Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

La nuova compilation di Federico Fragasso prosegue nel lodevole compito di educare le masse ai suoni del metallo pesante. Liberi da pregiudizi e dagli intralci dettati dal buon gusto, come la precedente si suona a volume altissimo, ma ci immerge in un mondo decisamente più oscuro: quello del Black Metal! 

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Nella seconda metà dei ’70 l’Heavy Metal intraprende un percorso di emancipazione dal genere rock, arrivando a definire la propria identità specifica.
Il volgere del nuovo decennio, tuttavia, mette in crisi la sua natura monolitica. La minaccia rappresentata dal punk – genere che sfida l’Heavy Metal sul suo stesso terreno, sfoggiando al contempo una carica eversiva del tutto inedita – innesca un corsa verso l’estremismo che porterà il Behemoth Heavy Metal a frazionarsi in una miriade di sottogeneri.

Dal calderone ribollente della New Wave of British Heavy Metal emergono i Venom, power trio di Newcastle che si presenta come una versione infernale dei Motörhead. Proprio come la formazione guidata dal carismatico Lemmy, i tre sembrano attribuire ben poco peso alla tecnica o alla perfezione formale. La loro musica – come ben esemplificato dai primi due album “Welcome to Hell” e “Black Metal”, rispettivamente pubblicati nel 1981 e nel 1982 – punta tutto su potenza, aggressività e velocità.

Con il preciso intento di destabilizzare e inorridire l’ascoltatore, anche i loro testi trascendono le tematiche sword & sorcery tipiche dell’Heavy Metal, tingendosi di satanismo, horror e occulto (seppur con intenti meno seriosi di quanto si potrebbe pensare).

Il loro stile fa presto scuola, e in breve tempo – da un lato all’altro dell’Atlantico – sbocciano decine di belligeranti formazioni Heavy Metal intenzionate a seguirne l’esempio.

Negli Stati Uniti il nuovo corso dell’Heavy Metal, rappresentato dai sottogeneri dello speed e del thrash metal, manterrà un certo legame con la tradizione. In Europa, invece, gli anni ’80 saluteranno l’avvento di un estremismo sonoro senza precedenti. Voci ridotte e latrati bestiali, velocità esasperata, imperizia tecnica, registrazioni approssimative e un debito profondo verso il punk di formazioni come Discharge e GBH saranno le caratteristiche che definiranno un genere scorretto e bastardo, identificato solo a posteriori come First Wave of Black Metal.

Da ascoltare al massimo volume, liberi dai pregiudizi e dagli intralci dettati dal buon gusto.

(Recupera Power of the Riff Compels Me #1: The Golden Age of Leather )

POWER OF THE RIFF COMPELS ME #2: ALL HELL BREAKS LOOSE