lunedì, Dicembre 8, 2025

Under:tones – “Dreaming (Wide Awake)”: un sogno elettronico che attraversa Los Angeles

Gli under:tones tornano con Dreaming (Wide Awake), primo estratto dall’atteso album Encounters in uscita nel 2026 per Through the Void Records. Il trio — formato da Alex Neri, Matteo Zarcone e Sonny Reeves — fonde club culture, pop e visione cinematografica in un brano che unisce impatto comunicativo e raffinatezza elettronica. Un singolo accompagnato da un videoclip ambientato a Los Angeles che racconta la transizione adolescenziale come sogno lucido, tra memoria e identità digitale.


Da qualche parte tra le spirali della club culture europea e la nostalgia delle highway californiane, nasce Dreaming (Wide Awake), primo singolo firmato dagli under:tones, nuova formazione che fonde tre esperienze artistiche internazionali in un’unica, vibrante identità sonora.

Composto da Alex Neri (storico membro dei Planet Funk e figura centrale della scena elettronica italiana dagli anni ’90), Matteo Zarcone (produttore e polistrumentista nomade tra Europa e Stati Uniti) e Sonny Reeves (voce britannica avvolgente e magnetica, con all’attivo numerose collaborazioni transfrontaliere), il trio inaugura un percorso musicale che si propone di raccontare emozioni in forma di cortometraggi sonori.

Sognare a occhi aperti, ma con lucidità cinematografica

Dreaming (Wide Awake) è un brano che si muove come un flusso di coscienza a cavallo tra veglia e sogno. Parla di quel preciso istante in cui la vita sembra rivelarsi come un film: troppa intensità per sembrare reale, troppa chiarezza per essere solo un’allucinazione.

Il singolo è parte di un progetto più ampio, Encounters, album previsto per il 2026 per la neonata etichetta Through the Void Records, realtà indipendente con base in Florida e ramificazioni tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti. La label, fondata da Lawrence Fancelli, si pone come ponte tra il fermento creativo italiano e la scena globale. Il progetto discografico vede nel team anche la presenza della manager Alessandra Pellegrineschi (ex Sony e Believe), oltre a Zarcone stesso nel ruolo di A&R.

Il videoclip: adolescenza, algoritmi e liberazione

Girato tra le vie infinite di Los Angeles, il videoclip che accompagna il brano è una piccola narrazione sospesa. Il protagonista è un adolescente di 14 anni, colto in quello stato liminale in cui ogni emozione è troppo grande e troppo confusa per essere contenuta. La regia di Cristina Principe, supportata dai visual effects di Francesco Taddeucci e Valerio Gamboni, accompagna il giovane in un percorso di consapevolezza e ribellione.

Un algoritmo invisibile lo osserva, cataloga emozioni e gesti. Ma nei momenti di pura spontaneità — una risata con gli amici, la musica nelle orecchie — si insinua una crepa. E da quella fessura, il sogno prende il sopravvento.

L’immaginario è quello libero dei videoclip degli anni Novanta e del cinema che ad essi si ispirava. Non solo Larry Clark e Harmony Korine, ma anche il primo Spike Jonze, quello di 100% per i Sonic Youth. Manca però quella sostanza tragica e disperata: a prenderne il posto è un’insopprimibile voglia di vivere alla luce del sole, contrapposta a minacce più sottili e invisibili, legate alla profilazione identitaria delle nuove tecnologie. Il risultato è un video tra luce e crepuscolo, con una grande capacità di raccontare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso strumenti visuali senza tempo come la velocità e l’arte di cogliere l’istante.

Il brano: impatto pop, eleganza elettronica

Dreaming (Wide Awake) colpisce fin dal primo ascolto per la sua capacità di unire immediatezza pop e profondità emozionale. C’è qualcosa, nella costruzione melodica e nell’uso delle dinamiche, che richiama i grandi classici dell’Europop degli anni Novanta, quei pezzi che riuscivano a sintetizzare aspirazioni universali in pochi minuti di perfezione sonora, capaci di entrare nella memoria collettiva senza bisogno di filtri.

Ma qui l’elemento trascinante si fonde con una cura per il dettaglio che rimanda piuttosto alla raffinatezza del trip hop britannico e all’elettronica contemplativa. La produzione è cristallina ma mai fredda, le atmosfere sono dense ma mai opprimenti. La voce di Sonny Reeves si muove tra fragilità e tensione, portando con sé un senso di rivelazione emotiva che dà corpo a quella “lucidità del sogno” evocata dal titolo.

Il brano non cerca il tormentone, ma ci arriva lo stesso, attraverso una tensione sotterranea, una struttura in crescendo controllato, e un senso di sospensione che sembra dilatare il tempo. Un piccolo manifesto di come si possa fare musica popolare senza perdere complessità, sensibilità e visione.

Ascolta Dreaming (Wide Awake) su Spotify

Through the Void: una visione curata, non una formula

La nascita degli under:tones è tutt’altro che casuale: si inserisce all’interno di un progetto curatoriale preciso, che vede nell’etichetta Through the Void Records non solo una casa discografica, ma un vero e proprio hub culturale. Fondata da Lawrence Fancelli e con sede legale in Florida, TTV si propone di ribaltare il modello tradizionale dell’indipendente, agendo come una galleria d’arte sonora dove ogni artista viene seguito con attenzione sartoriale.

Il focus non è sulla quantità delle uscite, ma sulla coerenza del linguaggio, sulla costruzione di un’identità sonora e visiva in grado di durare nel tempo. “Non seguiamo le tendenze, diamo forma alle visioni”: non è solo uno slogan, ma una prassi che si traduce in una comunicazione integrata dove musica, visual, storytelling e performance live convergono in un’esperienza immersiva. Ogni release viene trattata come un’esposizione curata, dove suono e immagine si rafforzano a vicenda per amplificare il messaggio.

L’album Encounters degli under:tones, così come il singolo Dreaming (Wide Awake), si inserisce perfettamente in questa cornice. Registrato tra California, Regno Unito e Italia, il progetto fonde club culture, pop colto ed elettronica cinematografica in una forma narrativa che rispecchia appieno la missione dell’etichetta: creare opere autoriali capaci di parlare al presente, senza compromessi ma con ambizione globale.

La recente performance dal vivo del trio a Lerici (luglio 2025) ha confermato questa visione: un set ibrido e fluido, pensato per spazi dove musica, tecnologia e immaginario visivo si contaminano — tra synth suonati dal vivo, visuals generativi in tempo reale e una narrazione teatrale che ridefinisce i confini del concerto.

Gli under:tones, una sinergia tra visione e mestiere

L’unione tra Neri, Zarcone e Reeves è più che la somma delle singole carriere. Se Alex Neri è ormai da tempo sinonimo di elettronica d’autore, basti pensare all’impronta visionaria data ai Planet Funk e alla cultura club toscana, Matteo Zarcone rappresenta una figura di snodo: capace di lavorare con artisti pop, elettronici e indie, fonde un approccio analogico alla produzione con sensibilità cinematografiche. Sonny Reeves, invece, offre una vocalità che oscilla tra la fragilità soul e l’intimismo pop contemporaneo, rendendolo una guida narrativa perfetta per i paesaggi sonori creati dai compagni.

Encounters: una colonna sonora per esistenze in transito

Il progetto discografico si preannuncia come un affresco emotivo, un mosaico di racconti capaci di evocare paesaggi diversi ma interconnessi. Encounters vuole essere un album “da ascoltare come si guarda un film”, dove ogni traccia rappresenta un frammento narrativo, un’emozione compiuta, una trasformazione.

Lontano dalle tendenze effimere, l’album punta a una risonanza duratura, accogliendo le influenze di sound design contemporaneo, musica elettronica d’autore, ambient cinematica, e minimalismo emotivo. Dalle coste assolate della West Coast alle notti urbane dei club europei, Encounters sembra voler raccontare cosa succede quando sogni e ricordi iniziano a confondersi, e l’unico modo per trovare chiarezza è perdersi.

Con Dreaming (Wide Awake), gli under:tones definiscono una grammatica ibrida che fonde architettura pop e profondità timbrica, segnando un punto d’incontro tra l’immediatezza strutturale dell’Europop anni ’90 e la densità emotiva del trip hop e dell’elettronica d’autore.

Il brano lavora su una costruzione stratificata, dove la componente vocale non è semplice vettore melodico ma parte integrante del disegno sonoro, orchestrato attraverso un uso calibrato di texture analogiche e processi digitali.

Il singolo funziona anche come dispositivo narrativo che anticipa la logica autoriale dell’album Encounters, inteso non come somma di tracce ma come continuum audiovisivo. In questo senso, il lavoro degli under:tones si posiziona all’interno di una visione produttiva che privilegia la coerenza estetica e concettuale rispetto alla logica algoritmica della release usa-e-getta.

Attraverso una regia sonora che predilige lo spazio, la dinamica e la sospensione, il brano si inserisce pienamente nel paradigma curatoriale promosso da Through the Void Records: un’etichetta-boutique che agisce come catalizzatore artistico piuttosto che come semplice contenitore discografico. Qui la musica non è prodotto, ma processo intenzionale; non decorazione, ma costruzione di senso.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.

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