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La Scuola Cattolica di Stefano Mordini: recensione, #Venezia78 – Fuori Concorso

Il brutto film di Stefano Mordini produce un eccesso di drammatizzazione e morbosità più vicino a certe convenzioni televisive che cinematografiche. L'unica capace di brillare è Benedetta Porcaroli, che con il suo sguardo inquieto, tocca il cuore dello spettatore. La scuola cattolica, fuori concorso a #Venezia78

«È tutto molto italiano» direbbe Stanis La Rochelle. Attacco con una battuta perché La scuola cattolica è un film davvero difficile da digerire.

Se Edoardo Albinati, nel suo romanzo, da cui il film è tratto, racconta in quattordici pagine il terrificante massacro del Circeo, avvenuto nel 1975, Stefano Mordini ne fa l’epicentro del suo film.

Se Albinati ci descrive i suoi ex compagni di classe come ragazzi «in un vortice di totale sfiducia in se stessi», il regista ce li mostra superficiali, cattivi, ottusi proprio come gli appelli dei preti che li affliggono.

Se Albinati ci invita alla commedia, sa essere divertente, Mordini schiaccia ogni tentativo di leggerezza come avesse paura di perdere profondità.

Ecco, i se potrebbero continuare, ma il problema non sono loro, ridurre mille e duecento pagine non è facile, il vero dilemma è perché questo film produca un eccesso di drammatizzazione e morbosità più vicino a certe convenzioni televisive che cinematografiche.

Non offre una struttura emotiva che dia una risposta al bisogno di integrazione o di alterità rispetto alla struttura sociale e normativa in cui si trovano a vivere questi ragazzi, fallendo nel descrivere l’impatto debordante che affrontano.

Rilegare il personaggio principale, Albinati stesso, quasi esclusivamente a una voce di campo, a osservatore esterno, non permette al giovane attore, Emanuele Maria di Stefano, di emergere, ma di sembrare un giudice sul suo scranno.

Al contrario l’unica capace di brillare è Benedetta Porcaroli, con il suo sguardo inquieto e curioso, tocca il cuore dello spettatore, dimostrando una particolare capacità empatica.

Anche il contesto storico è sbiadito, siamo negli anni settanta, l’intera penisola è scossa da attentati e violenze, un campo di battaglia tra fazioni politiche animate da ideali minacciosi, in cui decifrare cosa fosse giusto e sbagliato era complicato.

Anche visivamente La Scuola Cattolica delude, stilisticamente arido, privo di guizzi, impotente nella sua debolezza.

La Scuola Cattolica di Stefano Mordini (Italia 2021 – 106 min)
Interpreti: Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Emanuele Maria Di Stefano, Giulio Fochetti, Leonardo Ragazzini, Alessandro Cantalini, Andrea Lintozzi, Guido Quaglione, Federica Torchetti, Luca Vergoni, Francesco Cavallo, Angelica Elli, Gianluca Guidi, Corrado Invernizzi, Beatrice Spata, Giulio Tropea, Fabrizio Gifuni, Fausto Russo Alesi, Valentina Cervi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca
Sceneggiatura: Massimo Gaudioso, Luca Infascelli, Stefano Mordini
Fotografia: Luigi Martinucci
Montaggio: Massimo Fiocchi, Michelangelo Garrone
Scenografia: Paolo Bonfini
Costumi: Grazia Materia
Musica: Andrea Guerra
Suono: Francesco Liotard

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Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, ha frequentato un Master in Critica Giornalistica all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico e una serie di laboratori tra cui quello di scrittura cinematografica tenuto da Francesco Niccolini e Giampaolo Simi. Oltre che con indie-eye ha collaborato e/o collabora scrivendo di Cinema e Spettacolo per le riviste Fox Life, Zero Edizioni, OUTsiders Webzine
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