sabato, Settembre 26, 2020

Un Peuple et son roi di Pierre Shoeller – #venezia75 – la conferenza stampa

Conferenza stampa del film Un peuple et son roi di Pierre Shoeller

Regia di Pierre Shoeller, 121 minuti

Interpreti:
Louis Garrel, Cèline Sallette, Noèmie Lvovsky, Laurent Lafitte

Sinossi del film Un Peuple et son roi di Pierre Shoeller

Francia 1789. La rivoluzione sta cambiando la storia per sempre. Da un lato il popolo, dall’altro il sovrano: due mondi ormai incompatibili. A dar voce alla rivoluzione ci sono Françoise e Basile, insieme passo dopo passo realizzeranno un sogno comune chiamato: “uguaglianza”.

Cosa voluto raccontare Pierre Shoeller attraverso la storia di questa rivoluzione e cosa significa oggi la rivoluzione francese?

Ci trasmette sicuramente dei valori come la speranza che insieme alla conquista diventano una realtà nella vita odierna. In questa rivoluzione si percepisce la vita. È una rivoluzione definibile come civilizzazione. Mi ha appassionato molto guardare nel passato ed indagare nel profondo di quell’epoca, ed è possibile che allo stesso tempo si guardi al passato senza pensare necessariamente al presente.

Per il regista e per gli attori: come avete costruito la figura di Lugi XIV? Chi è stato realmente questo sovrano?

Laurent Lafitte
É molto difficile incarnare un personaggio come questo. Tutti conoscono i fatti e tutti hanno un’idea precisa a riguardo. Personalmente ho cercato di non recitare il mio punto di vista su di lui, ho cercato di essere il più neutrale possibile. Credo sia stato vittima della sua stessa epoca, le cose in quel periodo succedevano senza che si potessero controllare, è stata proprio la sua epoca ad essergli  sfuggita di mano.

Schoeller
La sfida è stata mostrare proprio la figura del re. Inizialmente si pensava che il re avesse degli ideali ben chiari, anticipasse gli aventi e che avesse una visione illuminata del mondo. È solo successivamente che  si scopre che in realtà si sbagliava a riguardo. È il suo legame con il popolo su cui egli stesso si basa, e non è lui a cambiare nel corso del film, bensì il popolo. È la società che si mette in movimento.

Per Louis Garrel: C’è un rischio nell’interpretare i personaggi storici? Si è intimorito nell’interpretare la parte o ha dato tutto se stesso?

In realtà prima di leggere questa sceneggiatura avevo visto un film molto famoso su Robespierre: “Danton”. Appena ho letto la mia parte mi sono subito sentito in competizione con l’attore polacco che interpretava Robespierre, era un po’ come il mio Materazzi. Mi ha spinto molto ha dare tutto me stesso nonostante lui fosse molto più bravo di me.

Per il regista Shoeller, cosa si può dire riguardo ai dialoghi e ai canti dal punto di vista interpretativo?

Per la scrittura dei dialoghi, prima ancora di redigere la sceneggiatura ho lavorato da solo. Ho cercato da solo negli archivi storici le discussioni delle assemblee di quel periodo. Tutto ciò che gli viene detto durante le assemblee nazionali nel film è realmente stato detto durante quegli anni.

Non ho cambiato nulla. Per quanto riguarda i dialoghi del popolo invece non ci sono molte testimonianze scritte, così ho dovuto cercare a destra e a sinistra per costruirli.
I canti invece sono autentici. La rivoluzione ha prodotto una notevole quantità di materiale culturale e artistico. La rivoluzione è stata un impegno nella vita quotidiana.

Marcello Becca
Marcello Becca
Marcello Stefano Becca è laureato in scienze della comunicazione preso l’Università di Bologna, dove studia attualmente il corso di laurea magistrale in comunicazione pubblica e d’impresa. Appassionato di cinema e fotografia, produce cortometraggi

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