Una processione di barchini che scivolano lenti nei canali veneziani, il riverbero dei suoni che si riflette sull’acqua, il pubblico che segue. La promessa di un vero e proprio stato di trance che segue con gli occhi e con il corpo la traiettoria di un rituale destinato a trasformare la laguna in uno strumento musicale. È questa l’immagine evocativa da cui partire per immaginare Cry of Our… Source