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Ted Bundy, la recensione in anteprima del film di Joe Berlinger, visto a LFF...

La recensione del corto di Giuseppe Spina e Leonardo Carrano dal LFF 2019

  • Indie-eye incontra Julien Faraut insieme alla stampa. L’impero della perfezione, il suo documentario, è un’immersione nel Roland Garros del 1984 con il numero uno del mondo John McEnroe. Il film sarà in sala dal 6 maggio con distribuzione Wanted Cinema. L’intervista

  • Asolo Art Film Festival è la rassegna più antica del mondo tra quelle dedicate al cinema d’arte. Il festival è diretto da un artista dal percorso ricco, poliedrico e apolide come Cosimo Terlizzi e sta per giungere alla 37/ma edizione. Indie-eye è tra i media partner. Tra le sezioni extra e non competitive, una selezione di videoclip curata dal “nostro” Michele Faggi

  • The Houses We Were è stato presentato in concorso nella sezione cortometraggi del Lucca Film Festival curata da Rachele Pollastrini. Il bel film di Arianna Lodeserto utilizza l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico per un lavoro di found footage legato al racconto romano de “le case che eravamo”, attraverso i complessi rapporti che includono le componenti materiche del paesaggio urbano e il grido sociale della città fragile, dove “non un solo mattone è stato posto pensandoti”

  • Ne “Il Campione” c’è tutto il coraggio di raccontare il mondo del primo sport italiano attraverso la storia di due persone immobilizzate dalla paura di vincere. Prodotto da Sydney Sibilia e Matteo Rovere, in sala da oggi 18 aprile il primo film di Leonardo D’agostini distribuito da 01 distribution

  • Ricca di ospiti la serata conclusiva del concorso cortometraggi LFF

  • Quando guardi A spasso con Willy fluttui nell’universo, ti avventuri in nuove scoperte, passeggi su un nuovo pianeta, ti riappropri di quello sguardo che avevi quando al cinema c’erano i Goonies e Ritorno al futuro. Dopo l’anteprima al Lucca Film Festival, la nostra recensione. Il film di Eric Tosti uscirà nelle sale il prossimo 18 aprile con distribuzione Notorious Pictures

  • Nella splendida commedia agrodolce di Judith Davis, debutto nel lungometraggio per l’attrice francese, quel “personale è politico” troppo spesso scagliato contro chi non può aver memoria della rivoluzione, diventa improvvisamente capacità di scorgere nella forza intima del gesto, l’unica politica a cui sia possibile affidarsi. La recensione di Tout ce qu’il me reste de la révolution

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