giovedì, Ottobre 29, 2020

Ed Wood Jr – Il video di Medellin in esclusiva su Indie-eye

Ed Wood Jr. sono una band francese dedita ad un rock strumentale ansiogeno ed elettronico che si situa a metà tra i suoni più muscolari dei Don Caballero e l’elettronica dei Trans Am. Il nuovo album sulla lunga distanza è uscito lo scorso aprile 2017 e ha accolto a bordo un batterista di grande livello che ha già lavorato con Carla Bosulich, Wolvennest, Sum Of R. “The Home Eclectical” è un album oscuro, scabro e meccanico che per certi versi ricorda le ultime uscite di Battles e Fuck Buttons.

In anteprima esclusiva per indie-eye presentiamo il video musicale di Medellin diretto da Georges hauchard-heutte, che in calce racconta solo per i nostri lettori, la genesi di questo strano incubo distopico girato ai margini di una foresta.

Georges hauchard-heutte ha diretto il video di Medellin. Documentarista, regista di cortometraggi e videoclip, ha un approccio marcatamente cinematografico. Anche il video realizzato per Ed Wood Jr. si distingue per scelte e ritmo  vicine al mondo del cinema, ma anche a quello del videoclip, con risultati davvero eccellenti, a metà tra realismo e manipolazione digitale. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la lavorazione e il senso di “Medellin”

L’idea di questo video è nata come desiderio di esprimere quello che provo quando ascolto musica. Una tensione elettrica, ad altissimo voltaggio e che genera il desiderio di comprendere e di ascoltare, quando al contrario il mondo che ci circonda è immerso completamente nell’assurdo. Un mondo in cui la resistenza diventa un atto difficile. Questa è la situazione in cui si trova il protagonista del video, una condizione che mira a colpire lo spettatore direttamente. Il mondo rappresentato si accorda quindi ad una visione di tipo soggettivo, che è quella del protagonista, non così distante dalla prospettiva da incubo di un uomo che soffre. La rabbia della mente è rappresentata dalla struttura delle diverse scene. A livello visivo c’è la tensione del thriller ma anche un alto livello di tragicità; proprio perchè volevo raccontare la storia di un uomo che affronta un mondo privato della sensibilità e regolato da corpi senza vita. Vediamo il mondo attraverso i suoi occhi, il modo in cui lo percepisce, quel mondo è oscuro, pesante, causa di preoccupazioni ed ansie. La morte della moglie distrugge il cuore e la vita del protagonista. È lui ad averla uccisa, questo lo spinge alla dipendenza da droghe, rappresentata dall’impiego di un profilmico legato al sogno, adatto ad un mondo che ha perso completamente di significato. Vaga solitario in una strada senza fine. Il tempo non ha più consistenza, non c’è più presente, passato, futuro. Il paesaggio è in questo senso un indizio, perché è sottosopra e riflette l’universo completamente distrutto. La scena nella foresta e quella nella macchina denunciano l’oppressione e il senso di colpa esperiti dal personaggio. È una figura sola, circondata da maschere di cera che rappresentano un pervasivo senso di morte.

Ho voluto rappresentare anche un ciclo, che nei video musicali è sinonimo di una ripetizione efficace, ma che qui significa l’incessante attraversamento dei limiti da parte dell’uomo, senza la capacità di oltrepassarli veramente. La struttura narrativa è basata su quella musicale: il tempo di ogni sequenza si riferisce a parti musicali diverse. Lo scopo complessivo era raccontare una storia piena di significato, quella di un personaggio tranquillo che deve affrontare le memorie che lo minacciano. Non può sbarazzarsene, e l’immagine che ne risulta è poetica e tragica allo stesso tempo

Redazione IE
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