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Venezia 69 – Settimana della critica – No quiero dormir sola di Natalia Beristain (Messico, 2012)

Amanda è una ragazza sui 30 anni, non studia, non lavora e vive a casa del padre famoso attore messicano che è sempre fuori a lavorare sui set. Nell’appartamento di suo non c’è praticamente niente se non qualche polaroid che lei si diverte a scattare, un po’ di cibo precotto ed i suoi sonniferi che prende quando nessuno dei suoi “fidanzati” le può fare compagnia, perché lei a dormire da sola proprio non ci riesce.

Quando sua nonna Dolores affetta dal morbo di Alzheimer peggiora sensibilmente Amanda è costretta a prendersene cura, lei che di cura non ne ha nemmeno per se stessa poiché probabilmente nessuno ne ha mai avuta per lei.
Il mondo di ricordi di Dolores, anche lei grande e bellissima attrice di un’altra epoca, è tutto nella sua casa, nelle sue foto appese alle pareti, nei suoi trucchi, nei vestiti, nei gingilli e nelle bottiglie semivuote di liquore.
È quel mondo bizzarro e ormai sconclusionato a regalare ad Amanda la misura di un affetto che le è sconosciuto e, cresciuta sovrastata dal peso di 2 talenti senza trovare il suo, inizia a fotografare con la sua polaroid il volto della nonna da giovane nei ritratti appesi in casa e il suo corpo da anziana, ancora bello e forte, mentre fa il bagno nella piscina dello ospizio in cui viene ricoverata.
Che vita di merda commenta Dolores quando sorprende Amanda a studiarsi attentamente il corpo nudo allo specchio in cerca di cedimenti sul seno e sui glutei, per poi subito imitarla una volta che questa se ne va.

Un universo tutto femminile quello messo in scena dall’esordiente Natalia Beristain, classe 1981, con un passato come manager di compagnie teatrali e direttrice di casting. Il soggetto, non certo particolarmente originale è ben sviluppato dall’interpretazione delle due protagoniste Mariana Gajá (Amanda) e Adriana Roel (Dolores) che, grazie anche ad una sorprendente somiglianza fisica, donano alla performance del rapporto tra nonna e nipote grazia ed autentico affetto.

NO QUIERO DORMIR SOLA presentato alla 69esima edizione del Festival del cinema di Venezia nell’ambito de La settimana della critica, patisce un po’ la scelta del digitale che aggiunge suo malgrado una certa freddezza a situazioni molto intimiste, donando però al contempo grande nitidezza alla resa filmica della miriade di dettagli contenuti nell’appartamento\bazar di memorie di Dolores e al loro riflesso negli specchi, rendendo così possibile il racconto parallelo della vita di una giovane donna del passato diametralmente opposta a quella della protagonista.

 

 

 

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