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Mario Martone a Venezia 75 con Capri-Revolution. La conferenza Stampa a Venezia 75 

Di

Conferenza stampa del film Capri-Revolution di Mario Martone

Regia di Mario Martone
Interpreti: Marianna Fontana, Reinout Scholten Van Aschat, Donatella Finocchiaro

122 minuti
Sinossi del film Capri-Revolution

Nell’isola di Capri, una giovane capraia è alle prese con la propria identità: il piccolo mondo in cui vive viene sconvolto dalla scoperta di una comune di giovani nord europei.

Per Martone: da dove nasce l’idea di questo film e perché il fondatore della comune ha un’identità che cambia durante il corso del film?

Mi sono imbattuto nella sua comune per caso, non sapevo che all’inizio del 1900 ci fossero già delle comuni. Il primo pensiero è stato quello di mettere in relazione questa comune con tutte le vicende degli anni successivi. Questa comune ha preceduto di molti anni l’arrivo delle comuni. Questo pensiero è stato come un corto circuito per me. É un film che parla di arte, ma non a livello estetico bensì attraverso l’arte si può immaginare un diverso modo di approcciarsi tra persone. L’artista nel film è una figura nuova, la pittura viene lasciata alle spalle mentre la relazione tra le persone è considerata come fondamentale.

Per Martone: considerando la sua filmografia fino ad oggi, si può dire che Capri-Revolution sia il suo punto di approdo considerando come trilogia “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”?

La trilogia di cui parla si è costruita strada facendo, non è stata programmata. Leopardi per me è stato un personaggio molto importante e ho cominciato a capirlo mentre giravo “Noi credevamo”. Nel finale de “Il giovane favoloso”  Leopardi recita “La ginestra” e proprio da qui viene la mia ispirazione per le tematiche trattate in “Capri-Revolution”. C’è un filo conduttore che lega questi protagonisti, sono tutti giovani ribelli che partecipano alla lotta tra collettività e individualismo.

Ci sono poi mondi diversi che si scontrano: il mondo contadino, l’ideologia del medico e la comune. Tre modi diversi per immaginare come vivere.

Il mondo è un’isola, e come avviene nel film, l’unico modo possibile per convivere è confrontarsi.

Per Martone: Cosa significa l’urlo finale?

Il finale è strettamente legato al personaggio di Lucia. Lucia porta su di sé la relazione e il confronto, anzi che coltivare l’odio derivante dalla sua famiglia coltiva il sentimento dell’amore. È proprio Lucia a chiudere la mia trilogia, ed è proprio il suo sguardo verso l’avanti la conclusione della sua trilogia.

Perché guardare la vicenda con gli occhi di una persone cosi umile come la protagonista?

Martone
I ragazzi nel film cercano di riappropriarsi della natura, c’è l’idea del recupero di valori diversi agli albori di un capitalismo avanzato. Lucia incarna la loro ideologia. C’è una enorme differenza tra lei e gli altri personaggi, ma è proprio la sua condizione di umiltà la sua vera forza.

 

Per Fontana: Lucia è una ragazza che cambia in poco tempo, la sua visione delle cose cambia radicalmente. Come si è preparata ad affrontare questo cambiamento e più in generale al ruolo di Lucia?

 

Mi sono preparata stando con le capre. In questo modo mi sono davvero immersa nel suo mondo natale. Lucia è un personaggio che scopre una realtà diversa che la incuriosisce, ma per farne parte deve ribellarsi al mondo a cui appartiene, alla sua famiglia. Ho aperto me stessa al personaggio, non solo attraverso il corpo, ma anche attraverso l’anima. Ho raccolto tutte le energie della comune.

Si può dire che il film è un percorso in trasformazione che ruolo ha il personaggio femminile in tutto ciò?

Fontana
La figura femminile è sempre stata presente nella mia vita, rappresentando questa donna mi sono resa conto di quanto sia bello aprirsi al mondo, e a dirla tutta sono anche stata attratta da questa figura. È una ragazza che decide di essere se stessa, di andare oltre i pregiudizi, oltre i confini e seguire il proprio istinto.

Martone
Durante le riprese di questo film abbiamo noi tutti intrapreso un percorso di cambiamento e di conoscenza tra tutti noi. Fare il film è stato lo specchio di ciò che il film racconta, un viaggio che speriamo di diffondere negli spettatori.


 

Marcello Becca

Marcello Becca

Marcello Stefano Becca è laureato in scienze della comunicazione preso l’Università di Bologna, dove studia attualmente il corso di laurea magistrale in comunicazione pubblica e d’impresa. Appassionato di cinema e fotografia, produce cortometraggi