mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Nazavzhdy-Nazavzhdy (Forever-Forever) di Anna Buryachkova: recensione – Venezia 80

Forever-Forever con il filtro dell'età acerba interpreta il difficile periodo di transizione dell'Ucraina durante gli anni novanta, dalla dittatura al doloroso e lungo percorso verso lo stato di diritto. Visto nella sezione Orizzonti Extra di Venezia 80

Melk di Stefanie Kolk: recensione – Venezia 80

Intorno ad una maternità disattesa, Stefanie Kolk costruisce un film notevole, dove la reiterazione ostinata della donazione come prassi, si oppone alla spietata univocità della durata. Visto a Venezia 80 nella sezione Giornate degli Autori

Backstage di Khalil Benkirane, Afef Ben Mahmoud: recensione – Venezia 80

Danza off road, più che on the road in Backstage di Khalil Benkirane, Afef Ben Mahmoud. Visto a Venezia 80 nella sezione Giornate Degli Autori

Malqueridas di Tana Gilbert: recensione – Venezia 80

Il carcere, un mondo separato dal mondo che si può solo scrutare. Tana Gilbert raccoglie i video clandestini di un gruppo di detenute cilene e insieme a Karina Sanchez costruisce un racconto testimoniale commovente e terribile. Visto a Venezia 80 nella sezione parallela de La Settimana Della Critica.

Paradise is Burning di Mika Gustafson: recensione – Venezia 80

Con il suo primo lungometraggio di finzione, Mika Gustafson mette a punto le scelte che hanno caratterizzato il suo interesse per il femminismo anarchico. Visto a Venezia 80 nella sezione Orizzonti

Vivants di Alix Delaporte: recensione – Venezia 80

Alix Delaporte innesta il suo sguardo e quello di un'incantata Alice Isaaz sull'accelerazione dell'immagine reportistica. Riassumere la capacità di osservazione, contro la reificazione della catastrofe. Visto fuori concorso a Venezia 80, la recensione di Vivants.

Photophobia di Ivan Ostrochovský e Pavol Pekarčík: recensione – Venezia 80

Ivan Ostrochovský e Pavol Pekarčík entrano nella sotterranea di Kharkiv popolata da più di 1.500 rifugiati e raccontano il tempo della sopravvivenza e del gioco che si oppone a quello della guerra. Visto a Venezia 80 nella sezione Giornate Degli Autori

En Attendant La Nuit di Céline Rouzet: recensione – Venezia 80

I vampiri sono tra noi. Il primo film di finzione di Céline Rouzet, in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia 80, è un'anti-elegia disumana che spinge a riconsiderare l'umanità, tra politica della rimozione ed è espulsione di tutti i soggetti eccentrici, considerati già morti.

Sem Coração (Heartless) di Nara Normande & Tião: recensione – Venezia 80

Inno alla dea pagana del fulmine e delle acque, Sem Coração è il primo film di Nara Normande e Tião, visto nella sezione Orizzonti di Venezia 80. La recensione.

Quitter La Nuit di Delphine Girard: recensione – Venezia 80

Opera prima per la canadese Delphine Girard, Quitter la Nuit è l'anatomia di uno stupro fuori dal solco drammaturgico degli ipermedia, macchina per creare vittime e mostri. Presentato nella sezione parallela de Le Giornate Degli Autori a Venezia 80. La recensione

Showreel - il format per i videomaker

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