giovedì, Luglio 7, 2022

Cesare Basile – S/t (Urtovox, 2013) + Cesare Basile – Le Ossa di Colapesce (Viceversa Records, 2013)

Cesare Basile si cala nelle vesti di Tiresia e attraverso la sua mitica cecità, regala una nuova visione alle cose del mondo. Diviene così L’Orvu che più di ogni vedente sa scrutare nei risvolti della realtà. Profeta di eventi, narratore di storie e di sogni, Basile riesce a capovolgere le fila dei discorsi, arrestare ogni riferimento temporale fino a polverizzare completamente ogni idea che aleggia attorno all’espressione “musica contemporanea”. Ed eccolo gettarsi a divinare sul mondo, a raccontare storie di amore, morte e maledizioni, storie di popoli spezzati e uomini sottomessi. È questa la linfa che scorre nelle dieci tracce del nuovo album di Cesare Basile, fatto di esperienze reali, troppo reali, di vita quotidiana, sporca, sudata e polverosa. Battagliero e affatto accomodante, Basile dà l’afflato vitale ad un’antologia di Spoon River traslata sul 38° parallelo dove si delineano i contorni dell’umanità che in essa respira. Compare il grafo stilettato di Katerina Gogu, poetessa greca la cui immagine marcia sui tamburi di Parangelia, segue la vicenda dell’inginocchiata, la storia di una donna che nemmeno da morta riuscì a distendere la schiena, costretta, come fu, per tutta la vita in quella posizione (Canzuni addinucchiata). A completare il ciclo di figure femminili è Minni spartuti, leggenda di una donna uccisa dall’amante, preoccupato che le basse origini della graziosa compromettessero la propria nobile nomea. Tracce pulsanti, ammantante da un velo di nostalgia il cui ricordo è fortemente attratto al nome di De Andrètanto che a volte si può scorgere la filigrana delle sue canzoni, come in Nunzio e la libertà dove i richiami vanno alle scene del Fiume di Sand Creek. Nella voce e nei suoni di Basile, ogni personaggio trova la sua naturale disposizione, prende possesso del palco dando inizio alla recitazione.

E non è un caso che siano proprio dei teatri il fulcro di questa vicenda;  il teatro Coppola di Catania, dove sarà presentato live il disco il prossimo 8 Febbraio, e il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo entrambi cinti dalla prolifica morsa de l’Arsenale, Federazione siciliana delle Arti e della Musica. Per queste occasioni, Cesara Basile sarà accompagnato da musici e amici storici fra cui Manuel Agnelli al piano, Rodrigo D’Erasmo al violino, Enrico Gabrielli ai fiati, Luca Recchia al Basso e Massimo Ferrarotto alla batteria e alle percussioni.

All’album è stata destinata una doppia pubblicazione, cd e vinile. In particolare la versione in gommalacca, sarà soggetta ad una pubblicazione gemellare, che oltre al nuovo album S/T, conterrà l’ulteriore Le ossa di Colapesce, raccolta di otto fra le canzoni più belle di Basile. Uno scrigno di tesori contenente, fra le altre, la dantesca A tutte ho chiesto meraviglie e la melodica All’uncino di un sogno, tratte da Storie di Caino, il prestito da Hellequin Song, con Dal Cranio, Dite al corvo che va tutto bene e Finito Questo e la rilettura di Maria nella bottega del falegname di De Andrè, sempre tratta dallo stesso album.
Ancora una volta, nuovamente, Cesare Basile dà prova di quella nobiltà di spirito e raffinatezza d’anima che nessuna tecnica e nessun artificio possono ricreare

Giulia Bertuzzi
Giulia Bertuzzi
Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.

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