giovedì, Settembre 24, 2020

Le vestigia del lounge, La Banda del Brasiliano OST e “Tipa Ideale” di Evy Arnesano

Lounge, ovvero salotto, luogo conviviale dove scambiare parole e bersi magari una esotica bevuta in compagnia gradita e disposta alla conversazione. Lounge, ovvero revival, spesso ironico sempre malinconico, inconfutabilmente raffinato di ciò che è d’ epoca, a volte kitch, altre colto, altre ancora puro e semplice gusto. Furono gli anni 90 a re-inventarlo dopo aver subito una inevitabile svolta con i film di Tarantino e dei Coen (e questa è una “branca”) ma certo anche come riflusso rispetto a un nuovo impegno ed impeto musicale (il grunge) che rendeva la musica di nuovo rabbia, espressionista, coinvolta e necessariamente coinvolgente. Il lounge, e questa è l’ altra branca, stava invece su un altro piano, sul piacere dell’ ascolto, sull’ orecchiabilità spesso banale delle solite tre note impreziosite (ovunque) da arrangiamenti a metà strada tra il classico (come stile e non come genere) e il grottesco, tra il barocco e l’ elementare, in maniera spesso ancor più geniale dell’ intuizione stessa. Un approccio freddo quindi, e allo stesso tempo divertito e (per i fedelissimi amanti) estremamente divertente. Ma non è necessariamente il citazionismo a far diventare il lounge il (non)genere che conosciamo. Se da una parte si sprigionano i ritmi funk ‘n’ roll dei Cipriani e dei Micalizzi, dall’ altra c’ è sempre Piccioni e Umiliani, se da una parte c’ è il tiki di Denny, dall’ altra ci sono i crooners, se da una parte ci stanno i ritmi sincopati di Schifrin dall’ altra restano pur sempre le orchestre spaziali di Les Baxter, Perrey o Esquivel. La miscela è stata spesso esplosiva e ha avuto un’influenza generativa su gruppi e artisti fenomenali, che si sono riavuti e ripresi a meraviglia dai tormentoni elettronici degli ottanta. Pensiamo a Pink Martini, Gabin, Saint Germain, Combustible Edison e moltissimi altri. Anche noi ce la siamo cavata più che bene con Nicola Conte, Sam Paglia, Mondo Candido solo per dirne alcuni, che del resto sono ancora sulla breccia. Senza andar troppo lontano, per quanto riguarda le novità e il lounge  legato maggiormente al recupero di quelle sonorità che hanno abitato il poliziesco Italiano, possiamo accontentarci di un bel film e della sua pertinente e bellissima colonna sonora. Stiamo parlando de “La Banda del Brasiliano, produzione  indipendente realizzata dal collettivo di Prato “John Snellinbeg”. Gallara (il miglior gruppo italiano easy listening del momento), Sam Paglia (si è detto), i Calibro 35, Appaloosa e gli autori originali dello score Enri, La Band Del Brasiliano e Capiozzo & Mecco. Della serie “A volte ritornano, ma cambiati” i pezzi rispolverano Cipriani, Micalizzi e i De Angelis soprattutto, ma, saranno i tempi moderni, con i compressori sparati al massimo si mescola l’ ascolto con la propulsione, l’istinto e anche un po’ di rabbia, certo trasfigurata, celata di ironia e disillusione e quanto altro se ne possa dire, insomma bel lavoro da 8 e ½ (e non è una citazione). Discorso a parte per la bella felsino-leccese Evy Arnesano, che certo nelle sue esperienze salentine non può non aver sentito gli Studio Davoli e che fa pop. Ricordando assolutamente i Mondo Candido, anche i Dirotta su Cuba in certi frangenti e di conseguenza Mina (ma, era scontato, niente da fare per la voce), Piccioni e lo ye-ye senza urlalre. Elogiata da un criticone come Tommaso Labranca nel suo editoriale di qualche Film TV fa, alla lunga un pochino stanca però va presa nel giusto modo. Istruzioni per l’ uso: inserire il cd sedersi davanti a una persona possibilmente di bella presenza e del sesso opposto al proprio (niente di omofobo per carità), versargli/le da bere, sentirlo per un po’, poi parlare, sentirlo di nuovo a conversazione esaurita, e riprendersi e così via, fin quando, finiti il cd e la bevuta uno dei due si alza e dice: – vado a cambiare cd… e l’ altro risponde: – perché invece non mi porti in camera da letto? Ed ecco svelati in due dischi caso A e caso B: accendere l’ azione come una colonna sonora, o fare da cuscino in una situazione votata all’ imbarazzo. Ovvero il modo giusto di prendere la vita: il quadro non può stare appeso senza cornice.

La Band del brasiliano su myspace

Evy Arnesano su myspace

italian soundtracks su indie-eye

Michele Baldini
Michele Baldini
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