a definire il proprio disegno con una serie di aggiunte che completano il profilo delle singole giornate. Il festival versiliese conferma cos\u00ec la sua vocazione per l&#8217;accostamento di grandi nomi consolidati con progetti pi\u00f9 recenti o laterali, spesso scelti per la loro efficacia live.<br>La serata inaugurale del 19 giugno, costruita attorno al ritorno italiano di Jack White, si arricchisce con due proposte molto diverse tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli Hives <\/strong>arrivano nel pieno di una nuova fase discografica inaugurata nel 2025 con <strong>The Hives Forever Forever The Hives<\/strong>, album prodotto con il contributo di Mike D dei Beastie Boys e Josh Homme dei Queens of the Stone Age. Negli ultimi tour europei la band svedese ha ribadito una formula che continua a funzionare quasi militarmente, tra garage rock serrato, ritmo chirurgico e il carisma iperbolico di Howlin\u2019 Pelle Almqvist, uno dei frontman pi\u00f9 teatrali della scena rock contemporanea. <br>Le recensioni britanniche e tedesche degli ultimi concerti parlano di show costruiti come una macchina perfetta, con riff taglienti e una presenza scenica di alto livello performativo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto pi\u00f9 recente il progetto <strong>Sunday (1994)<\/strong>, trio indie-pop nato tra Los Angeles e Londra che negli ultimi due anni ha catalizzato attenzione con una serie di singoli poi confluiti nell\u2019album d\u2019esordio pubblicato nel 2024. Il loro sound mescola dream pop e atmosfere sonore ancorate radicalmente all&#8217;estetica degli anni novanta, con una scrittura volutamente minimale, dominata dalla voce eterea di Paige Turner. I primi live report nordamericani raccontano per\u00f2 una dimensione dal vivo pi\u00f9 corposa rispetto alle registrazioni in studio, con la presenza pi\u00f9 tangibile delle chitarre, dinamiche pi\u00f9 evidenti e una tensione emotiva che li rende meno evanescenti di quanto potrebbe suggerire la superficie dei brani. In apertura di serata potranno probabilmente offrire un contrappunto atmosferico al dinamismo delle band che li seguono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giornata del 21 giugno guarda apertamente alla tradizione britannica degli ultimi trent\u2019anni, riunendo artisti che hanno attraversato fasi molto diverse della scena indie e alternative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Richard Ashcroft<\/strong>, storico leader dei Verve, arriva dopo un periodo di rinnovata visibilit\u00e0 internazionale culminato con grandi show nel Regno Unito e con il recente singolo <strong><em>Lover<\/em><\/strong>. Le recensioni dei concerti del 2024 e 2025 descrivono set costruiti con grande sicurezza, dove la componente ascensionale del suo repertorio viene amplificata da una band solida e da arrangiamenti che trasformano i brani in lunghi momenti di intensit\u00e0 collettiva. Dal vivo Ashcroft continua a muoversi tra introspezione e grandiosit\u00e0, alternando quindi classici come <em>Bitter Sweet Symphony<\/em> o <em>The Drugs Don\u2019t Work<\/em>, che alla fine dei conti restano il centro emotivo dei concerti. I brani pi\u00f9 recenti vengono spesso integrati con naturalezza in scalette che funzionano come una sorta di narrazione retrospettiva della sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>Libertines<\/strong>, tornati stabilmente in attivit\u00e0 negli ultimi anni, rappresentano invece un altro tipo di eredit\u00e0 britannica. Dopo <em>All Quiet on the Eastern Esplanade<\/em> (2024), album realizzato a quasi dieci anni di distanza dal precedente <em>Anthems for Doomed Youth<\/em>, la band ha intrapreso una serie di tour molto seguiti nel Regno Unito, dove Pete Doherty e Carl Bar\u00e2t hanno mostrato una chimica meno autodistruttiva ma ancora carica di grande tensione. Le recensioni dei concerti pi\u00f9 recenti sottolineano come il gruppo sia riuscito a conservare la propria energia caotica senza trasformarla in una parodia nostalgica. Le vecchie canzoni mantengono un carattere febbrile, mentre il nuovo materiale dimostra una scrittura pi\u00f9 riflessiva. Il loro live resta imprevedibile e di forte caratura emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 pop e accessibili i <strong>Wombats<\/strong>, trio di Liverpool che nel 2025 ha pubblicato il loro ottavo album <em>Oh! The Ocean<\/em>, accolto positivamente dalla stampa britannica. Nei concerti recenti la band ha dimostrato di saper gestire spazi sempre pi\u00f9 ampi senza perdere la propria dimensione indie-rock che ha caratterizzato i loro vent&#8217;anni di carriera. Incisi basati sull&#8217;immediatezza, ritmica serratissima e un set costruito ad arte per mantenere alta l\u2019energia della platea e puntare sostanzialmente sull&#8217;impatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudono la giornata i <strong>Ramona Flowers<\/strong>, progetto di Bristol che negli ultimi anni ha sviluppato un ibrido tra indie elettronico, synth-pop e funk rivisitato. L\u2019album <em>Made By Humans<\/em> e i singoli pubblicati nel 2025 hanno consolidato una formula elegante e ballabile. Tra groove sintetici e un&#8217;alta riconoscibilit\u00e0 melodica, il loro live rappresenta la componente pi\u00f9 marcatamente pop dell&#8217;intera giornata. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla giornata del 26 giugno gi\u00e0 guidata da Nick Cave &amp; The Bad Seeds, affiancati da Sleaford Mods ed Emiliana Torrini, si aggiunge il giovane cantautore irlandese <strong>Dove Ellis<\/strong>, nome d\u2019arte di Thomas O\u2019Donoghue. Il suo debutto <em>Blizzard<\/em>, uscito alla fine del 2025, \u00e8 stato accolto molto bene dalla critica anglofona, che ne ha sottolineato la scrittura obliqua, la vocalit\u00e0 intensa e una forma di chamber-pop venato di folk e inquietudine post-punk, sulla linea forse pi\u00f9 vocale che compositiva di Thom Yorke.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi report dal vivo insistono proprio su questo scarto tra delicatezza apparente e tenuta reale del palco e O\u2019Donoghue viene descritto come un interprete gi\u00e0 capace di reggere la concentrazione della sala, con concerti costruiti pi\u00f9 sulla sospensione che sull\u2019impatto, ma senza perdere intensit\u00e0. In una serata come quella del 26 giugno, dominata da figure molto riconoscibili e da una forte escursione espressiva, la sua presenza pu\u00f2 funzionare come apertura raccolta e laterale verso territori pi\u00f9 meditativi e di ricerca. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 27 giugno ruota attorno all&#8217;attesissimo ritorno dei Gorillaz, ma le aggiunte completano la giornata con tre progetti molto diversi tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>Wolf Alice<\/strong> arrivano con il loro quarto album The Clearing (2025), prodotto da Greg Kurstin. La band londinese ha progressivamente ampliato il proprio linguaggio, passando dal grunge-pop degli esordi a una scrittura pi\u00f9 ampia e melodica. Nei live recenti la cantante Ellie Rowsell \u00e8 emersa come figura centrale, capace di alternare fragilit\u00e0 e potenza vocale. Le recensioni dei concerti britannici descrivono show intensi e dinamici, dove il nuovo materiale convive con i brani pi\u00f9 noti senza creare fratture. In un festival come La Prima Estate potrebbero rappresentare il set pi\u00f9 energico della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto diverso il caso dei <strong>Nation of Language<\/strong>, trio newyorkese che ha costruito negli ultimi anni una reputazione internazionale con un synth-pop sofisticato e ancorato ad alcune suggestioni del passato. Dopo il passaggio da PIAS a Sub Pop con l&#8217;album Dance <em>Called Memory<\/em> (2025), la band ha portato in tour uno spettacolo essenziale e concentrato sulla dimensione emotiva delle canzoni. Le recensioni dei concerti nordamericani parlano di live dove la componente elettronica \u00e8 sospesa tra l&#8217;evocazione delle suggestioni post-punk in una dimensione pi\u00f9 cinematica, meditativa e crepuscolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiude la giornata <strong>Don West<\/strong>, cantante australiano che negli ultimi due anni ha attirato attenzione con un soul contemporaneo ispirato alla tradizione Motown e Stax. Il debutto <em>Give Me All Your Love<\/em> ha messo in luce una voce potente e un approccio fortemente legato alla dimensione live. I concerti recenti mostrano un performer carismatico, capace di sostenere set dinamici con una band orientata al groove. La sua presenza introduce nel cartellone una componente soul e rhythm &amp; blues che dialoga bene con l\u2019eclettismo dei Gorillaz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[<em>Foto dell&#8217;articolo fornite e concesse da ufficio stampa D&#8217;Alessandro &amp; Galli &#8211; Maddalena Rocchi<\/em>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti i nomi aggiuntivi delle tre serate de La Prima Estate, il festival versiliese in programma dal 19 al 28 giugno, che conferma la vocazione per la fusione tra progetti consolidati nell&#8217;immaginario alternative e nuove proposte<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":60788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[520,49],"tags":[],"class_list":["post-60221","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-eventi","category-festival"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60221"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60221\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}