Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

“The Smell of Us”, il nuovo film di Larry Clark, è un film estremamente autodistruttivo che non lascia alcuna via di scampo: i protagonisti sono (come nel caso di “Bully”) skaters ma, stavolta, il regista di “Kids” si muove all’interno della realtà parigina. 

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Larry Clark fa ritorno sul grande schermo dopo “Marfa Girl” (2012), con un film che sorprende e che solo apparentemente ha una vicinanza tematica con altri titoli della sua filmografia. I giovani adolescenti filmati dal regista/fotografo statunitense hanno lo sguardo androgino di chi osserva la realtà cercando di scorgere un altro orizzonte possibile, sono i ragazzi che si incontrano abitualmente alla Dome parigina, hanno solo voglia di andare sullo skateboard, farsi di qualche droga e guadagnare soldi facili.
Alcuni di loro si prostituiscono facendosi rimorchiare sulla rete da vecchi ricchi e annoiati, un confronto che Clark esaspera in modo carnale e allo stesso tempo ambiguo, sovrapponendo la sfrontatezza dei primi con la marcescenza dei secondi e restituendoci così un’immagine della vecchiaia come sinonimo di morte più che di saggezza, binomio stereotipato che il regista americano decostruisce con grande forza mostrando i corpi nel loro crudo realismo e lavorando sulla progressiva assuefazione di chi guarda; una morbosità dello sguardo da sempre centrale nei lavori del fotografo di Tulsa, ma che qui viene elaborata con maggiore calore, vicinanza tattile e partecipazione rispetto al distacco delle sue opere precedenti.

Clark indugia sulla fissità dello sguardo dei suoi protagonisti, avvicinandoci al loro desiderio di riscatto senza nessun elemento indiziale se non quello di un’immagine persistente; sono le azioni, anche traumatiche come il suicidio di JP, che hanno il compito di raccontare.

Ma “The Smell of Us” ha anche alcuni elementi metadiscorsivi legati alla stessa carriera di Clark, una riflessione su vent’anni di immagini che separano quest’ultimo lavoro da Kids ma anche un’elegia malinconica che mette a confronto la figura di Michael Pitt, già protagonista di “Bully” e qui poeta blues inseparabile dalla sua chitarra, con la nuova generazione di skaters e in particolare con la figura di Math, alter-ego più giovane del Donny Semenec interpretato nel 2001 dallo stesso Pitt. “The Smell of us” è l’odore della carne morta che questi ragazzi non riescono facilmente a togliersi di dosso dopo gli amplessi consumati per denaro, immagini dure di un’opera che sa essere anche profondamente ed emotivamente crepuscolare.

Rachele Pollastrini

Larry Clark
The Smell of Us
Francia - 2014

Con Lukas Ionesco, Diane Rouxel, Theo Cholbi, Hugo Behar-Thinieres, Rayan en Yaiche, Adrien Binh Doan, Maxiime Terin, Micheal Pitt
Durata 87 min