Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Dente realizza tutto da solo il videoclip de "L'ago della Bussola" e gioca a non mettersi in gioco 

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Se l’emergenza epidemiologica non ha necessariamente convinto gli artisti a dirigersi i propri videoclip è molto probabile che li abbia in parte costretti. Il video come estensione narrativa di un discorso che parte dalla forma canzone, ha rappresentato più di una volta un’occasione sperimentale per molti musicisti. In piena emergenza Covid-19, con i set in difficoltà e nuove regole costose per garantire sicurezza a chi ci lavora, si pone un problema che è tanto logistico, quanto economico. Una fase molto rischiosa dove è importante re-inventarsi, come ci ha raccontato in modo chiaro Erika Errante e come ci hanno mostrato in termini pratici alcuni videomaker che non si sono arresi all’orrenda interfaccia delle videoconferenze. La riduzione materiale del set, la portabilità dei dispositivi, la penetrazione del mercato consumer nella prassi produttiva è un processo ormai avviato da alcuni anni, ma rischia un’accelerazione esponenziale in un periodo in cui la promiscuità del lavoro collettivo rappresenta un rischio.
Un mestiere già precario come quello del regista di videoclip, costretto spesso a lavorare con budget ridicoli e talvolta a barattare visibilità da spendere come integrazione e propellente per promuovere un’attività audiovisiva meno creativa, rischia l’impasse di fronte alle difficoltà di tutto il settore musicale. Senza il bacino della musica dal vivo, è molto probabile che gli investimenti degli artisti si orientino verso gli aspetti ritenuti necessari, come per esempio assicurarsi i servizi di promoter e agenzie, invece di pagare la realizzazione di un videoclip.

Dal nostro punto di vista è il perpetrarsi di un errore grossolano e di una beffa colossale, come quella promozionale, che ha di fatto contribuito a togliere il fiato all’intero settore senza cambiare sensibilmente la vita degli artisti. Perché pagare per essere infelici? scrivevamo qualche tempo fa.

Il video de “L’ago della bussola” lo ha diretto lo stesso Dente. A spasso per le strade di Milano ha girato un lyrics video apparentemente “en directe” sfruttando i muri della città. Sono quelli liberi messi a disposizione del comune per gli street artists, 100 in 71 diversi punti del capoluogo meneghino.
Dente si è creato il suo percorso, ha applicato sull’immagine un effetto di deterioramento VHS, lo stesso che è possibile integrare con alcune app per iOS di utilizzo elementare, ha giocato con il picture in picture e si è assicurato che il font da sbattere sull’azzurro del cielo elettronico fosse abbastanza in linea con quello che ha visto dalla rimasticazione degli anni ottanta. Un video-trucco, una postura, un’imitazione dell’esperienza come confermato dal disclaimer in coda: “Nessuna superficie pubblica è stata imbrattata per la realizzazione di questo video“.

È in fondo una terribile dichiarazione di intenti in linea con la vita anestetica che stiamo vivendo, dove si evita di mettersi in gioco quando sarebbe giunto il momento di farlo.

Dente – L’ago della bussola – Videoclip ufficiale – Dir: Dente

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.