giovedì, Marzo 4, 2021

Arianna di David Ambrosini, transessuali e discriminazione a #Venezia74

Arianna di David Ambrosini sarà presentato come Evento Speciale all’interno della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto – 9 settembre). Il cortometraggio, realizzato da una troupe di under 35 e ispirato a una storia vera, porta sul grande schermo “un’ordinaria” vicenda di discriminazione lavorativa nei confronti dei transessuali. Il fenomeno è diffuso ma ancora poco noto: secondo una ricerca dell’Arcigay, infatti, il 45% delle persone transessuali ha visto respinta la propria candidatura per un posto di lavoro a causa della propria identità sessuale.

All’anteprima, che si terrà domenica 3 settembre alle ore 15 presso l’Italian Pavilion – Hotel Excelsior Venezia Lido, parteciperanno il regista e il cast composto dal protagonista Andrea Garofalo con Stella Egitto, attrice siciliana fra gli interpreti principali di In guerra per amore di Pierfrancesco Diliberto (Pif), e Giampiero Judica, che vanta, nella sua lunga carriera fra teatro, televisione e cinema, la partecipazione a importanti produzioni internazionali come la serie Boardwalk Empire. Interverranno inoltre l’onorevole Nichi Vendola e Angelo Acerbi, giornalista e consulente alla selezione del Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions e del Seattle International Film Festival. L’incontro sarà moderato da Angela Prudenzi, critica cinematografica membro del Comitato di Selezione della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

“Arianna è lo spaccato di quello che la nostra società è ormai divenuta – ha detto il regista David Ambrosini – Arianna è una giovane che non trova lavoro per via di un sistema ormai non più meritocratico e incarna chiunque non trovi posto nella società perché ha scelto di essere se stesso invece di omologarsi all’etichetta che gli è stata assegnata. Arianna rappresenta i sogni e le speranze di una generazione che vanno a sbattere rovinosamente contro i pregiudizi e le ‘poltrone’ delle passate generazioni”.

“Per una volta nella vita ho potuto apprezzare qualcosa che entra nella realtà e non si limita a ‘scimmiottarla’, niente ovattature, niente sconti, nessuno zuccherino ma solo la storia di una persona trans MTF (male to female) come è nel mondo reale – sottolinea Francesca Busdraghi, la cui vicenda ha ispirato il cortometraggio – Guardandolo vedo me stessa nel corso di questi dieci anni, con tutte le delusioni e le porte chiuse in faccia, i rifiuti ed i pregiudizi che ho vissuto su me stessa”.

Redazione IE Cinema
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