mercoledì, Ottobre 27, 2021

Indie-eye Podcast insieme ai Dead Combo

 I Dead Combo sono una delle più importanti band Portoghesi contemporanee e probabilmente una delle più interessanti proposte di rock strumentale in genere; mi si passi la definizione non troppo originale di “rock strumentale” al posto della solita categoria di comodo legata all’icona addomesticata del post-rock. Il metissage di tradizioni che il duo di Lisbona riesce a far coesistere non appartiene a nessun territorio specifico, e questo a dispetto delle radici culturali più esplicite della loro musica, sicuramente ben piantate nella storia del Jazz portoghese. Non è un caso che Pedro V. Gonçalves e Tò Trips si siano incontrati sotto la benedizione di un tributo dedicato a Carlos Paredes nell’ipotesi di creare il loro suono futuro, che in modo certamente ironico e divertito, amano definire come l’ingresso di Clint Eastwood in una casa del Fado. La prima release dei Dead Combo, semplicemente intitolata volume 1, è uscita due anni fa per la Transformadores, importante etichetta indipendente Portoghese; volume 1 oltre ad una serie di recensioni entusiaste in tutta Europa (ad eccezione della consueta miopia indienerd all’italiana) si è guadagnato una serie di premi tra cui una menzione come album dell’anno da parte di Charlie Gillett nelle sue note trasmissioni per la BBC. L’originale mistura alchemica di fado, Jazz, improvvisazione sonica e melodismo mutuato dalle colonne sonore degli autori italiani degli anni ’60 ne ha consacrato il successo e ha favorito il passaggio dei Dead Combo dalla distribuzione indipendente all’ala protettiva di una major; il 20 marzo 2006 per la neonata Dead Company, etichetta gestita dalla stessa band e grazie alla distribuzione di Universal Music è uscito il secondo album dei Dead combo, intitolato volume 2: Quando a Alma Não é Pequena, un cd che non ammorbidisce assolutamente la complessità strutturale e il fascino del debutto. In esclusiva per Indie-eye Podcast, Pedro V. Gonçalves, ovvero metà dei Dead Combo, ci racconta della genesi del progetto, delle influenze musicali che animano questa splendida mistura voodoo che è Volume 2, e ci regala l’ascolto di due tracce estratte dall’album; la title track Quando a Alma Não é Pequena e la potente Mr. Eastwood; L’intervista è in lingua inglese e per rispettarne l’integrità abbiamo preferito effettuare la traduzione dopo ogni intervento; buon ascolto.

 

Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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