{"id":6485,"date":"2010-02-04T03:53:23","date_gmt":"2010-02-04T01:53:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/?p=6485"},"modified":"2010-02-04T03:53:23","modified_gmt":"2010-02-04T01:53:23","slug":"il-fuoco-jukka-reverberi-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/news\/il-fuoco-jukka-reverberi-lintervista.html","title":{"rendered":"il Fuoco: Jukka Reverberi, l&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>[ Foto di Francesca Pontiggia: <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/fraponts\/\">portfolio<\/a><\/strong><\/em> ]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6132 alignleft\" title=\"il-fuoco\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/il-fuoco.jpg\" alt=\"il-fuoco\" width=\"451\" height=\"395\" \/>I Giardini di Mir\u00f2 sono ormai una delle realt\u00e0 pi\u00f9 consolidate e creative della scena indipendente italiana; a distanza di quasi due anni dall\u2019ultimo lavoro, arriva la loro nuova sfida la sonorizzazione de \u201cIl Fuoco\u201d, film del 1916, che stanno portando in tour in questo periodo. Abbiamo incontrato Jukka Riverberi, voce e chitarra (ma non solo) della band, prima della data milanese, ospitata nei suggestivi spazi della Fondazione Pomodoro. Ecco cosa ci ha raccontato.<\/p>\n<p><!-- \t \t --><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6125 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0000\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0000.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0000\" width=\"452\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0000.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0000-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0000-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>Benvenuto su Indie-Eye. Parliamo per prima cosa del vostro concerto di stasera qui a Milano. Come tutti quelli di questo tour, sar\u00e0 diviso in due parti. La prima sar\u00e0 dedicata alla sonorizzazione del film di Pastrone, &#8220;Il Fuoco&#8221;. Come \u00e8 nata l&#8217;idea di confrontarsi con questo tipo di performance?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La sonorizzazione \u00e8 nata da un invito, che ci \u00e8 stato fatto dal Museo Nazionale del Cinema. Hanno chiesto, a noi come ad altri musicisti dell&#8217;ambito indipendente, di affrontare la sonorizzazione di vecchie pellicole restaurate, facenti parte del patrimonio archivistico del museo. Quindi la cosa \u00e8 partita da un loro invito esplicito; noi abbiamo visto il film, prima eravamo un po&#8217; spaventati, poi siamo arrivati alla conclusione che si poteva fare. L&#8217;avremmo fatta comunque, ma ci siamo confortati col tempo guardando il film. Il primo impatto \u00e8 stato abbastanza duro, perch\u00e9 \u00e8 un mondo completamente diverso dal tipo di immagini e dal tipo di narrazione a cui siamo abituati. Confrontarsi con un tipo di cinema che non \u00e8 semplicemente bianco e nero, ma \u00e8 davvero qualcosa di diverso nell&#8217;utilizzo dei linguaggi cinematografici, non \u00e8 stato semplice. Non volevamo essere troppo pesanti e presenti all&#8217;interno del film, ma non volevamo neanche rimanerne vittime: da l\u00ec abbiamo trovato le misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Perch\u00e9 avete poi scelto di editare anche come CD la vostra opera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Noi ci siamo molto affezionati alle musiche. Tutto il lavoro su &#8220;Il Fuoco&#8221; all&#8217;inizio doveva semplicemente concludersi con l&#8217;esibizione di cui eravamo stati incaricati, da fare a Torino alla fine del 2007. Abbiamo visto che la nostra gioia e il piacere nel suonare questi 50 minuti di musica erano molto alti, cos\u00ec come quelli di chi ci ha seguito, che non era lo stesso pubblico che trovavamo solitamente ai concerti. Ci avevano poi detto che, dato il successo conseguito, sarebbe uscito un DVD de &#8220;Il Fuoco&#8221; con le nostre musiche. Il DVD per\u00f2 ha tardato a venire perch\u00e9, come si pu\u00f2 capire, chi si occupa delle ristampe di questo tipo di film dal 1916 a oggi ha avuto un po&#8217; di anni per aspettare, quindi pu\u00f2 attendere anche due o tre anni in pi\u00f9; per noi gli anni invece sono qualcosa di differente, dobbiamo confrontarci su tempi pi\u00f9 brevi. Ci sembrava un peccato lasciarlo cos\u00ec, a finire nel dimenticatoio: abbiamo deciso di onorarlo mettendolo in un CD e portandolo in giro nei club e non solo nei cinema e nei teatri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6126 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0001\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0001.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0001\" width=\"452\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0001.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0001-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0001-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>Va detto che nel vostro caso, a differenza di molte colonne sonore o sonorizzazioni, l&#8217;ascolto dei singoli brani non perde di intensit\u00e0 senza il video di supporto. Penso sia dovuto al fatto che gi\u00e0 in passato avete fatto brani strumentali. E&#8217; un&#8217;interpretazione che condividi oppure no?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Penso di s\u00ec, anche se in realt\u00e0 non mi sono posto molte domande sul perch\u00e9 funzioni o meno. Io da sempre penso che quando la musica \u00e8 &#8220;fatta bene&#8221;, cio\u00e8 pensata, suonata e ragionata, col cuore e con consapevolezza, possa affrontare qualunque tipo di percorso e discorso. Credo che un po&#8217; le ragioni stiano in questa cosa. Qualcuno potrebbe ridurre il nostro sforzo e dire &#8220;Beh, avete fatto un altro disco strumentale&#8221;. In realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 stato un passaggio molto importante per noi, sugli strumenti, sul suonare e sul lavorare di nuovo di sottrazione, dopo che nell&#8217;ultimo periodo comunque eravamo arrivati a fare canzoni, molto pi\u00f9 brevi e con tempo sempre abbastanza serrato. Quindi non \u00e8 stato un tornare alle origini, c&#8217;\u00e8 stato un ritagliare spazi che non usavamo nemmeno in passato. E&#8217; stato un passaggio diverso quindi. Forse funziona perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stata la maturit\u00e0 di dieci album in mezzo. Noi un album completamente strumentale non l&#8217;avevamo mai fatto, questa \u00e8 la prima volta che facciamo cinquanta minuti di musica di questo tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Oltre a questa sonorizzazione, avete mai pensato di preparare una vera e propria colonna sonora? Nel caso, con quali registi vi piacerebbe lavorare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Noi abbiamo gi\u00e0 lavorato ad una colonna sonora originale, di un film che purtroppo si \u00e8 visto pochissimo, &#8220;Sangue &#8211; La morte non esiste&#8221; di Libero De Rienzo, che come attore ha fatto parti in &#8220;Santa Maradona&#8221;, &#8220;A\/R Andata + Ritorno&#8221; ecc. Avevamo fatto la colonna sonora originale, con dei pezzi che poi abbiamo riadattato e riutilizzato da altre parti; era un lavoro che era stato fatto solo da una parte del gruppo, non da tutti. Noi lavoreremmo ancora molto volentieri col cinema, cos\u00ec come con il teatro: ci sembra un&#8217;opportunit\u00e0 importante ed interessante da esplorare, oltre a quella classica dei club; ci alletta molto perch\u00e9 permette di giocare su tempi e dinamiche differenti, che non sono quelle dell&#8217;album e del concerto dal vivo. Registi ce ne sono veramente tanti: sarebbe bello, naturalmente, lavorare con i pi\u00f9 grandi, ma anche con gli scalzacani che arrivano al primo film e ne fanno uno fantastico. Sarebbe bello lavorare su una bella pellicola che ha ancora qualcosa da dire e non \u00e8 facile. In Italia verrebbe quasi automatico dire Sorrentino o Garrone, ma anche Mazzacurati. In realt\u00e0 ce ne sono tanti da citare. Anche se fosse un invito estero poi non sarebbe male, ovviamente. Speriamo che in futuro ci sia davvero la possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6127 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0002\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0002.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0002\" width=\"452\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0002.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0002-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0002-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>La seconda parte del concerto verte invece su brani non legati a &#8220;Il Fuoco&#8221;. Tra questi ci saranno anche degli inediti; cosa dobbiamo aspettarci da questi ultimi? La continuazione del discorso iniziato con &#8220;Dividing Opinions&#8221; o si sentir\u00e0 l&#8217;influenza dell&#8217;ultimo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Credo che sia &#8220;Dividing Opinions&#8221; rivisto sotto la luce de &#8220;Il Fuoco&#8221; a generare qualcos&#8217;altro. In ogni nostro disco c&#8217;\u00e8 stato un passaggio che ha comunque marcato uno scarto rispetto al lavoro precedente, nella continuit\u00e0 abbiamo sempre aggiunto qualche piccola parte differente. Era stato cos\u00ec tra &#8220;Rise and Fall&#8221; e &#8220;Punk, Not Diet&#8221;, cos\u00ec come tra quest&#8217;ultimo e &#8220;Dividing Opinions&#8221;; &#8220;Il Fuoco&#8221; \u00e8 stato quello che ha fatto lo scarto maggiore rispetto al lavoro precedente, ma arriva da un percorso differente rispetto agli altri, un percorso lineare per quanto riguarda la nostra carriera, ma non dal punto di vista degli album, su cui si innesta e per forza cambia quello che c&#8217;\u00e8 dopo. I pezzi nuovi sono abbastanza differenti da quelli di &#8220;Dividing Opinions&#8221;, ma non sono nemmeno identici a &#8220;Il Fuoco&#8221;, si sente che sono stati fatti entrambi i lavori, anche perch\u00e9 continuiamo a cantare; al momento non abbiamo scritto brani strumentali per il prossimo disco e il coraggio per farlo l&#8217;abbiamo preso con &#8220;Dividing Opinions&#8221;, senza quel passaggio probabilmente sarebbe finito il gruppo. Per quanto riguarda il concerto di oggi dobbiamo tenere conto dell&#8217;acustica particolare che c&#8217;\u00e8 qui alla Fondazione Pomodoro, quindi la scaletta e i brani dovranno adattarsi a questo. Ultimamente facciamo anche un set per cos\u00ec dire &#8220;acustico&#8221;, perch\u00e9 non lo \u00e8 al 100%, ma \u00e8 comunque pi\u00f9 contenuto; l&#8217;abbiamo fatto a Radio Popolare e a Citt\u00e0 del Capo a Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6128 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0003\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0003.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0003\" width=\"452\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0003.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0003-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0003-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>Ricollegandosi al discorso sul CD, &#8220;Il Fuoco&#8221; \u00e8 uscito per la Unhip, anche perch\u00e9 la Homesleep aveva problemi e ha chiuso. Non \u00e8 stata l&#8217;unica etichetta ad aver avuto problemi ultimamente (es. My Honey). Qual \u00e8 la vostra idea sulla crisi del mercato discografico? Avete qualche idea su come fronteggiarla?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Io non ho idee in questo senso; l&#8217;unica cosa che posso dirti come musicista \u00e8 che, con i miei compagni, devo continuare a lavorare sulla musica, perch\u00e9 i gruppi bravi stanno continuando ad andare in giro a suonare, a fare tour, ad avere gente ai loro concerti, ed \u00e8 questa la cosa che a noi deve interessare. Purtroppo dal supporto disco non riusciamo pi\u00f9 ad avere soldi, dico purtroppo perch\u00e9 era importante per avere fondi da poter reinvestire sulla musica e sul proprio tempo, per poterne dedicare di pi\u00f9 alla musica. Dobbiamo modificare le nostre abitudini nuovamente; fortunatamente c&#8217;eravamo gi\u00e0 attrezzati, noi lavoriamo tutti quanti. Non ci consideriamo musicisti part-time; o meglio, part-time s\u00ec, ma non hobbisti; ci mettiamo la seriet\u00e0 che tutti dovrebbero mettere quando decidono di portare avanti un gruppo, di andare a suonare davanti ad altre persone, di incidere dei dischi. Questa \u00e8 l&#8217;unica cosa che dobbiamo fare. Dobbiamo poi cercare di riallacciare e creare contatti internazionali con altri artisti, come abbiamo sempre fatto, anche se negli ultimi anni ci siamo forse un po&#8217; stancati delle vecchie abitudini. Le riprenderemo senza problemi per\u00f2, conosciamo molti artisti e credo che troveremo supporto per lavorare. Stiamo guardando, con qualche contatto positivo, per licenziare il disco per etichette estere e recuperare la Germania, che era rimasta scoperta per gli ultimi due dischi ed invece per noi \u00e8 una nazione molto importante, come mercato ma anche come bacino di gente che ci segue. Sulla crisi delle etichette c&#8217;\u00e8 un fattore che \u00e8 generalizzato, non stanno male solo le indipendenti, stanno male tutte le label, quindi secondo me la grossa crepa \u00e8 dal punto di vista culturale. Devo dire che le etichette indipendenti, in generale, soffrono di una cattivissima gestione, fatta dagli anni 2000 in poi; quando hanno iniziato a girare i soldi, dagli anni &#8217;90, hanno iniziato a ragionare come delle piccolissime major. Gi\u00e0 le major sono state viziate da una cecit\u00e0 che le portava a lavorare sui grandi numeri, provando tanti artisti per avere comunque dei rientri; penso che invece un&#8217;indipendente non possa lavorare in quel modo. Molte etichette piccole hanno buttato fuori cinquanta dischi in un anno senza misurare la qualit\u00e0. Credo che ci debba essere una grossa differenza tra mercato indipendente e mercato major, nelle pratiche, nelle aspettative e nella cultura di base che c&#8217;\u00e8. Questa si era appiattita, e si \u00e8 appiattita anche dal punto di vista della politica, in cui il mercato, dagli anni &#8217;90 in poi, ha deciso tutto quanto: era quello che regolava la bont\u00e0 di un progetto piuttosto che di un altro. Si \u00e8 rivelato una grossa cazzata; penso che nella musica la crisi si sia vista qualche anno prima, ci ha detto che quel modo di ragionare era una bufala e portava veramente male.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6129 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0008\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0008.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0008\" width=\"452\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0008.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0008-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0008-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>Hai gi\u00e0 parlato della scena tedesca, a cui siete particolarmente legati, con amicizie e collaborazioni varie, come quella con Apparat, per fare uno dei nomi pi\u00f9 grossi. Cosa vi affascina di quella scena e cosa vi avvicina ad essa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A me hanno insegnato quando ero bimbo a chiamare i tedeschi &#8220;i tognini&#8221;, perch\u00e9 erano sempre i nostri avversari negli sport. Utilizzando per\u00f2 altre espressioni del mio dialetto che si avvicinano a &#8220;tognini&#8221;, si d\u00e0 l&#8217;idea di gente decisa, che continua sempre, sta sul pezzo, non molla mai. Quello che mi piace dei tedeschi, a differenza degli italiani, \u00e8 che hanno sempre cercato una loro via alla musica. \u00c8 appena uscito un documentario molto bello per la BBC, che si chiama &#8220;Krautrock&#8221; e parla di una generazione di musicisti che hanno segnato la musica mondiale. Secondo me in Italia abbiamo avuto qualche esperienza simile, ma non siamo capaci di capirlo, ce lo devono venire a spiegare gli altri. L\u00e0 invece sono riusciti a lavorare su una scena autoctona, su un tipo di proposta che fosse tedesca; l\u00ec la musica elettronica ha fatto la differenza, non il rock. Noi abbiamo avuto anche quello, ma non siamo capaci di valutarlo nel modo corretto. La Germania \u00e8 una nazione che ha creduto in se stessa, con tutte le contraddizioni che la sua storia porta dentro di s\u00e9. A me non interessa la fierezza della nazione, che non c&#8217;\u00e8 assolutamente in ci\u00f2 di cui parlo; nei musicisti tedeschi c&#8217;\u00e8 invece una voglia di dare un&#8217;immagine nuova del posto dove stavano attraverso la musica. Noi non siamo stati capaci invece. Mi \u00e8 piaciuto chi da una posizione che \u00e8 terza, quasi da outsider, ha sfidato gli altri mercati, fregandosene degli americani e degli inglesi, dicendo &#8220;ci siamo anche noi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Che importanza hanno i progetti solisti o comunque esterni al gruppo che pi\u00f9 o meno tutti portate avanti? Hanno influenza su ci\u00f2 che poi fate come Giardini di Mir\u00f2 o sono valvole di sfogo per fare qualcosa che difficilmente si potrebbe fare con la band?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sono tutte e due le cose, perch\u00e9 in realt\u00e0 fai cose che con la band non puoi fare, ma una piccola parte la riporti indietro, la riporti a casa. Sono tutte cose molto salutari, in quanto sia sono una valvola di sfogo, sia ti fanno provare cose che, anche se in modo minimale, puoi integrare nel discorso che portiamo avanti come Giardini. Quindi in realt\u00e0 sono dei toccasana. A volte possono essere disturbanti, perch\u00e9 sono impegni che entrano in conflitto; abbiamo una vita gi\u00e0 molto impegnata, ci sono i Giardini che comunque portano via tempo, passione e tantissime energie, c&#8217;\u00e8 il lavoro, c&#8217;\u00e8 il vivere con le proprie famiglie che ormai stanno crescendo e tutto il resto. \u00c8 chiaro che incastrare un altro progetto \u00e8 difficile, ma se non vogliamo ragionare sul breve periodo, bens\u00ec su quello lungo, sono una ricchezza assoluta per il gruppo, per cui va benissimo sacrificarsi per farli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6130 alignleft\" title=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0009\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009.jpg\" alt=\"gdm_jukkareverberi_indieeye_0009\" width=\"452\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009.jpg 452w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009-150x225.jpg 150w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009-300x450.jpg 300w, https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/gdm_jukkareverberi_indieeye_0009-280x420.jpg 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/>Cosa ascoltano oggi i Giardini di Mir\u00f2? Avete un &#8220;disco dell&#8217;anno&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 una bella domanda&#8230; I gusti non sono pi\u00f9 una roba di famiglia come era una volta, quando tutti ascoltavamo la stessa cosa e ci passavamo i dischi. Ormai siamo molto autonomi, divoriamo tantissima musica e credo non sia pi\u00f9 possibile trovare qualcosa che valga per tutti. Questo \u00e8 stato sicuramente un passaggio importante, non puoi pi\u00f9 dire quali sono i dieci dischi che abbiamo ascoltato tutti quest&#8217;anno. C&#8217;\u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 attento alle proposte della musica del mondo, del jazz, del blues o dell&#8217;avanguardia, come Emanuele, che suona la tromba e il violino; Corrado invece \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 addentro a tutto ci\u00f2 che ha una vena autoriale\/cantautoriale o al rock con un&#8217;impronta d&#8217;autore molto forte; Luca, il tastierista, procede nei suoi ascolti di musica new wave e di alcune cose legate alla classica contemporanea; Francesco, avendo uno studio e tante collaborazioni, ascolta tantissima elettronica primitiva, esperienze d&#8217;avanguardia, i primi esperimenti dei laboratori radiofonici sia della BBC che italiani, oltre alle colonne sonore, perch\u00e9 ha lavorato tanto in quel settore; io ascolto un po&#8217; roba nuova, un po&#8217; roba vecchia. Insomma, ci piace cibarci di tantissime cose, quindi sarebbe difficile citare un disco che \u00e8 piaciuto a tutti quanti, i sei che siamo sul palco e gli otto sul furgone.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Chi eleggereste invece come rockstar dell&#8217;anno? Non credo condividiate la scelta di Rolling Stone&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non so proprio cosa dire; la risposta che posso dare \u00e8 che a me il rock \u00e8 sempre piaciuto dal punto di vista musicale, ma come stile di vita non mi interessa proprio, quindi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>I GIARDINI DI MIRO&#8217; PUOI VEDERLI ANCORA DAL VIVO, CON IL FUOCO NELLE SEGUENTI CITTA&#8217;<\/strong><\/p>\n<p><strong>12\/12\/2009  &#8211; Conegliano Veneto &#8211; Zion Rock Club<br \/>\n09\/01\/2009  &#8211; Roma &#8211; Circolo degli Artisti<br \/>\n16\/01\/2009 &#8211; Firenze &#8211; Auditorium Flog<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nGDM e affiliati sul web<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.giardinidimiro.com\">www.giardinidimiro.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/giardinidimiro\">www.myspace.com\/giardinidimiro<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/pages\/Giardini-di-Miro\/93750608480\">www.facebook.com\/pages\/Giardini-di-Miro\/93750608480<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.twitter.com\/giardinidimiro \">www.twitter.com\/giardinidimiro<br \/>\n<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/romantischepunks\">Jukka Reverberi su myspace<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/footprintsinsnow.blogspot.com\/\">Il blog di Jukka Reverberi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6486 alignleft\" title=\"jukka\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/jukka.jpg\" alt=\"jukka\" width=\"60\" height=\"60\" \/>L&#8217;incontro con Jukka Reverberi alla Fondazione Pomodoro prima dell&#8217;esecuzione de Il Fuoco; intervista di Fabio Pozzi<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":60788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[117,36,120],"tags":[],"class_list":["post-6485","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-interwd","category-news","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6485"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6485\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}