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Trieste science+fiction 2014 – Witching & Bitching (Las Brujas de Zugarramurdi) di Alex de la Iglesia: la recensione

C’è azione, horror e umorismo nel nuovo, fantastico, esplosivo film di Alex de la Iglesia. Opera iconoclasta, in cui il contrasto tra il pop e il gotico conflagra in dissacranti risvolti macabri e splatter.

Un eccentrico gruppo di rapinatori, dopo una rapina in un Compro Oro, si danno alla fuga sfrenata diretti in Francia. Durante il viaggio incapperanno in personaggi inquietanti e in situazioni surreali, fino all’arrivo nello storico paese di Zugarramurdi, sede di streghe che sfrutteranno la sgangherata banda per i loro riti magici.

Nei titoli di testa scorrono le immagini di streghe, tra dipinti medievali e illustrazioni, fino alle foto dei più recenti “casi di stregoneria”, includendo Marlene Dietrich e Angela Merkel. Icone di un immaginario pop giocoso, da Topolino a Spongebob, fino al soldatino verde, un bambino e un Cristo argentato al comando, abbracciano mitra e sparano alla gente, facendosi largo tra la folla dopo aver sottratto 25.000 fedi nuziali da un “compro oro”.

È con i consueti toni da commedia nera che il regista spagnolo ci catapulta nelle disavventure di questi disperati rapinatori. Uomini afflitti dalle asfissianti pretese delle donne, incapaci di comprenderle e di assecondarle nelle loro follie quotidiane. Ma l’incontro con delle streghe vere rimetterà in discussione, o forse confermerà, la loro concezione sulle donne.

Il loro bottino rappresenta il simbolo di tante promesse infrante. Anelli nuziali svenduti, che compiacciono le perfide donne sataniche alla ricerca di un eletto: l’ermafrodite, il bambino che tradirà gli uomini, ribellandosi al padre. Sarà proprio il figlio di Josè, il capobanda che si contende l’affidamento del bambino con la moglie arpia, strega al naturale.

Esilarante dall’inizio alla fine, Witching & Bitching cattura il pubblico in un’avventura sospesa tra il grottesco, il comico e la vita quotidiana. De la Iglesia attua una mistura di generi in un calderone che ribolle, proprio come farebbe quello di un gruppo di streghe, come realizzato già magistralmente ne Il giorno della bestia. Un film geniale, ironico, travolgente. Imperdibile.

 

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