giovedì, Ottobre 1, 2020

Alessandro Stefana: Poste e Telegrafi

as.jpgWestern Cinematografico, blues rurale e Psichedelia; si autopresenta in questo modo il quasi debutto solista di Alessandro Stefana, chitarrista ec-centrico che proprio del suo strumento fa territorio di transito, superficie da violare con un approccio illusionistico e archeologico alla materia del suono. In realtà, l’immaginario che viene tenuto a maggior distanza è proprio quello Morriconiano, piuttosto che al romanticismo cinecentrico di Dead Combo, le sette tracce strumentali di Poste e Telegrafi materializzano un universo di nostalgia ambient in orbita con il country-side di Apollo Soundtracks, nella polvere con il Ry Cooder congelato di Paris Texas e sulle tracce del folk impossibile e apolide che attraversa gli intrecci di Bill Laswell e Niki Skopelitis in quel capolavoro dimenticato che è Hear no evil. Western cinematografico allora, ma non quello immaginato dai suoni di Bruno Nicolai, Carlo Rustichelli, Stelvio Cipriani, verrebbe in mente piuttosto il John Williams decostruzionista di The Missouri Breaks, o l’immaginario astratto di Monte Hellman. Che l’interesse di Stefana risieda oltre certe stereotipie vintage è confermato dalla traccia centrale dell’album, che agglutina le collaborazioni di Leo Abrahams, Marc Ribot e Marco Parente alle prese con il suo passato di percussionista visionario, Poste e Telegrafi Blues è un intreccio ossessivo di laptop guitars che sfrutta la sovrimpressione di più livelli di potenza per creare una progressione crudele e tesa dove la scrittura di Stefana e il drumming di Marco Parente costruiscono una bizzarra versione pre-moderna di Yoo doo right. La costruzione dei possible worlds di Stefana passa attraverso la tessitura di field recording, o meglio ancora, loops vinilici a bassa asso-copertina1.jpgdefinizione che si tengono ben lontani dall’effetto di abbellimento; la scrittura si fonde con una percezione deterritorializzata e crepuscolare di questi elementi, come se si trattasse di una performance allo specchio che cerca di fissare sguardo e suono nel tentativo di disancorarsi dal peso del tempo che la opprime. Chiudono i Titoli di Coda, episodio sintetico e mimetico di certo Eno anni ’80. Il bel cd di Alessandro Stefana esce per Important records a marzo; nell’attesa è possibile ascoltare uno streaming-mp3 di alcune tracce presso questa pagina del suo sito ufficiale, mentre attraverso questa è disponibile un video di Marc Ribot insieme ai Ceramic Dog catturato durante un’esibizione live di Poste e Telegrafi Blues. Per consultare il lungo e notevole percorso discografico di Alessandro “Asso” Stefana, c’è una discografia esaustiva da questa parte.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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