venerdì, Marzo 1, 2024

Spotlight di Thomas McCarthy a Venezia 72 – la conferenza stampa

Spotlight di Thomas McCarthy – Usa, 123’ . Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Brian d’Arcy James

Sinossi, Spotlight di Thomas McCarthy, Venezia 72:

Spotlight di Thomas McCarty racconta la storia, realmente accaduta, di alcuni reporter del “Boston Globe” insigniti del premio Pullizer nel 2003, che decidono di indagare e raccontare la storia di abusi e  violenze perpetuate da alcuni preti pedofili della Chiesa Cattolica del Massachusetts. L’indagine svela l’insabbiamento, portato avanti per anni dai più alti livelli dalla chiesa cattolica e dai vertici amministrativi della città, che nascosero questi casi di pedofilia.

Si è ispirato alla grande tradizione del cinema americano sul giornalismo per girare questo film, penso a titoli come “Tutti gli uomini del Presidente”?

Risponde Thomas McCarthy regista di Spotlight, in conferenza stampa a Venezia 72:

Penso che potevo trarre spunti interessanti da tutti i film americani sul giornalismo di inchiesta. Ma allo stesso tempo per me è stato molto importante prendere le distanze da film come “Tutti gli uomini del presidente” (Alan J. Pakula 1976) perchè troppo ingombranti, avevo bisogno di trovare la mia strada per girare questo film.

Nel film, si parla di “tradimento della fede”, volevo una opinione da parte vostra su questo aspetto.

Ho scelto di toccare questo argomento, continua il regista Thomas McCarty, perchè era inerente alla storia che dovevo raccontare nel film.

Le vittime degli abusi erano cattoliche.

Nella nostra ricerca per il film, ci siamo resi conto che oltre al dolore causato dagli abusi dei sacerdoti sulle loro vittime, vi era anche un dolore spirituale, in quanto le vittime innocenti stavano subendo violenza da sacerdoti  in cui credevano e che rappresentavano la loro Chiesa.

Per molte delle vittime, la religione contava tantissimo, e si sono sentiti alla deriva e senza alcun appoggio, colpiti nel profondo da queste violenze. Molte delle vittime di pedofilia hanno finito per abusare di alcool, droga o farmaci. Era davvero un crimine diabolico contro degli innocenti, mi è sembrato giusto toccare nel film anche questo aspetto.

Che tipo di reazioni si aspetta dalla chiesa cattolica e dal nuovo Papa Francesco?

Sono cresciuto in una famiglia credente ed ho ricevuto una formazione cattolica – continua il regista di Spotlight Thomas McCarthy – ma dopo aver fatto questo film sono pessimista sul fatto che ci possono essere cambiamenti profondi nella chiesa. Non mi aspetto alcuna reazione al film, ma sarei felice di avere torto, sarei contento se le gerarchie ecclesiastiche vedessero questa pellicola. Le vicende che raccontiamo sono realmente accadute, e questo film non è un attacco alla chiesa Cattolica, semplicemente racconta i fatti per come sono avvenuti.

Il film parla di un giornalismo d’inchiesta, che forse non c’è più?

L’industria del giornalismo è stata decimata nel nostro paese come in tanti altri paesi. Spotlight è un film che vuole sottolineare l’importanza di un giornalismo di indagine e di investigazione senza il quale, la vicenda degli abusi effettuati da alcuni membri del clero non sarebbe mai venuta fuori.

Vogliamo contribuire a sensibilizzare il pubblico su quanto sia importante per la democrazia avere una stampa libera.

Quello che stiamo perdendo di vista è anche l’importanza del giornalismo a livello locale. L’importanza dei reporter che trattano dei problemi delle loro città. Purtroppo, i giornalisti che lavoravano sul territorio sono sempre di meno. Credo che sottovalutiamo l’importanza di questo tipo di lavoro per le nostre città.

Una parte della bellezza del film Spotlight è legata al lavoro quotidiano dei giornalisti e alla devozione verso il loro lavoro di questi professionisti, può parlarci di come ha elaborato il film?

Quando abbiamo preso in mano la storia c’erano tanti elementi molto belli. Abbiamo cercato i giornalisti del Boston Globe, grazie ai quali lo scandalo degli abusi dei preti pedofili era venuto alla luce. Abbiamo fatto indagini approfondite, trovando i personaggi principali di questa storia, parlando con loro e passando tanto tempo insieme. Gli attori mi sono subito sembrati le persone giuste per raccontare questa storia.

Quale sarà la reazione della comunità cattolica di Boston a questo film?

Non saprei risponderle, il mio lavoro è fare film – risponde Thomas McCarty regista di Spotlight – penso che lo scopriremo quando il film sarà proiettato nelle sale.

Penso e spero che la maggioranza dei cittadini di Boston accetterà con favore questo film.

In quasi tutti gli angoli di Boston c’è una chiesa. Vedendo quante chiese ci sono a Boston, si ha la dimensione del potere della chiesa Cattolica. Oggi molte di queste chiese sono chiuse. La chiesa ha infatti dovuto chiuderle per poter pagare i danni alle vittime degli abusi di parte del suo stesso clero. In un certo senso, penso che più che le chiese di Boston chiudevano e più che le persone vittime degli abusi si sentivano liberate.

Buona parte della popolazione sapeva degli abusi e non ha parlato. Questa la cosa più terribile, la complicità su un crimine così grave. Finchè non sarà superato il problema del celibato nella chiesa non sarà risolto il problema della pedofilia nella chiesa, cosa ne pensate?

La questione e diffiile, tutti hanno una opinione personale sul celibato nella chiesa cattolica – interviene Thomas McCarty – ma non voglio legare il celibato alla pedofilia sono questioni diverse.

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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