martedì, Settembre 28, 2021

John Lennon – Le storie dietro le canzoni: la recensione del volume di Paul Du Noyer

John Lennon - Le storie dietro le canzoni - tutti i testi originali è il libro biografico scritto dal giornalista di Liverpool Paul Du Noyer. Diversamente dalle numerose biografie dedicate a Lennon, parte dai testi e dalla cornice narrativa degli album per intrecciare storia personale, Storia collettiva e lo spirito più onesto di Lennon. La recensione del volume edito in Italia da Mondadori

Tra le numerose e spesso arbitrarie biografie dedicate a John Lennon, quella di Paul Du Noyer è un onesto e affascinante puzzle narrativo. Il giornalista di Liverpool parte dai testi delle canzoni, come traccia biografica elettiva, per raccontare quello che definisce l’io più profondo del musicista inglese, un vero e proprio testamento spirituale messo in relazione con le interviste, le testimonianze dirette e tutto il materiale utilizzato in altro modo dai numerosi biografi che si sono dedicati alla vita di Lennon.  Du Noyer aggiorna sostanzialmente un volume scritto nel 1997, dove la richiesta dell’editore era quella di seguire un formato molto preciso, ovvero sdipanare le storie dei classici pop e rock.

Basandosi su un metodo molto simile, ecco che il mestiere del biografo si avvicina maggiormente a quello di un regista, interessato a costruire un romanzo che possa scaturire dai suoni e dalle liriche. Du Noyer racconta la vita di Lennon e in parallelo cerca le motivazioni più profonde che lo hanno spinto a scrivere la sua musica e ad organizzarla dentro la cornice degli album pubblicati.

Chi ha già letto le biografie dedicate a Lennon, inclusa l’ultima esaustiva scritta da Lesley Ann Jones, non troverà segreti inconfessati o particolari inediti, perché la forza del lavoro di Du Noyer non risiede nel “cosa”, ma nel “come” viene organizzato il racconto.

C’è quindi spazio per le origini formative, per l’esperienza con i Quarry Man, e per quelle energie contrastanti McCartney / Lennon / Ono, che Du Noyer mette in tavola dopo quattro pagine, passando anche per “Two Virgins”, l’album “estremo” della coppia Lennon/Ono pubblicato nel 1968. Questo gli serve per una veloce carrellata che chiuda il ciclo dalla vita alla morte, così da lasciare spazio all’intero volume per aprire una serie di finestre dove la vita personale, la piccola e la grande Storia che scorre, si intrecciano con l’invenzione narrativa e musicale di Lennon, “capace di mentire come uomo, ma non come musicista”, come sottolinea lo stesso autore del libro.

La genesi del “mantra” Give Peace a Chance; la posizione centrale di Cold Turkey nello smantellamento della “reputazione” dei Beatles, per il modo onesto e diretto con cui descriveva gli effetti causati dall’abuso di droghe; Mother, di cui Du Noyer offre una sintesi dei temi affrontati anche dalla Ann Jones in modo molto più ampio, nel raccontare il controverso rapporto di Lennon con lo spettro della figura materna.

Un lungo e dettagliatissimo excursus che arriva sino a Nobody Told Me, il brano scritto da Lennon come una delle tracce di “Stop and Smell the Roses” dell’amico Ringo Starr e poi incluso nel postumo “Milk and Honey”, a nome della coppia Lennon / Ono. Del probabile titolo provvisorio Everybody’s Talkin’, Nobody’s Talkin’ rimane traccia nelle liriche, quasi un omaggio al noto brano dell’amico Harry Nilsson per il quale produsse il bellissimo “Pussy Cats” nel 1974.
Brano aspramente rock, costruito a partire da una serie di paradossi e con un’amarissima vena cinica. Du Noyer, come fa con altre canzoni del repertorio lennoniano, cerca di coglierne l’origine poetica in stretta connessione con quella biografica, scovando citazioni, riferimenti letterari e aspetti formativi specifici, che ci consentano di comprendere meglio, se non il significato, lo spirito che ha attraversato questo grande autore.

Long Lost John, l’ultimo capitolo di questo volume corredato da splendide illustrazioni, indaga l’eredità di John Lennon attraverso la voce e la testimonianza di chi lo ha conosciuto; dal racconto di McCartney su Here Today, canzone d’amore sulla loro amicizia, fino all’immagine restituita dai figli Julian e Sean.
Eppure nelle testimonianze che Du Noyer raccoglie, recuperando le parole di Ringo Starr e quelle di George Harrison, si avverte un senso di vuoto e incompiutezza profondi, come se la morte avesse sospeso per sempre, nel bene e nel male, tutte le contraddizioni, i contrasti e le energie in potenza. Un ciclo che non si interrompe, se accogliamo con amore le speranze spirituali di Harrison.

Autore: Paul Du Noyer
Traduzione: Silvio Bernardi e Tania Spagnoli
Pagine: 192
Volume: 21,6 x 28 cm – Cartonato in Plancia
Editore: Mondadori
Prezzo: EURO 23,65
Sul Mondadori Store

PAUL DU NOYER è nato a Liverpool. Ha esordito come giornalista musicale al “New Musical Express”, lavorando in seguito come redattore di “Q” fino alla fondazione di “Mojo”. Yoko Ono gli ha affidato la redazione delle note di copertina degli album solisti di Lennon, al momento della loro ripubblicazione negli anni Duemila.

Stefano Bardetti
Stefano Bardetti, classe 1974, ascolta musica dai tempi appena precedenti al traumatico passaggio da Vinile a CD; non ha mai assimilato il colpo e per questo ne paga le conseguenze.

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